Fabio Granata (Pdl), fuori dal coro: “meglio un piano straordinario per l’ambiente”

di Bogart

18 ottobre 2009 -  Fabio Granata, vicepresidente della commissione nazionale antimafia auspica un accordo quadro di programma tra la Regione Siciliana e il Ministero dell’ambiente “per un piano straordinario di recupero idrogeologico, urbanistico e paesaggistico, passando dalla demolizione e dall’eliminazione di tutti gli abusi: e’questa l’unica opera ‘epocale’che il governo nazionale e regionale può intestarsi. altro che Ponte…

Il parlamentare siracusano del Pdl, fa appello “all’intelligenza politica e all’onesta’ intellettuale di Raffaele Lombardo, Stefania Prestigiacomo e Silvio Berlusconi“. La Sicilia, sostiene Fabio Granata, ha bisogno di  questo intervento straordinario, che impiegherebbe infinitamente più risorse professionali e maestranze di qualsiasi megaopera, ponte compreso, e restituirebbe alla Sicilia ciò che più le serve: Bellezza e Identità.

5 commenti a "Fabio Granata (Pdl), fuori dal coro: “meglio un piano straordinario per l’ambiente”"

  • AMPEGADI MARETTIMO scrive: novembre 17, 2009 12:59 am

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    Associazione Wikimedia Svizzera – per Prestigiacomo
    Da Wikipedia, l’enciclopedia libera.
    Stefania Prestigiacomo

    Stefania Prestigiacomo (Siracusa, 16 dicembre 1966) è una imprenditrice e politica italiana.
    Milita nelle file del Popolo della Libertà ed attualmente ricopre la carica di Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare del Governo Berlusconi IV, in carica dall’8 maggio 2008.
    Figlia di imprenditori siracusani. Sposata con Angelo Bellucci, notaio, coordinatore provinciale di Forza Italia, nel 1990, a 23 anni, è stata eletta presidente del Gruppo Giovani Imprenditori di Siracusa. Prima di entrare in politica, votava per la Democrazia Cristiana, e per lo zio Santi Nicita, ma, allo stesso tempo, era pure vicina a molte battaglie del Partito Radicale.[1]
    La sua esperienza politica, avanzata anche sulla scia del coniuge, si apre con l’esordio del nuovo movimento politico di Silvio Berlusconi, Forza Italia, nel 1994. Alle elezioni politiche di quell’anno, infatti, la Prestigiacomo viene eletta alla Camera dei Deputati nella lista proporzionale del partito. È stata componente della Commissione Lavoro Pubblico e Privato, componente della Commissione Speciale per l’infanzia e membro supplente del Consiglio d’Europa e dell’UEO.
    Due anni dopo, alle elezioni del 1996 è stata rieletta alla Camera, stavolta col sistema maggioritario, nel collegio uninominale di Siracusa. In questi anni, governati dalla coalizione opposta, ha ricoperto l’incarico di vicepresidente del gruppo parlamentare di Forza Italia a Montecitorio, di componente della commissione Lavoro Pubblico e Privato e di membro del gruppo interparlamentare Italia-Spagna.
    La sua carriera di deputato prosegue anche alle successive elezioni del 2001, quando si aggiudica nuovamente il seggio nel collegio di Siracusa con il contrassegno della Casa delle Libertà: il premier Berlusconi la sceglie come ministro per le Pari Opportunità, incarico mantenuto sino al 2 maggio 2006 con la fine del Governo Berlusconi III. È stata tra i più giovani ministri della storia della Repubblica.
    Nel corso dei cinque anni da ministro, Prestigiacomo si è battuta nel 2005 a favore dei referendum sulla procreazione assistita e dell’introduzione delle cosiddette “quote rosa” nella legge elettorale del 2005 per garantire la rappresentanza femminile in Parlamento. In entrambi i casi è uscita sconfitta.
    Viene eletta nella circoscrizione Sicilia 2 alla Camera, sia nel 2006 (XV Legislatura) sia nel 2008 (XVI Legislatura). Dal 8 maggio 2008 è Ministro dell’Ambiente, nel Governo Berlusconi IV.
    Attività Imprenditoriale [modifica]
    [senza fonte] È titolare del 21,5% della Fincoe di Casalecchio di Reno (BO), quota che detiene anche sua sorella Maria Pia e il papà Giuseppe, vicepresidente di Confindustria a Siracusa col 10%. I 3 insieme hanno la maggioranza assoluta dell’azienda, holding di famiglia con radici a Bologna ma interessi in Sicilia.
    La Fincoe è proprietaria al 99% della Coemi Spa di Priolo (SR), la Coemi controlla il 60% della “Vetroresina Engineering Development” (Ved) di Priolo (SR), il 22,5% della Ved appartiene al Gruppo “Sarplast s.p.a.” di Priolo (SR) di cui Giuseppe Prestigiacomo ha il 6,5%.
    La Sarplast dell’attuale ministro dell’ambiente fallì nel 1997 a causa di una serie di incidenti e malattie dei dipendenti e nel 2000 finì sotto inchiesta da parte della Procura di Siracusa con un fascicolo che parla di lesioni colpose. 3 operai hanno avuto figli con malformazioni congenite, altri operai non fumatori si son ritrovati dopo 10 anni polvere nei polmoni, un dipendente morì cadendo da un traliccio, pochi mesi prima un altro dipendente rimase gravemente ferito. Un’irruzione della Polizia nelle aziende dei Prestigiacomo rilevò una serie di violazioni.
    La procura di Siracusa indaga sul fallimento della Sarplast poiché sono venuti a galla ammanchi di diverse decine di miliardi di vecchie lire sottratte alle casse della società madre e di quelle controllate, attraverso numerose operazioni illecite.
    Alle grane che riguardano salute e la sicurezza dei dipendenti delle aziende dei Prestigiacomo, si aggiunge la grana del crack Sarplast e le pendenze col fisco per 6 miliardi di vecchie lire accumulate in un triennio.
    Il maxiemendamento del precedente governo Berlusconi che escluse dalla punibilità i reati tributari e quelli connessi al loro occultamento, permisero alla Procura siciliana di avviare un’indagine per bancarotta poiché nel 2003, l’allora presidente Ciampi non firmò la tanto agognata amnistia.

  • AMPEGADI MARETTIMO scrive: novembre 17, 2009 1:02 am

    VICENDE RELATIVE ALL’AREA MARINA PROTETTA DELLE ISOLE EGADI -GRAVI E REITERETE OMISSIONI DEL MINISTRO DELL’AMBIENTE- NOMINA DELL’AVV. LUIGI PELAGGI A DIRETTORE DELLA RISERVA, ATTUALMENTE CAPO DELL’UFFICIO TECNICO DEL MINISTRO DELL’AMBIENTE, CONSIGLIERE DI AMMINISTRAZIONE DELLA SOGESID SPA, ACEA SPA,COMMISSARIO STRAORDINARIO PER L’EMERGENZA ACQUA NELLE ISOLE EOLIE- INCOMPATIBILITA’

    -Il Comune di Favignana dal 2001 è l’Ente Gestore dell’Area Marina Protetta delle Isole Egadi, istituita nel 1991 dal Ministero dell’Ambiente che annualmente deve erogare le risorse finanziarie stanziate sul capitolo di bilancio dello Stato denominato “Spese per la gestione delle riserve marine e per la loro promozione”;

    -con nota del 23.01.2009 il Ministero dell’Ambiente chiedeva all’Ente Gestore di trasmettere la relazione programmatica per le risorse stanziate “per il corrente esercizio finanziario sul capitolo di bilancio denominato spese per la gestione delle riserve marine e per la loro promozione” da assegnare all’Area Protetta per la stagione 2009;

    -in ottemperanza al decreto del Ministro dell’Ambiente n. 932 dell’11 dicembre 2003, il Sindaco del Comune di Favignana, con determinazione n.9 del 26 febbraio 2009, ha individuato il responsabiledella gestione dell’area marina protetta;

    la determinazione riguardante l’incarico e l’approvazione della bozza di contratto è stata anch’essa trasmessa al ministero, in data 6 marzo 2009, ed anticipata a mezzo fax in data 5 marzo;

    -l’ente gestore si è dotato in tembi brevi di una struttura tecnico-giuridica che ha elaborato il programma di gestione richiesto dal Ministero, il disciplinare provvisorio di regolamento aggiornato alle direttive 2003/44/CE, richiamata dal recente protocollo per la navigazione sostenibile del 1° febbraio 2007, ha realizzato un sito web ed ha individuato con l’avallo dei tecnici ministeriali, gli interventi priopritari da porre in essere nell’area marina protetta prima dell’inizio della stagione estiva 2009, che prevedevano l’attivazione di importanti servizi per i turisti che avrebbero consentito una consistente ricaduta occupazionale nelle Isole Egadi;

    tutti i predetti documenti, attestanti l’attività dell’ente gestore e del responsabile designato dal Sindaco, venivano trasmessi al Ministero;

    -inoltre, sollecitati dalla direzione generale del Ministero, individuava sinergie di riconosciuta eccellenza nella Soprintendenza del Mare dell’Assessorato ai Beni Culturali ed Ambientali della Regione Siciliana e nel CoNiSMA (Consorzio Nazionale Interuniversitario per le Scienze del Mare) per la formulazione di importanti progetti di archeologia marina e di rilevanza scientifica;

    -coinvolgeva tecnici esperti, residenti nell’isola di Marettimo (sede della più vasta zona B di riserva) per gli interventi di monitoraggio, ispezione periodica e manutenzione delle boe di perimetrazione a mare esistenti;

    -provvedeva al monitoraggio ed agli interventi per il funzionamento dei segnalamenti a terra, alla bonifica delle spiagge dell’arcipelago ed alla verifica dello stato delle grotte dell’Isola di Marettimo per consentirne la normale fruibilità turistica;
    -nonostante il decorso di oltre quattro mesi dall’invio della relazione programmativa e della determina di designazione del responsabile, il Ministro non rese i provvedimenti di sua competenza, lasciando prive di alcun riscontro le numerose note di sollecito, le diffide ex art 328 c.p. (4.5.2009) inviate dal Comune di Favignana e la petizione popolare firmata da oltre 500 persone;
    -nonostante lo sforzo organizzativo posto in essere dall’ente gestore, con nota del 22 maggio 2009 il Ministro dell’Ambiente assumendo “di avere riscontrato gravi carenze tecnico-amministrative nella gestione dell’AMP, diventate recentemente sempre più evidenti…anche in ragione …del pregiudizio che la perdurante presenza di gravi situazioni disfunzionali potrebbe arrecare all’immagine dell’area marina e al pregiudizio turistico dell’isola…” per revocare la gestione al Comune di Favignana e per affidarla alla Capitaneria di Porto di Trapani, chiedeva al Presidente della Regione Siciliana il parere obbligatorio e vincolante in forza del Protocollo d’intesa Stato-Regione, sottoscritto in data 14 marzo 2001;
    -con nota del 9 giugno 2009,il Presidente della Regione Siciliana esprimeva parere negativo al Ministro dell’Ambiente, rilevando tra l’altro di avere accertato che “il Comune di Favignana si è dotato, da tempo, di una struttura tecnico-amministrativa qualificata che ha già posto in essere, in breve tempo, interventi strutturali, normativi e tecnici mai realizzati in precedenza; tale struttura, della quale fanno parte anche esperti avvocati, docenti universitari, manager e tecnici, ha già formulato il disciplinare provvisorio di regolamento, una relazione programmatica di alto profilo ed ha realizzato un sito web (già nella rete: http://www.apegadi.org) individuando sinergie con partners di riconosciuta eccellenza come la Soprintendenza del Mare dell’Assessorato dei Beni Culturali ed Ambientali della Regione Siciliana ed il Conisma. Non si comprendono, per quanto su esposto, le ragioni che dovrebbero giustificare il provvedimento di affidare la gestione provvisoria dell’area marina protetta alla Capitaneria di Porto , dal momento che il Comune di Favignana si è dimostrato efficiente al punto da avere già realizzato meritevoli interventi, adottando misure concrete e tempestive per la bonifica delle spiagge e dei litorali e la messa in sicurezza delle grotte dell’isola di Marettimo, rendendo la riserva fruibile al pubblico dei turisti e dei visitatori” e concludeva “per questi motivi, nel reiterare il mio dissenso per l’affidamento della gestione provvisoria dell’Area Marina Protetta alla Capitaneria di Porto, auspico che la S.V. voglia definire il procedimento richiesto dal Comune di Favignana, Ente Gestore dell’Area Marina Protetta , al fine di incentivare lo sviluppo economico e turistico dell’isola” ;
    -nonostante il parere obbligatorio e vincolante del Presidente della Regione Siciliana, il Ministro dell’Ambiente piuttosto che rendere i provvedimenti dovuti e richiesti da oltre sei mesi dal Sindaco di Favignana, in nell’ agosto 2009 ha invece costretto il Sindaco di Favignana a revocare la determina con la quale aveva individuato il responsabile di gestione, obbligandolo a designare, lo stesso giorno, l’avv. Luigi Pelaggi capo dell’ufficio tecnico del Ministro, minacciando il sindaco che avrebbe comunque emesso un provvedimento di revoca della gestione al Comune di Favignana, nel caso in cui il Sindaco non vi avesse provveduto;
    -la Prestigiacomo ha tenuto per sei mesi una condotta illegittima, omissiva e gravemente colposa sotto il profilo del coordinamento, della scarsa trasparenza e dell’incapacità di risolvere le situazioni in tempi brevi; ha poi attivato una procedura di revoca della gestione assolutamente strumentale (cfr. nota presidente Lombardo), violando l’accordo sancito dal Protocollo di Intesa Stato-Regione e ponendo in essere una attività dilatoria e contraria alla legge oltre che alle disposizioni regolamentari che disciplinano l’attività ed il funzionamento dell’A.M. P. delle Isole Egadi.
    -l’avv. Luigi Pelaggi ricopre attualmente l’incarico di capo della segreteria tecnica del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio (dal maggio 2008- Ministro On. Stefania Prestigiacomo);

    -inoltre il Pelaggi ricopre i seguenti incarichi :

    1-Commissario all’emergenza idrica delle Isole Eolie, (dal febbraio 2009) nominato in sostituzione del Prefetto di Messina con ordinanza del Presidente del Consiglio n. 3738 , pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n.39 del 17 febbraio 2009

    2- Consigliere di amministrazione della Sogesid S.p.a. ,nominato dal Ministro Prestigiacomo, società in house del Ministero dell’Ambiente i cui obiettivi sono indicati nel sito alla voce “Missione”; tra questi gli incarichi di ricerca di pertinenza della ex ICRAM, recentemente finanziata dal ministro Prestigiacomo;

    3- Consigliere d’amministrazione di ACEA S.p.A. dal 15 .09.2009, multiutility attiva nella gestione e nello sviluppo di reti e servizi nei business dell’energia, dell’acqua e dell’ambiente. Società quotata alla Borsa di Milano dal 16.07.1999, è uno dei principali operatori nazionali di servizi di pubblica utilità 6- Avvocato, esercita la professione a Roma presso il suo studio legale in vicolo dè Burrò n. 165 nonostante abbia dichiarato nel suo curriculum presentato alla ACEA S.p.A. di avere esercitato la professione legale fino al maggio de 2008.

    -nel curriculum presentato alla ACEA S.p.a. (nel cda dal settembre 2009) e al momento della nomina nel CDA della ACEA S.p.a. il Pelaggi non indica tra gli incarichi quelli di Consigliere di amministrazione della Sogesid S.p.a, di Commissario all’emergenza idrica delle Isole Eolie (dal febbraio 2009) e di di responsabile della gestione dell’A.M.P. Isole Egadi.

    -Com’è possibile che l’avv. Luigi Pelaggi, capo della segreteria tecnica del Ministro dell’Ambiente, e quindi con funzioni che certamente richiedono un tempo pieno lavorativo, abbia nel contempo altri incarichi nella pubblica amministrazione oltre che in società pubbliche e private ed inoltre quello di direttore responsabile di gestione dell’area marina protetta delle Isole Egadi ?.

    -Quest’utimo incarico in particolare, come peraltro quello di consigliere di amministrazione della ACEA S.p.a., rischia di configurare un’intollerabile commistione tra l’attività di gestione dell’area marina protetta elle Isole Egadi e ACEA S.p.a e quella istruttoria, di finanziamento e controllo, compiti questi inerenti la sua funzione di capo della segreteria tecnica del ministro?

    -Com’è possibile che l’avv. Pelaggi, capo della segreteria tecnica del Ministro dell’Ambiente, abbia altri incarichi il cui espletamento richiede un rilevante impegno a tempo pieno?

    -Non si può configurare il rischio che questo accentramento di incarichi sia una violazione dei principi della legge n.29 del 1993, che sancisce la netta separazione tra indirizzo politico e gestione amministrativa?

    -Non si può inoltre configurare in questo accentramento di incarichi una grave turbativa dell’azione amministrativa , con conseguente rischio di lesione del pubblico interesse?

    -Non si può ritenere che la nomina dell’avv. Pelaggi a nel cda della Sogesid S.p.a, società in house del Ministero dell’Ambiente, i cui obiettivi sono indicati nel sito alla pomposa voce “Missione” (recentemente finanziata dal Ministero dell’Ambiente), possa ingenerare intollerabili commistioni con le funzioni proprie di controllo in capo al Ministero dell’Ambiente e le attività della Sogesid S.p.a?

    -se nel curriculum presentato alla ACEA S.p.a. l’avv. Pelaggi avesse anche indicato di ricoprire la carica di consigliere nel cda della Sogesid S.p.a, di Commissario per l’Emergenza Idrica delle Isole Eolie nonché di direttore responsabile della gestione dell’area marina protetta delle Isole Egadi (cosa che omette di indicare), gli sarebbe stato attribuito l’incarico? E se non gli fosse stato attribuito l’incarico, gli altri aspiranti avrebbero avuto delle chances?

    - in base a quali requisiti tecnici e sulla base di quali alte qualificazioni e competenze è stata valutata l’idoneità dell’avv. Luigi Pelaggi, per la nomina di capo della segreteria tecnica del Ministro dell’Ambiente?

    -attualmente il Pelaggi è regolarmente iscritto all’Albo degli avvocati di Roma ed esercita la professione nonostante avesse dichiarato nel curriculum presentato all’ACEA di non svolgere attività professionale già dal maggio 2008, cioè da quando ricopre l’incarico di Capo della segreteria tecnica del Ministero dell’Ambiente.

    -nel periodo in cui ricopriva la carica di Capo della segreteria tecnica del Ministero delle Pari Opportunità (Ministro Prestigiacomo), ha continuato a svolgere la professione di avvocato patrocinando i suoi assistiti.

    La Sicilia di Catania edizione di Trapani in data 17.10.2009.

    LA GESTIONE E IL FUTURO DELL’AREA MARINA PROTETTA DELLE EGADI: INTERVIENE IL MINISTRO PRESTIGIACOMO- UNA “MISSIONE” PER RIATTIVARLA, MA L’IMPORTANTE E CHE LA RISERVA FUNZIONI”.
    Riceviamo e pubblichiamo una lettera del Ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo. “In un articolo apparso domenica scorsa sulla riserva delle Egadi (“Riserva e parco,tutto da riscrivere” a pag.39)si afferma: “che l’idea dell’Area Marina Protetta fosse tramontata era stato chiaro dopo l’intervento del Ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo che aveva deciso di affidare la gestione ad un direttore interno del ministero, l’avv.Luigi Pelaggi che dall’insediamento (ad agosto) ad oggi non si è mai fatto vedere nè ha ancora posto in essere alcun atto in favore della riserva”. Si tratta di una affermazione falsa, che contiene un gravissimo giudizio di inadempienza nei confronti del ministero ed è pesantemente lesiva della dignità e professionalità del dirigente.
    La realtà,peraltro facilmente verificabile, è esattamente l’opposto. La riserva versava in condizioni di grave abbandono ed era ostaggio di una contesa politica locale che aveva finito per paralizzare l’operato. L’intervento del ministero si è reso necessario per ricondurre la riserva ai propri fini istituzionali e per proteggerla. Abbiamo così deciso di attivare una gestione “commissariale” di durata limitata, affidata ad un dirigente del ministero, proprio per riattivare interventi e meccanismi fondamentali per la vita della riserva (dalla riperimetrazione,al ripristino del sistema delle boe di segnalazione,alla elaborazione di un piano di gestione e regolamento)senza i quali viene meno l’esistenza stessa dell’area protetta. Se le acque delle Egadi sono terreno di conquista per la pesca abusiva, per la pesca a strascico,anche a causa di inadempienze e carenza di controlli, non si comprende in cosa consista la riserva che dovrebbe appunto proteggere l’ecosistema marino.
    Questa missione che è stata affidata all’avv.Pelaggi che con ripetuti sopralluoghi a Favignana – dall’indomani della sua nomina fino ai giorni scorsi – ha riavviato l’attività della riserva ripristinando quelle condizioni minime ed essenziali cui facevo riferimento e avviando una stretta interlocuzione con le istituzioni locali,sindaco e giunta in primo luogo proprio con l’obbiettivo di ridare vita a una riserva che altri e non certo il ministero (che vi ha investito risorse e impegno) aveva avviato sul viale del tramonto. Questo rischio è stato evitato e si sta lavorando per rilanciare e valorizzare uno degli angoli di mare più suggestivi del mediterraneo. Questa attività del ministero nelle Egadi, che può non piacere a qualche spettatore interessato, ma non può essere ignorata nè smentita. Firmato STEFANIA PRESTIGIACOMO.
    COMMENTO DEL GIORNALISTA:
    L’intervento del ministro Stefania Prestigiacomo sulla riserva delle Egadi,benchè in replica ad un nostro articolo,non può che essere accolto con favore considerandolo il primo segnale di intressamento verso l’Area Marina Protetta dopo mesi e mesi di immobilismo nel corso dei quali aveva assunto una posizione attendista e dilatoria sulla nomina del direttore e quindi sul suo funzionamento.
    L’intervento,in particolare,è volto a precisare il profiquo impegno svolto in questi mesi dall’avv.Luigi Pelaggi,in qualità di commissario o direttore dell’Area Marina Protetta; questo non è dato comprendere,atteso che la nomina del sindaco Antinoro riguardava la seconda funzione mentre nella lettera si parla di gestione commissariale (utilizzando intelocutorie virgolette). Che la riserva fosse immobile lo sapevamo tutti e che fosse in ostaggio di una contesa politica locale era arcinoto anche al Ministero che ora parla di proteggerla, di riattivare i meccanismi per il suo funzionamento e per la sua riperimetrazione ben sapendo che l’unico meccanismo posto in essere nel tempo era stato a fatica solo quello della sua protezione. E’ vero, inoltre, che è in atto un tentativo di trasformare la Riserva in Parco che quindi aprirebbe diversi e nuovi scenari sui quali il ministro non si esprime. Infine, ben venga l’impegno dell’avv.Pelaggi purchè non sia l’ennesima transitoria e improduttiva scappatoia.E’ questo che le isole Egadi attendono,fuori dalle polemiche e dall’immobilismo in cui solo la politica le ha tenute inesorabilmente imbrigliate.

    Novembre 16, 2009
    Categorie: Marettimo . Tag:AREA MARINA PROTETTA DELLE EGADI, avv.Luigi Pelaggi, Ministro dell’Ambiente, Riserva marina delle Egadi, Stefania Prestigiacomo . Autore: isolatamente . Commenti: Lascia un Commento

  • AMPEGADI MARETTIMO scrive: novembre 17, 2009 1:15 am

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    Stefania Prestigiacomo
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    Stefania Prestigiacomo
    Stefania Prestigiacomo (Siracusa, 16 dicembre 1966) è una imprenditrice e politica italiana.
    Milita nelle file del Popolo della Libertà ed attualmente ricopre la carica di Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare del Governo Berlusconi IV, in carica dall’8 maggio 2008.
    Figlia di imprenditori siracusani. Sposata con Angelo Bellucci, notaio, coordinatore provinciale di Forza Italia, nel 1990, a 23 anni, è stata eletta presidente del Gruppo Giovani Imprenditori di Siracusa. Prima di entrare in politica, votava per la Democrazia Cristiana, e per lo zio Santi Nicita, ma, allo stesso tempo, era pure vicina a molte battaglie del Partito Radicale.[1]
    La sua esperienza politica, avanzata anche sulla scia del coniuge, si apre con l’esordio del nuovo movimento politico di Silvio Berlusconi, Forza Italia, nel 1994. Alle elezioni politiche di quell’anno, infatti, la Prestigiacomo viene eletta alla Camera dei Deputati nella lista proporzionale del partito. È stata componente della Commissione Lavoro Pubblico e Privato, componente della Commissione Speciale per l’infanzia e membro supplente del Consiglio d’Europa e dell’UEO.
    Due anni dopo, alle elezioni del 1996 è stata rieletta alla Camera, stavolta col sistema maggioritario, nel collegio uninominale di Siracusa. In questi anni, governati dalla coalizione opposta, ha ricoperto l’incarico di vicepresidente del gruppo parlamentare di Forza Italia a Montecitorio, di componente della commissione Lavoro Pubblico e Privato e di membro del gruppo interparlamentare Italia-Spagna.
    La sua carriera di deputato prosegue anche alle successive elezioni del 2001, quando si aggiudica nuovamente il seggio nel collegio di Siracusa con il contrassegno della Casa delle Libertà: il premier Berlusconi la sceglie come ministro per le Pari Opportunità, incarico mantenuto sino al 2 maggio 2006 con la fine del Governo Berlusconi III. È stata tra i più giovani ministri della storia della Repubblica.
    Nel corso dei cinque anni da ministro, Prestigiacomo si è battuta nel 2005 a favore dei referendum sulla procreazione assistita e dell’introduzione delle cosiddette “quote rosa” nella legge elettorale del 2005 per garantire la rappresentanza femminile in Parlamento. In entrambi i casi è uscita sconfitta.
    Viene eletta nella circoscrizione Sicilia 2 alla Camera, sia nel 2006 (XV Legislatura) sia nel 2008 (XVI Legislatura). Dal 8 maggio 2008 è Ministro dell’Ambiente, nel Governo Berlusconi IV.
    Attività Imprenditoriale
    È titolare del 21,5% della Fincoe di Casalecchio di Reno (BO), quota che detiene anche sua sorella Maria Pia e il papà Giuseppe, vicepresidente di Confindustria a Siracusa col 10%. I 3 insieme hanno la maggioranza assoluta dell’azienda, holding di famiglia con radici a Bologna ma interessi in Sicilia.
    La Fincoe è proprietaria al 99% della Coemi Spa di Priolo (SR), la Coemi controlla il 60% della “Vetroresina Engineering Development” (Ved) di Priolo (SR), il 22,5% della Ved appartiene al Gruppo “Sarplast s.p.a.” di Priolo (SR) di cui Giuseppe Prestigiacomo ha il 6,5%.
    La Sarplast dell’attuale ministro dell’ambiente fallì nel 1997 a causa di una serie di incidenti e malattie dei dipendenti e nel 2000 finì sotto inchiesta da parte della Procura di Siracusa con un fascicolo che parla di lesioni colpose. 3 operai hanno avuto figli con malformazioni congenite, altri operai non fumatori si son ritrovati dopo 10 anni polvere nei polmoni, un dipendente morì cadendo da un traliccio, pochi mesi prima un altro dipendente rimase gravemente ferito. Un’irruzione della Polizia nelle aziende dei Prestigiacomo rilevò una serie di violazioni.
    La procura di Siracusa indaga sul fallimento della Sarplast poiché sono venuti a galla ammanchi di diverse decine di miliardi di vecchie lire sottratte alle casse della società madre e di quelle controllate, attraverso numerose operazioni illecite.
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  • diablo 3 scrive: settembre 15, 2011 6:14 pm

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