Ciancimino, un cretino o un volpino?

di Jophx

8 novembre 2009 - 

Ciancimino: un cretino o un volpino?
Di Massimo Ciancimino dichiarante di giustizia si occupano le cronache giudiziarie di tutto il paese.
Qui non entriamo in merito all’attendibilità o meno del soggetto nella qualità, ne tanto meno di cose dette o riferite alla Procura o Magistratura che dir si voglia.
No, qui intendiamo commentare in siculo modo la sicilianità del soggetto; Ovvero  detto in termini espliciti, Massimo Ciancimino è un cretino, figlio degenere, come parte della popolazione sicula lo percepisce oppure è un volpino , degno figlio di suo padre, come viene percepito da altri segmenti della popolazione ?
Analizziamo le ragione dei primi.
Chi lo ritiene un cretino lo fa avvalendosi delle leggende metropolitane che lo vogliono casinista , pecora nera della famiglia, inconsistente, senza spina dorsale, viziato, cresciuto nella “ bambage”, dedito alla gnocca e a tutti i vizi di questo mondo grazie all’uso ed abuso dei soldi di papà.
Veniamo alle ragione dei secondi.
Chi lo ritiene un volpino è supportato dall’idea che la vicinanza al padre, nel tramonto della propria vita quindi al massimo della saggezza e dell‘amore paterno, lo abbia fatto maturare, sbocciare, “allignare” in tutta la sua intelligenza e con la consapevolezza delle proprie origini e storia familiare. Ha avuto la possibilità di raccogliere le “confidenze” del padre e ora “nel nome del padre” mette in scena , dopo essere stato pizzicato, ( si lassaru iri pa cutra) parla e canta e ci propina la madre di tutte le tragedie: U tragidiuni, i viddiani si scannirannu ntra ri iddi!!! Fù Bernardu Provenzanu a futtiri Totò u curtu, iddu ci lu dissi ai sbirri runne era. Provenzanu è chiù infame di Pisciottà!
Massimo Ciancimino ha studiato, ha cultura, conosce il genere umano e la tragedia greca, ha le capacità  per adeguarne gli elementi ai tempi di oggi, anche a quelli televisivi oltre che della giustizia. Egli sa che si gioca il finale di una partita che non ha cominciato Lui, ma l’ha ereditata e si ci ritrova in mezzo senza vie di fuga, combattere o soccombere. I colpi che si può sparare li sparerà per sfangare del denaro e portare a casa il possibile. Lo Stato gli sta’ prendendo il tutto, case depositi esteri, azioni, la mafia vuole la sua vita, lo punta gli sta con il fiato nel collo, praticamente è un morto che cammina.
Allora si butta a capofitto, e sguazza nel mondo dei misteri di Italia a sfondo mafioso. E’ un fiorir di papelli, la fotocopia, il pezzettino, l’elenco , l’originale in cassaforte etc etc. E’ un fiorir di trattative, lo Stato ora tratta , ora no, la Mafia ora tratta, ora fa guerra e Ciancimino Padre in mezzo da grande mediatore e Lui figlio al suo fianco;  ne raccoglie le confidenze, elargisce consigli filiari, aiuta il padre a scrivere libri e  a capire come salvare il culo e non solo.
Alla fine, come da manuale, arriva l’opportunità di utilizzare l’unica arma possibile come l’esperienza insegna: il tradimento del migliore amico del mafioso, metodo ampiamente usato nella cricca mafiosa.
Fù buono valido per il Boss di Montelepre Salvatore Giuliano, Pisciotta lo ha fottuto e anche in quel caso in mezzo cera lo Stato e/o i carabinieri. Come ora.
U Traggidiuni si concretizza; Bernardo Provenzano mette la x nella mappa che lo Stato e/o i carabinieri consegnano a Ciancimino.
Volete vedere che orà spunta “u caffè”!?

cianciminovolpino

Di Massimo Ciancimino collaboratore di giustizia si occupano le cronache giudiziarie di tutto il paese.

Qui non entriamo in merito all’attendibilità o meno del soggetto, né tanto meno delle cose dette o riferite alla Procura o Magistratura inquirente e/o giudicante.

No, qui intendiamo commentare in siculo modo, la sicilianità del soggetto e della vicenda; ovvero, detto in termini espliciti ma con tutto rispetto: Massimo Ciancimino è un cretino, figlio degenere, come parte della popolazione sicula lo percepisce, oppure, è un volpino, degno figlio di suo padre, come viene percepito da altri segmenti della popolazione?

Analizziamo le ragioni dei primi.

Chi lo ritiene un cretino lo fa avvalendosi delle leggende metropolitane che lo vogliono casinista, pecora nera della famiglia, inconsistente, senza spina dorsale, viziato, cresciuto nella “bambage”, dedito alla gnocca e a tutti i vizi di questo mondo grazie all’uso ed abuso dei soldi di papà.

Veniamo alle ragioni dei secondi.

Chi lo ritiene un volpino è supportato dall’idea che la vicinanza al padre, nel tramonto della propria vita quindi al massimo della saggezza e dell‘amore paterno, lo abbia fatto maturare, sbocciare, “allignare” in tutta la sua intelligenza e con la consapevolezza delle proprie origini e storia familiare. Insomma “a rarica è bona“.

Di conseguenza ha avuto la possibilità di raccogliere le “confidenze” del padre e ora “nel nome del padre” mette in scena, dopo essere stato pizzicato, (si lassaru iri pa cutra) parla e canta e ci propina la madre di tutte le tragedie: U tragidiuni, i viddiani si scannirannu ntra ri iddi!!! Fu Bernardu Provenzanu a futtiri Totò u curtu, iddu ci lu dissi ai sbirri runne era. Provenzanu è chiù infame di Pisciotta!

Massimo Ciancimino ha studiato, ha cultura, conosce il genere umano e la tragedia greca, ha le capacità per adeguarne gli elementi ai tempi di oggi, anche a quelli televisivi oltre che della giustizia. Egli sa che si gioca il finale di una partita che non ha cominciato lui, ma l’ha ereditata e si ci ritrova in mezzo senza vie di fuga, combattere o soccombere. I colpi che può sparare li sparerà anche per sfangare del denaro e portare a casa il possibile. Lo Stato gli sta prendendo tutto: case, investimenti, depositi esteri, azioni. La mafia vuole la sua vita, lo punta, lo pedina, gli entra in casa, gli sta col fiato sul collo, praticamente di sente un morto che cammina.

Allora si butta a capofitto in partita e sguazza nel mondo dei misteri di Italia a sfondo mafioso. È un fiorir di papelli, in fotocopia di copia, in appunti,  in due o dodici punti, allungato o ristretto secondo i tempi ed i periodi politici e le crisi energetiche o economiche, l’originale in cassaforte in Italia o all’estero etc..

È un fiorir di storie, di trattative, lo Stato e/o parte di esso ora tratta, ora no, la Mafia ora tratta, ora fa guerra e mette bombe dapertutto e Ciancimino Padre in mezzo da grande mediatore e lui figlio al suo fianco;  guida la macchina, parlano, ne raccoglie le confidenze, elargisce consigli tecnici, aiuta il padre a scrivere libri, a cummattiri con gli avvocati, a capire come salvare il culo e non solo.

Alla fine, come da manuale, arriva l’opportunità di utilizzare l’unica arma possibile, l’esperienza insegna: il tradimento del migliore amico del mafioso, metodo ampiamente usato nella cricca di cosa nostra.

Ebbe successo per il boss di Montelepre Salvatore Giuliano, Pisciotta lo ha fottuto e anche in quel caso in mezzo c’era lo Stato e/o i carabinieri. Come ora.

U Traggidiuni si concretizza; Bernardo Provenzano mette la x nella mappa che lo Stato e/o i carabinieri consegnano a Ciancimino.

Volete vedere che ora spunta “u caffè”?!

15 commenti a "Ciancimino, un cretino o un volpino?"

  • Walter Giannò scrive: novembre 8, 2009 8:44 am

    Per me è un “volpino”… e la storia genera tanti sospetti col rischio di creare il “vangelo secondo ciancimino”…

  • Tutu scrive: novembre 8, 2009 9:55 am

    Bella analisi. La condivido
    Era un cretino e adesso e’ volpino.

  • Massimo scrive: novembre 8, 2009 10:34 am

    Condivido parzialmente al Suo,anche se non poco semplicista giudizio di ” Cretino “.
    Purtroppo il messaggio che oggi viene recepito dalla maggior parte delle persone e che il Ciancimino colto con le mani nella marmellata,non ha altre vie di fuga se non iniziare lo stesso una ” trattativa” al fine di salvare il salvabile.
    Ma allora non è un cretino direste ?
    Lo è perchè non vuole parlare del perchè solo,lui su cinque figli è stato condannato per riciclaggio,gli altri anche essi indagati insieme a Lui sin dal primo giorno,stranamente le loro posizioni,su richiesta della procura, vengono archiviate ” perchè niente prova circa la loro conoscenza su le attivita politiche del padre quindi le origini del denaro,( così recita l’ordinanza di archiviazione ) a differenza di quel ” cretino”, che anche se l’ultimo dei figli, Massimo forse anche allora leggeva giornali e guardava la tv.
    Quel Cretino ha pensato dopo la sentenza che forse se solo ” uno ” su cinque era stato condannato non forse ” la ricerca del tesoro” il vero motivo di tutto.
    Alla procura cambiano i Personaggi,IL Cretino chiede di essere ascoltato, ricompaiono fascicoli con strane lettere dove si parla di attuali Potenti, caste di intoccabili.
    Ma come si fanno a perdere dodici fascicoli di una inchiesta come quella che deve portare alla scoperta del Tesoro.
    Cosa di meglio che stabilire gli attuali rapporti di Ciancimino Padre con i nuovi del potere?
    Ma purtroppo si dimenticano in una caserma dei CC di Monreale…!!!
    Un altro messaggio per quel “Cretino” a indurlo a stare zitto ????
    Ma questa è un altra storia……..
    Massimo C.

  • Mario B. scrive: novembre 8, 2009 12:49 pm

    Massimo C.? Massimo C.?
    Sembri proprio informato

  • Massimo scrive: novembre 8, 2009 1:56 pm

    Massimo C. ??? Massimo C: ???

    Un ” bravo signore ” della politica di tutti i tempi,da Me per altro non molto amato ha detto:
    ” a pensar male…. non è bene……… ma spesso si ci azzecca………!!!! ”
    Massimo C.

  • BlogSicilia scrive: novembre 8, 2009 1:57 pm

    @Massimo C., considerata la firma e il commento dettagliato, ricordiamo che su BlogSicilia il diritto di replica è sacrosanto e chiunque può scrivere un post. Basta inviarlo a info@blogsicilia.it e prontamente sarà pubblicato sul network.

  • Michele P. scrive: novembre 8, 2009 2:45 pm

    Io credo che il signor Ciancimino vada rispettato. Se non altro sta ponendo sul tavolo una serie di interrogativi che prima nessuno avrebbe mai immaginato di dover analizzare.
    attendiamo che la magistratura finisca il suo lavoro, che il signor Ciancimino completi il percorso che lo ha portato a collaborare con gli inquirenti.
    Spero che chiunque senta la necessità di esprimersi su questi fatti siano essi di matrice politica che di matrice giudiziaria, lo faccia tenendo conto che in questo momento niente ha contorni definiti e che quindi la possibilità di dare giudizi affrettati è dietro l’angolo

  • Jophx scrive: novembre 8, 2009 2:52 pm

    @ Massimo C.
    Il “cretino” non è un giudizio del sottoscritto, cosi come non lo è il “volpino”.
    Sono termini e concetti che ho percepito nei commenti espressi per strada, nei bar e tra conoscenti quando la vicenda , sia dell’arresto che del seguito è stata sui giornale e tv.
    Personalmente non conosco la vicenda nel dettaglio, ho come una repulsione nell’approfondire le vicende sulla stampa ed i TG, conosco l’ambiente e non lo ritengo qualificato a fare formare opinione per omessa incomplevole conoscenza. Cosa diversa è l’effetto del tritacarne mediatico, quello lo conosco perfettamente. I più che esprimo opinione, fanno editoriali etc lo fanno su note di agenzia stampa redatti da giovani cronisti che si basano sui comunicati stampa degli inquirenti.
    Mi sono sempre chiesto se la pacificazione tra stato ed anti-stato non passi per la legalizzazione dei capitali illeciti, per la chiusura della partita una volte e per sempre, ma questo Stato è così forte di un passo del genere?
    Signor Massimo C. indipendentemente dalle sue esperienze e conoscenze Lei che opinione ha? La partita con la storia i figli ed i nipoti e i pro-nipoti dei primi attori di questa tragedia saranno mai nella condizione di chiuderla?
    Uno dei maggiori storici della Sicilia, l’inglese Denis McSmith nella sua “storia medievale e moderna della Sicilia, riportando la relazione del Senatore Sidney Sonnino sul banditismo in sicilia dopo l’unità d’Italia, riporta tra le bande più cruente nel palermitano la banda Chinnici quale dedita alle estorsioni ed ai sequestri di persona. A 150 anni da allora tale famiglia ha dato un grande procuratore ed adesso un assessore regionale anch’egli magistrato. Lei, Sig. Massimo C. crede che la progenia di Totò Riina o Bernardo Provenzano tra 150 anni occuperanno ruoli politici o in magistratura? e se no perchè? Perchè la storia non potrà ripetersi?
    Le colpe dei padri devono sempre ed in eterno ricadere sui figli sei nato in Sicilia?
    Se vuole, rinnovo l’invito della redazione, può rispondere con una mail che sarà interamente pubblicata. Buona Domenica.

  • Mario B. scrive: novembre 8, 2009 4:05 pm

    Jhophix che fai ritratti?

  • Jophx scrive: novembre 8, 2009 5:04 pm

    @Mario
    ho specificato che non “GIUDICO”. :-)
    per il resto approfondisco anzi penso ad un bis!!!

  • Giovanni G. scrive: novembre 9, 2009 11:40 am

    Non capisco chi si affanna a classificare il sig. Ciancimino in un modo piuttosto che in un altro. In fondo, a me cittadino, del perchè si sia deciso adesso a dire quello che sa (o quello che sa e che vuole dire) mi incuriosisce ma mi serve a poco. Ha ragione lui, ai magistrati non consegna verità ma elementi ed informazioni utili a ricostruire tali verità. Ne avrà un qualche beneficio? Buon per lui, ciò che importa è che possano averne (speriamo) Verità e Giustizia.

  • Giovanna scrive: novembre 9, 2009 12:39 pm

    Sono d’accordo con Giovanni e non capisco perche’ si debba “classificare” a tutti i costi una persona. Qualunque sia il motivo per cui ha intrapreso la scelta di parlare, credo che tale scelta vada rispettata. Quello che conta e’ la credibilita’ o meno degli elementi e delle informazioni che fornira’ agli inquirenti. E su tale credibilita’ solo gli inquirenti e i pm possono dissertare, perche’ solo loro avranno le informazioni per giudicare. Noi possiamo solo aspettare ed augurarci che Verita’ e Giustizia vengano a galla.

  • Carmelo scrive: novembre 14, 2009 11:18 pm

    Secondo me non è un cretino ne un volpino, ma solo una persona che è molto informata sui fatti e sta aiutando i magistrati a far luce sulle stragi dove morirono Falcone e Borsellino, persone su cui nutro un grandissimo rispetto e che sono molto legato a queste due figure storiche della magistratura.

    Mi auguro che la magistratura dia un perchè di quei massacri e speriamo di saper almeno il perchè.

    Che lo Stato fosse in trattativa questo lo dovranno valutare i magistrati e saper se ciò che ha detto Ciancimino junior siano valutabili ai fini di mettere finalmente un perchè di tutto quello che successo in quelli anni.

    Sono molto fiducioso nella magistratura che sta compiendo un ottimo lavoro come sempre, e speriamo che almeno per una volta lo Stato non interfierisca non i giudici.

  • Daniela scrive: novembre 16, 2009 2:07 pm

    Sono perfettamente d’accordo con il commento di Carmelo del 14 Novembre.Non capisco perchè bisogna sempre etichettare i comportamenti altrui…mai i propri, s’intende. Se Massimo Ciancimino non avesse mai aiutato i magistrati, si sarebbe detto che era un degenerato, se ha deciso di aiutarli si pensa che lo faccia per scopi personali. Insomma…,cosa dovrebbe fare??? Io ho visto Massimo Ciancimino ad Annozero e mai, dico mai, ho avuto la sensazione, ascoltandolo, di trovarmi di fronte un “cretino” o un “volpino” o chissà quale altro personaggio.Mi è sembrato un uomo intelligente ed estremamente provato, con un conflitto interiore non indifferente ( proviamo a metterci nei suoi panni )che però ha avuto la fortuna di essere assistito da magistrati come Ingroia e Scarpinato. Magistrati che il governo vorrebbe far passare per sovversivi, non riconoscendo loro nemmeno un’oncia di gratitudine per il faticoso lavoro che svolgono.Volendo concludere…io sono grata a Massimo Ciancimino per la sua decisione di passare “dall’altra parte”. Dalla parte della giustizia e della legalità.Se buona parte degli italiani seguisse il suo esempio, la nostra Italia ricomincerebbe a vivere.

  • massimiliano manara scrive: febbraio 6, 2010 6:10 pm

    E’ un cretino che prova a fare il volpino.
    Una specie classica e nota di quacquaracquà.

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