Uno scontro tra due titani dell’arte contemporanea, su una questione che più classica non si può.
È il tema della mostra “Burri e Fontana. Materia e Spazio“, curata dalla Fondazione Puglisi Cosentino e realizzata in collaborazione con la Fondazione Collezione Burri e la Fondazione Lucio Fontana, con il contributo della Regione Siciliana e degli Assessorati ai Beni Culturali e al Turismo.
Inaugurato il 14 novembre a Catania, nella cornice barocca del settecentesco Palazzo Valle, l’allestimento introduce un percorso artistico che attraverso un convincente vis a vis pone a confronto la produzione dei due autori, dagli esordi, negli anni ’40, fino alle ultime opere.
Elemento fondante dell’ arte di Alberto Burri, la materia plasmata si concretizza nelle successive elaborazioni dei “Catrami”, dei “Sacchi”, delle “Plastiche”, delle “Combustioni”, dei “Ferri”, dei “Cellotex”, dei “Cretti”, per finire con lo straordinario “Cretto di Gibellina”, geniale e controversa trasformazione creativa della distruzione del terremoto del Belice.
La dimensione aerea dello spazio è il tema dello studio di Lucio Fontana, che si concentra sulla definizione dei “Concetti spaziali”, procedendo dalle sculture del ‘47 ai “Buchi” e i “Tagli -Attese” degli anni tra il ‘49 e il ‘58, fino agli “Ambienti”, le “Nature”, i “Quanta” e i “Teatrini” e altre straordinarie creazioni in metallo o al neon che concludono la sua vicenda artistica.
L’esposizione consta di cento opere selezionate tra le più significative dei due maestri, affiancate da una sezione dedicata alle grafiche e ai disegni preparatori e corredate da un catalogo che, oltre a documentarne i cicli di lavoro, contiene un saggio introduttivo sugli autori.
La mostra sarà visitabile tutti i giorni, ecluso il lunedì, fino al 14 marzo.
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