Sanno che ogni minuto è prezioso, che la vita degli altri, spesso appesa ad un filo, dipende da loro.
Corrono a sirene spiegate, contro il tempo ed i chilometri che li separano da chi ha chiesto aiuto.
Sono i medici in servizio sulle ambulanze del 118. Che non sono mai abbastanza, che spesso tardano ad arrivare, che ancora più frequentemente finiscono sui giornali per storie di malasanità.

Ma tra loro ci sono seri professionisti, che amano quanto fanno, che non lasciano nulla al caso e che meritano il giusto riconoscimento.

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Oggi ricorre il decennale dell’assunzione dei Medici di emergenza sanitaria territoriale (E.S.T.) dell’Asp di Palermo che operano 24 ore su 24, 7 giorni su 7, sulle ambulanze del 118 di Palermo e provincia.

Il 16 ottobre si incontreranno nella sede dell’ordine dei Medici di Palermo, a Villa Magnisi, a partire dalle 10,30. Sarà l’occasione per discutere del futuro, dei successi ottenuti, ma soprattutto dei miglioramenti da perseguire e delle criticità da risolvere.

I medici in servizio sulle ambulanze a Palermo e provincia sono circa un centinaio. A fare il bilancio a BlogSicilia degli anni trascorsi è Cinzia Zavatteri, che lavora sull’ambulanza che ha la sua postazione a Villa Sofia.

“Sono felice – racconta – del lavoro che faccio, quasi un dono, ovvero la possibilità non indifferente di aiutare le persone. Troppo spesso si parla male del 118, dimenticando che ci lavorano medici, autisti soccorritori e infermieri con grande spirito di abnegazione. In Sicilia però c’è ancora tanto da fare: qui la cultura dell’emergenza non è ancora molto diffusa. La gente non sa cosa fare in caso di crisi epilettiche o arresto cardiaco, bisognerebbe fare prevenzione e informazione nelle scuole, nei luoghi di lavoro o di ritrovo, persino nei negozi.

Dieci anni fa – continua ancora la d.ssa Zavatteri – è iniziato un cambiamento radicale per l’assistenza al cittadino con criticità di salute. Sino a quel momento, infatti, il paziente in gravissime condizioni, non potendo essere trattato tempestivamente, rischiava di giungere in ospedale in arresto cardio- respiratorio. Con l’ingresso dei medici dell’E.S.T. sul 118, il paziente critico viene trattato direttamente a domicilio, potendo giungere in condizioni cliniche più stabili presso i Pronto Soccorso della Città.

In altre situazioni, invece, il trattamento nei confronti del cittadino viene affrontato e concluso presso la sede di intervento dell’equipe, con riduzione degli accessi impropri presso le strutture ospedaliere che già si trovano ad affrontare un numero di accessi elevato. L’intervento tempestivo dei medici dell’emergenza territoriale ha portato ad una riduzione della mortalità e degli esiti invalidanti con ovvio vantaggio non soltanto per i pazienti, ma anche per la spesa sanitaria.

Il servizio in questi dieci anni ha progressivamente migliorato le proprie performance, sia per la maturata esperienza dei medici che in esso operano quotidianamente, sia perché le ambulanze sono state dotate di strumentazioni elettromedicali sempre più avanzate (monitor cardiologico ECG di ultima generazione, tipo Lifepak 15, ecografo, ventilatore, pompe siringa etc….) potenziando in tal modo il target assistenziale”.

La dottoressa Zavatteri non ha dubbi: l’aspetto più delicato e nel contempo bello del suo lavoro “è l’entrare nel mondo delle persone, rassicurarle, farsi comprendere da chiunque, entrare in empatia con il paziente, sia che si venga chiamati in zona Libertà (il salotto buono di Palermo, ndr) che allo Zen, un microcosmo difficile”.

E’ l’umanità di una professione che non ammette errori, delicata e rischiosa, e spesso fonte di grande gratificazione. Sono stati proprio i colleghi della dottoressa Zavatteri, il mese scorso, a far partorire in ambulanza una donna del quartiere Cruillas. Quando sono arrivati, chiamati dal marito, si sono subito accorti che non c’era il tempo necessario per arrivare all’ospedale Cervello.

Il travaglio era già iniziato e i medici senza perdersi d’animo hanno fatto venire alla luce Aurora, una bimba di 3 chili e mezzo.

Una delle tante storie belle e a lieto fine che la dottoressa ricorda. Molti suoi pazienti sono diventati suoi amici affezionati e le sono grati. E’ il caso di un uomo, che ha avuto un arresto cardiaco per strada, mentre andava a buttare la spazzatura, e che Cinzia Zavatteri ha incontrato casualmente e salvato.
O di un altro ancora, in fila al pronto soccorso da ore in codice verde: la dottoressa osservandolo ha capito che qualcosa non andava, ha convinto i colleghi a visitarlo prioritariamente, per poi scoprire che aveva un’emorragia cerebrale in corso.

Certo, la sanità, soprattutto in Sicilia, ha ancora molta strada da fare. Non siamo certo una regione all’avanguardia, ma le strutture di eccellenza non mancano così come i medici competenti e capaci.

Oggi, mediamente, un’ambulanza arriva dopo 8/10 minuti dalla richiesta di aiuto: non ci resta che sperare che questi tempi si abbrevino ulteriormente con maggiore sicurezza per i cittadini.