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Lealisti e Scissionisti, la prima guerra civile pidielliana è servita

15 ottobre 2009 -  È scoppiata la prima guerra civile pidielliana? Pare di sì, se facciamo riferimento ai termini della contesa. Da un lato i “lealisti“, fedeli al cordinatore Giuseppe Castiglione (nominato dal Berlusca), e dall’altro gli “scissionisti“, il cui centro di gravità permanente è Gianfranco Miccichè.

Innanzitutto, necessita un riferimento nominale ai primi. Eccoli: D’Alì, Battaglia, Galioto, Vicari, Vizzini, Cristaldi, Garofalo, Gibino, La Loggia, Marinello, Pagano, Palumbo e Torrisi (gli schifaniani); Fontana e Germanà (gli alfaniani). Costoro hanno chiesto le dimissioni di Micciché dal Governo e dal Partito, dopo che il primo ha fatto altrettanto nei confronti dell’assessore regionale all’ambiente Mario Milone.

La risposta del sottosegretario non si è fatta attendere, resa nota sulle pagine del blog, per il quale i lealisti sono smemorati:

Hanno dimenticato, lor signori, il lavoro, i sacrifici e i risultati prodotti per la Sicilia?  Ma come possono essersi dimenticati dell’apertura della Palermo-Messina, a distanza di quasi 40 anni dall’inizio dei lavori? (per non aprlare della Ct-SR e della SR-Gela). Come possono essersi dimenticati dell’acqua garantita con continuità, dopo l’inaugurazione, nel 2002, della condotta idrica di Scillato? E Kals’art? E la rinascita del muso regionale di arte moderna e contemporanea a Palazzo Riso? E la nascita del quarto polo universitario siciliano, Kore, ad Enna? E la prima soap opera siciliana, Agrodolce? E la Biennale? E l’apertura ai siciliani, per la prima volta nella storia, del Portone monumentale Maqueda, di Palazzo reale? E il Rimed, il centro di ricerca a Carini? Come possono essersi dimenticati di tutto ciò che io in questi anni ho realizzato?

To be continued…

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