In ricordo di Alda Merini

2 novembre 2009 - 

Il mio passato

Spesso ripeto sottovoce
che si deve vivere di ricordi solo
quando mi sono rimasti pochi giorni.
Quello che è passato
è come se non ci fosse mai stato.

Il passato è un laccio che
stringe la gola alla mia mente
e toglie energie per affrontare il mio presente.
Il passato è solo fumo
di chi non ha vissuto.

Quello che ho già visto
non conta più niente.
Il passato ed il futuro
non sono realtà ma solo effimere illusioni.

Devo liberarmi del tempo
e vivere il presente giacché non esiste altro tempo
che questo meraviglio istante.

La poetessa Alda Merini, 78 anni, è morta ieri nell’ospedale San Paolo di Milano.

Aveva iniziato a comporre liriche a 16 anni. Entrò in contatto con il mondo letterario grazie alla cugina di Ada Negri, Silvana Rovelli, che sottopose alcune sue poesie ad Angelo Romanò che, a sua volta, le fece leggere a Giacinto Spagnoletti, considerato il suo scopritore. La sua prima raccolta fu “La presenza di Orfeo” che, pubblicata nel 1953, ottenendo grande successo di critica. Il suo capolavoro è considerato unanimamente “La Terra Santa”, per il quale le fu conferito nel 1993 il Premio Librex-Guggenheim Eugenio Montale per la Poesia. Nel 1996 era stata proposta per il Nobel per la Letteratura dall’Academie Francaise. La sua opera poetica, sicuramente una delle più grandi e interessanti del panorama novecentesco italiano, è permeata dalle grandi contraddizioni e dai grandi temi che hanno attraversato la sua vita: amore, passione, sofferenza, religione.

Molto presente il tema della malattia mentale, che la poetessa durante la sua vita ha conosciuto direttamente sulla sua pelle. Raccontava spesso dell’esperienza dell’internamento in manicomio: «Mi hanno fatto degli elettroshock e ho perso temporaneamente i contatti con la realtà». Iniziò nel 1965, quando venne internata al manicomio Paolo Pini dal quale uscì solo nel ’72, a parte brevi periodi a casa nel corso dei quali nasceranno altre tre figlie, dopo la prima nata nel 1961 dal matrimonio con Ettore Carniti, proprietario di alcune panetterie a Milano, sposato nel 1953.

Rendiamo omaggio a questa grande figura di donna del Novecento, donna che ha conosciuto grandi sofferenze ma che attraverso la sua poesia è riuscita ad esprimere la sua ricchezza interiore ed è riuscita nell’intento di regalare a noi donne (e non solo) dei meravigliosi istanti. Grazie Alda….

1 commento a "In ricordo di Alda Merini"

  • virgilio scrive: novembre 2, 2009 9:17 pm

    Non è un caso Alda…
    L’esser dall’eternità
    pensata
    dall’alba al tramonto
    racchiusa
    tra due date
    propriamente tue:
    l’inizio di una primavera
    e la festa di tutti i santi,
    lo scoppiare incontenibile
    della vita prorompente
    e l’approdo nellapoteosi
    dello spirito glorioso.

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