Festeggiamenti, bandiere e magliette con i colori della propria nazione: la Nigeria. Così quasi mille nigeriani richiedenti asilo hanno festeggiato, il 1° ottobre, il 54° anniversario dell’indipendenza della Nigeria dal protettorato britannico.

Una delle tante occasioni di incontro e di recupero delle proprie tradizioni per etnie di diversa estrazione, costrette a vivere lontano dalla propria patria, che convivono pacificamente al Centro di Accoglienza di Mineo.

Le feste per l’anniversario dell’indipendenza sono ormai una tradizione del Cara di Mineo, a cui gli ospiti richiedenti asilo non vogliono rinunciare. In agosto era stata la volta del Mali e a luglio della Somalia, da sempre la nazione più rappresentata al centro.

Al Cara di Mineo si è svolta anche la Festa Musulmana del Sacrificio o dello sgozzamento, anche detta Festa dell’Agnello, che fa riferimento al mancato sacrificio di Isacco da parte di Abramo, con conseguente sacrificio alternativo di un montone. E’ la festa dell’assoluta sottomissione e obbedienza al volere divino e da due anni si festeggia al Cara di Mineo con una partecipazione sempre maggiore.

Si tratta di una festa di preghiera, ma anche di letizia, in cui è vietato il digiuno. In patria è tradizione familiare sgozzare un animale e dividerlo in tre parti, delle quali una si mangia subito, un’altra si conserva per i tempi di magra e una terza viene data a chi non ne ha. La festa segue il calendario islamico e quindi da noi si festeggia in periodi sempre differenti.

Un’occasione per crescere culturalmente, conoscere nuove realtà e condividere momenti di gioia e di festa.