1 luglio 2009 - L’emergenza randagismo ha portato i cittadini di San Cataldo, comune di Caltanissetta, a pensare ad una soluzione per “annientare” il problema: l’utilizzo illecito e lo spargimento di bocconi ed esche avvelenate.
Chi ha pensato al metodo per eliminare il problema dei branchi di randagi, non ha pensato però che gli animali che mangeranno i bocconi avvelenati moriranno tra lente ed atroci sofferenze. Ma soprattutto all’effetto “domino” che coinvolgerebbe tutti quegli animali che si nutrono di carcasse (rapaci,volpi,donnole, faine), uomini e bambini che possono entrare in contatto con i veleni(i bambini spesso toccano con le mani per terra).
È per questo che il comune sta distribuendo in questi giorni un Vademecum, per evitare che i cani vengano uccisi dal cibo avvelenato. L’iniziativa è stata avviata dal comando di Polizia municipale in collaborazione con il corpo Forestale della Regione e il servizio di veterinario dell’Azienda sanitaria. Il vademecum spiega innanzitutto come riconoscere un esca o un boccone avvelenato e come comportarsi.
Quindi cosa fare in questi casi, come riconoscere il tipo di veleno e a chi rivolgersi. Poi da delle indicazioni qualora il proprietario di un cane si accorga che il proprio animale ha inghiottito qualcosa del genere. Nel documento viene anche spiegato quali sono i sintomi più diffusi e le terapie da seguire. Un libretto da portare con se soprattutto per quelle persone che hanno dei cani e comunque per chi in estate si trasferisce in campagna anche se, è stato spiegato,l’allarme ”bocconi avvelenati” esiste anche nel centro abitato. “Credo che ci siamo dotati di un piccolo strumento – ha detto il sindaco Giuseppe Di Forti – che è rispetto per l’ambiente e gli animali”.
Foto di Capannelle
Caso in cui i “bastardi” sono gli esseri umani e non i meticci. Ottima l’idea del Vademecum.