6 ottobre 2009 - L’ex presidente dell’Amia, l’attuale senatore del Pdl Enzo Galioto, dovrà rispondere all’accusa di falso in bilancio e falsi sulle relazioni delle società di revisione, assieme all’ex direttore generale Orazio Colimberti e altre 11 persone, amministratori dell’ex municipalizzata.
Il pm della Procura di Palermo ha chiesto il rinvio a giudizio dell’ex presidente dell’Amia, l’Azienda municipalizzata per l’igiene ambientale, il senatore Galioto, appunto.
Secondo l’accusa l’Amia avrebbe violato la legge non adottando i modelli organizzativi adeguati per prevenire i reati che le vengono contestati. Sotto la lente di ingrandimento della Procura palermitana i bilanci del 2005 e del 2006.
“La richiesta di rinvio a giudizio degli ex vertici dell’Amia conferma che le nostre denunce sulla gestione dell’azienda sotto l’amministrazione Cammarata erano fondate”, a parlare è il deputato regionale e capogruppo del PD al comune di Palermo, Davide Faraone.
“Naturalmente attendiamo di conoscere l’esito del percorso avviato della magistratura – continua Faraone – ma l’intreccio è sempre più evidente: l’Amia in questi anni è stata ridotta ad uno strumento di affari e clientele ad uso e consumo di una parte politica. Hanno svuotato le casse e quando i soldi sono finiti non ci hanno pensato un minuto ad aumentare le tasse ai palermitani, non certo per migliorare i servizi alla città ma per coprire il pauroso deficit creato”
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