Ritorno a scrivere sullo stupro di gruppo di Palazzo Adriano, dopo questo post di ieri, perché è stato pubblicato un commento che non può rimanere tale. L’autore si è firmato con “esaltati!!!”.

“ciao a tutti ankio sn di palazzo adriano e sn pienamente daccordo con la mia compaesana … ma vorrei aggiungere una nota a favore dei 4 ragazzi ke conosco benissimo…. nn vorrei essere brutale con le parole ma la realtà dei fatti è questa…intanto il lago di sangue in cui versava la ragazzina nn era sangue di verginità xsa ma mestruazioni…seconda cosa la ragazza nn era vergine da un bel pò x scelta sua ovviamente e terza cosa e ke alla ragazzina piaceva farsi notare indossando abitini succinti e aveva il vizietto di provocare i ragazzi molto spesso + grandi di lei…x ultimo vorrei aggiungere la situazione familiare della ragazza ke come tutti sanno in paese … nn è davvero delle migliori… scusate il mio sfogo ma ki nn sa nn può giudicare… cn questo nn voglio assolutamente difendere i 4 ragazzi accusati, in quanto quello ke hanno fatto rimane comunque orribile nei confronti di una 13enne ma come vedete c’è tanta differenza tra quello ke hanno divulgato i media è la realtà pura e semplice ke solo noi palazzesi conosciamo…ecco adesso la sapete anke voi……”

Il grassetto è mio.

Questa dichiarazione mi ha lasciato basito, perché si legge il tentativo nauseabondo di giustificare uno stupro, con alcune motivazioni sessiste e sociali che inquietano. Quando accade una violenza carnale, soprattutto ai danni di una minore e di una disabile, non può esserci alcuna possibilità di attenuante.

Inoltre, prendendo per buone le confessioni del commentatore, cos’è l’uomo? Un animale che non sa arrestare i propri istinti sessuali davanti alle provocazioni di una ragazzina, liberissima di vestirsi come vuole? Nel caso specifico di Palazzo Adriano, il contesto familiare, la condotta di vita della 13enne disabile, non possono essere elementi giustificativi di un aberrante stupro.

Ecco come Luca Marotta, collaboratore di Caltanissetta – BlogSicilia, ha risposto a “esaltati!!!”:

“Confido nella tua buona fede, quando scrivi di non voler difendere i quattro ragazzi che conosci bene dai loro gesti orribili; ma allora ti consiglio di rileggere bene il tuo commento. Le parole che usi non sono brutali ma agghiaccianti. Davvero credi che per giudicare uno stupro – e ancor di più, uno stupro ai danni di una 13enne – io abbia bisogno di sapere che la ragazza amava indossare abiti succinti e provocare? O che il lago di sangue non era dovuto alla deflorazione (o dalle ferite causate dalle percosse, come io – e mi auguro chiunque altro – ho subito pensato) ma alle mestruazioni? Per non parlare dell’accenno alla situazione familiare.
Ogni parola nel tuo commento lascia passare il concetto che in fin dei conti la ragazza se la sia andata a cercare. Che i quattro delinquenti non siano giustificabili, certo, ma tutto sommato qualche attenuante ce l’abbiano.
Se pensi che esistano livelli di succintezza degli abiti e di provocazione tali da spingere a un qualunque gesto
violento, hai un’idea (e un’esperienza) del genere umano piuttosto triste.

Lascia che ti faccia un esempio (e mi scuso anticipatamente per la banalizzazione di una vicenda così dolorosa come uno stupro che il mio esempio comporta). Immagina che per via del caldo soffocante una sera tu lasci aperta qualche finestra di casa tua (supponiamo che il condizionatore sia rotto, se ne hai uno) e che da una di queste finestre entri un ladro e, dopo averti immobilizzato, rubi tutto ciò che ti è più caro. Non proveresti una grande (ulteriore) rabbia se sentissi qualcuno dire che alla fin fine a lasciare le finestre aperte queste cose prima o poi accadono?

In conclusione, se il tuo scopo era quello di rimettere in buona luce Palazzo Adriano temo tu abbia proprio fallito“.