23 luglio 2009 - Ritorniamo a scrivere sulla tragedia di Acireale, perché ci sono sviluppi sulle indagini. Erano, infatti, di proprietà del fratello maggiore i cani che hanno ucciso il piccolo Giuseppe Azzarelli. Ivan, 19 anni, lo ha confessato ieri pomeriggio ai magistrati ed ora dovrà rispondere sulle sue responsabilità penali in merito alla custodia degli animali. E di mattina aveva raccontato: “Gli dicevo sempre di non andare in quel posto, quei cani sono pericolosi e ti possono fare del male, ma non mi ha ascoltato“.
E sempre ieri pomeriggio è stato appurato che a provocare la morte del bambino, che avrebbe compiuto sette anni a settembre, è stato il morso alla giugulare. Inoltre, i familiari hanno tenuto nascosta la tragedia alla madre per una notte: una volta saputo, la donna è stata colta da malore e trasportata in ospedale, dov’è stata ricoverata.
Sulla triste vicenda è intervenuto anche Massimo Russo, l’assessore regionale alla Sanità: “Voglio esprimere il mio profondo dolore ai familiari del bambino di Acireale sbranato ieri sera da alcuni cani, ma è bene precisare che la vicenda non ha nulla a che fare con il fenomeno del randagismo e quindi con gli altri gravi episodi di cronaca avvenuti alcuni mesi fa in provincia di Ragusa. Tuttavia, continueremo a vigilare sul corretto comportamento delle amministrazioni comunali che, in base alle disposizioni di legge e alle direttive emanate da questo assessorato, hanno l’obbligo di assolvere ad alcuni adempimenti per contrastare il fenomeno del randagismo. E, soprattutto, questa vicenda ribadisce la necessità di una corretta campagna di educazione e di informazione anche nei confronti dei proprietari dei cani e più in generale di coloro che si trovano quotidianamente a contatto con animali domestici“.
Fonti: Giornale di Sicilia e Ufficio Stampa della Regione Siciliana.
Diciamo le cose come stanno. Perchè nessuno ha parlato di responsabilità oggettiva? E poi, questi cani, avevano regolare assicurazione? Queste sono le domande che ci dobbiamo porre.
Io ho due rottweiler e nel quartiere la gente sa che prima di tutto, io sono una persona seria e, di conseguenza, anche i miei cani.
Se dobbiamo condannare una razza in particolare, allora applichiamo la stessa condanna sugli uomini. Abbattiamo gli stupratori, i pedofili e gli assassini.
Gandhi diceva che “il livello di moralità di un popolo lo si misura da come esso tratta i suoi animali”.
Da ciò si evince: italiani = immorali.
Sono d’accordissimo, Tony. Anch’io ho un cane e di certo so che non è violento. I padroni hanno la responsabilità principale quando avvengono simili avvenimenti. I cani, per di più, sono spesso specchi di chi appartengono.
Finalmente parole sensate, io ho 2 incroci pitbull femmine e per chi le conosce sono le mascotte del parco Solari a Milano. Certo bisogna gestirli al meglio e ricordarsi sempre che sono cani e si comportano da tali….umanizzarli troppo equivale ad un abbassamento della soglia di attenzione da parte del proprietario.
NON ESISTONO CANI CATTIVI MA SOLO CATTIVI PADRONI|!!!!