31 ottobre 2009 - Sono quindici i deputati regionali che hanno aderito al Pdl Sicilia. La conta è stata effettuata ieri pomeriggio a Palermo, dove si sono radunati tutti gli ex eretici del Popolo delle libertà alla presenza di un entusiasta Gianfranco Miccichè.
Martedì la presentazione ufficiale alla stampa della nuova formazione. Parallelamente i parlamentari regionali formalizzeranno il loro passaggio al nuovo gruppo. Rimane da sciogliere il nodo del nome, perché il presidente Francesco Cascio ha subito fatto sapere che non potrà accettare l’esistenza di due Pdl in aula: il vecchio ed istituzionale guidato dal capogruppo Innocenzo Leontini, e quello nuovo costituitosi sull’asse Miccichè- Misuraca-Dell’Utri –Fini.
La topografia dell’Assemblea regionale ne uscirà completamente cambiata, e sarà sostanzialmente divisa in tre spicchi uguali, con conseguenze politiche al momento imprevedibili, come del resto lo è l’intera politica siciliana.
Dunque, il vecchio Pdl Castiglione-Nania rimane con diciassette membri, a cui si potrebbe aggiungere la variabile di Marianna Caronia del gruppo misto. Assommando i tredici dell’Udc si arriva a 31. L’alleanza Mpa- Pdl Sicilia tocca trenta deputati. Il Pd ne ha 29. Particolare curioso ed eclatante: il Partito democratico diventerà il primo all’Ars, e potrebbe pretendere perfino la presidenza. Il suo ruolo sarà comunque determinante in ogni votazione: un’occasione per mettere alla prova immediatamente le strategie del neo segretario nazionale Pierluigi Bersani, e che probabilmente determinerà anche l’esito del ballottaggio alla segreteria regionale fra due settimane fra Giuseppe Lumia e Giuseppe Lupo.
Ma chi sono i quindici nuovi sicul-pidiellini ? I catanesi Giovanni Cristaudo, Giuseppe Nicotra e Guglielmo Scammacca, quest’ultimo in quota Misuraca. Gli ex aennini di stretta osservanza finiana Scilla, Incardona, Aricò, Gentile, Currenti e Marrocco. I dellutriani Titti Bufarcedi e Michele Cimino. L’ex presidente della Provincia di Trapani rientrata nell’alveo Miccichè da cui ogni tanto si distacca. I miccicheiani stretti Greco e Mineo, ed infine Marinese per Misuraca.
Come si vede, in Sicilia si sta consumando un altro strappo che potrebbe avere ripercussioni future a livello nazionale: i fedelissimi del presidente della camera Gianfranco Fini sono ancora numerosi e pronti a seguirlo nei suoi tentativi di marcamento da Silvio Berlusconi.
Intanto in Sicilia il dado e tratto. Ne trarrà immediatamente giovamento il governo Lombardo. Non sappiamo ancora come l’attività dell’assemblea regionale sostanzialmente paralizzata, anche se il presidente della Commissione Bilancio, l’uddiccino Savona, ha convocato per martedì la riunione per dare via libera ai crediti d’imposta. Una schiarita od un episodio ?
Sembra invece tenere la maggioranza di centro destra a Catania, che comprende anche l’Udc. Stamattina a Palazzo degli Elefanti i tre capigruppo Nuccio Condorelli del Pdl, Salvo Di Salvo del Mpa, e Valeria Sudano dell’Udc, in conferenza stampa hanno difeso l’operato del sindaco e della giunta. In un documento congiunto “riconfermano la piena fiducia nell’opera di risanamento economico-finanziario che in questi quindici mesi di governo si è coniugata- si legge ancora nel documento- con la messa in attori una serie di misure idonee a ripristinare la llegalità nell’ambito di numerosi settori della vita cittadina”.
Ma inevitabilmente le attenzioni si sono incentrate soprattutto sui famosi, o famigerati 140 milioni destinati a risanare tre buchi di bilancio ereditati dalla precedente amministrazione.
Una nascita programmata, come un parto cesareo; non illude nessuno, c’è il cavaliere dietro questa operazione che vede accomunati Miccichè e dell’Utri, entrambi creatuie politiche del cavaliere. Serve per gettare funo negli occhi ed evitare che possa prendere forma il Partito del Sud di Lombardo, visto che il governatore della Sicilia aveva osato esigere autonomia e indipendenza dal pensiero unico imposto da Palazzo Grazioli.
Dell’Utri poi sta lì a garantire le cosche mafiose che tutto procede secondo programma e nulla cambia; si farà il ponte, si creeranno infrastrutture inutili ma in grado di movimentare denaro, tanto denaro9.
I prossimi 50 anni saranno impegnati per la costruzione del ponte, con un impegno economico di un miliardo di euro l’anno per sabcire l’alleanza generazionale tra berlusconismo e mafia, come aveva dettagliatamente descritto il quotidiano “Padania” prima che Bossi rimanesse folgorato sulla Via di Arcore: http://altocasertano.wordpress.com/2009/06/15/italia-quesiti-inevasi-berlusconi-sei-un-mafiosodi-rosario-amico-roxas/
La Sicilia è la riserva di voti indispensabile al cavaliere, così come indispensabile è l’apporto delle cosche mafiose che prima si erano adoperate per Berlusconi imprenditore, quindi per il medesimo sceso in politica a tutela della sua incolumità giudiziaria e di quanti lo sostengono.
Nessuno si aspetti di vedere accanto al cavaliere un uomo in giacca di velluto, camicia a scacchi e coppola in testa, ma starei molto attento a quelli in doppio petto di flanella, colletto bianco, bianchissimo… che più bianco non si può e borsalino in testa: la mafia ha cambiato look
Bhe… Semmai il cavaliere è una creatura di dell’utri e miccichè è quello che fece votare il cavaliere e stravinse con il famoso 61 a zero…. Si vede che di politica non ne sai nulla!!!!!!!!!
questo ci meritiamo: un cocainomane, un sottoposto a giudizio per mafia, che a marzo dell’anno scorso giuravano fedeltà a un solo partito e ora per poltrone e potere stanno consumando l’ascesa della sinistra!
auguri Sicilia, la gente comune come noi finirà senza lavoro e immersi nella spazzatura, gli amici loro invece prenderanno ancora e ancora da una terra martoriata.
che schifo mi vergogno di essere siciliana