11 agosto 2009 - Vendiamo la Sicilia è un nuovo gruppo nato su facebook, i fondatori Alessandro Pestini e Alessandra Pestini così descrivono la finalità del gruppo “Per sanare il debito pubblico e non sostenere le spese del ponte sullo stretto! Così, magari, riusciamo a mandare qualche rappresentante sardo in Europa!”.
Penso che da un po’ di tempo a questa parte si stia assistendo ad un instupidimento generale sulla rete, sono sempre di più i gruppi come questo che circolano su Facebook, un ondata razzista si abbatte constantemente sulla nostra amata isola, ma perché, che abbiamo fatto di male noi che di problemi ne abbiamo già tanti?
Mi viene in mente la teoria studiata in psicologia sociale del capro espiatorio.
Ecco come nel gruppo viene descritta la nascita della Sicilia:
“La Sicilia è nata nel 1871, quando il grande ingegner Bernardo Provenzano vinse l’appalto per l’edificazione di una seconda isola italiana successivamente comprata dall’attuale unico abitante (Giovane Pascal). L’Italia, che era già a forma di stivale, venne così ridisegnata abilmente da Provenzano in modo da assomigliare a uno stivale di un gigante ipocondriaco, con un piede sproporzionato che giocava a pallone con la Sardegna. L’edificazione durò 6 giorni, il settimo Provenzano si riposò e spese il resto dei soldi dell’appalto nell’acquisto di droga dal Brasile e prostitute dalla Svizzera.”
Ma ciò che più mi ha infastidito non è tutto quello che ho appena riportato, che si potrebbe attribuire soltanto ai fondatori del gruppo, ciò che davvero mi ha infastidito sono i commenti dei componenti del gruppo, ne riporto alcuni:
“Marchese Caprini ha scritto
alle 9.28 del 8 agosto 2009
unitevi ai vostri fratelli africani,che almeno li avete qualcosa in comune!”
“Papa Bonifacio Ottavo ha scritto
alle 15.12 del 5 agosto 2009
Benissimo, finalmente ci siamo liberati di un inutile lembo di terra.
Sia lodato Gesù Cristo.”
“Lollo Lollissimo (Italy) ha scritto
alle 17.41 del 13 luglio 2009
NN SERVE A NIENTE STA SICILIA PIENA DI TERRONI”
Potrei continuare ancora, ma preferisco fermarmi qui, io ho segnalato il gruppo, voi che farete?
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Invece di parlare di gruppi che traducono un “un instupidimento generale sulla rete”, perché non parlare di gruppi che tentano di fare qualcosa di utile?
JML
Io da buon Siciliano Catanese la penso esattamente come i fondatori del gruppo di facebook, facciamoci vendere, oppure, andiamoci per i fatti nostri, tutto sta successivamente nel vendere i nostri prodotti al prezzo che diciamo noi, pagare le tasse alla capitale, che sarebbe Palermo, e suddividere tali introiti per tutte le città delle nuova nazione sicula, e naturalmente si passa nella nuova nazione siciliana presentando la carta di identità.
A quel punto a roma si pentiranno della vendita fatta.
ma questa è solo fantasia, non lo faranno mai, dell’isola non è mai importato niente a nessuno,ma per le sue risorse, minerarie ed energetiche non la vogliono abbandonare, aspettano di svuotarla per bene come un sacco pieno di soldi, e quando tutto è realmente finito scordarsene sul serio.