La morte di Agrodolce

26 novembre 2009 -  La Sicilia, si sa, è fucina di grandi attori. Alcuni nomi: Franco Franchi, Ciccio Ingrassia, Lando Buzzanca, Leo Gullotta, Luigi Lo Cascio, Tony Sperandeo, Gigi Burruano… e ce ne sono così tanti altri che non basterebbe una notte per elencarli.

Ma la nostra fierezza non riguarda soltanto gli attori la cui fama ha oltrepassato lo Stretto, ma anche tutti quegl’altri che fanno questo mestiere nell’isola: un lavoro difficile in una terra altrettanto difficile.

Talenti già affermati o in divenire che avrebbero bisogno di una Sicilia che gli dia la possibilità di avere un palcoscenico degno di questo nome, anziché troncare ogni speranza, rafforzando il grido del “cu nesci, arrinesci“.

Il pensiero naturalmente va a coloro che compongono il cast di Agrodolce, la soap opera di Raitre, girata a Termini Imerese, in relazione alla quale ormai occorre usare il verbo al passato. Senza dimenticare che attorno al prodotto girava la retribuzione di tanta gente (400 dipendenti diretti e 1500 costituenti l’indotto), Agrodolce avrebbe potuto regalare all’isola non solo uno strumento culturale per portare nel resto d’Italia il bagaglio eccezionale della sicilianità, ma anche il via alla possibilità di realizzare una Bollywood nostrana. Perché stava nascendo un ambiente formato ed efficiente al fine di produrre altre simili esperienze artistiche. Insomma, un luogo dove tentare di soddisfare la domanda del mercato degli attori siciliani, il cui punto di equilibrio con l’offerta è purtroppo così distante da parere sostanzialmente impossibile da raggiungere.

Agrodolce è morta (quantunque sia lecito credere ai miracoli) perché non è stato siglato l’accordo tra la Rai e la Regione Siciliana. Eppure io stesso ebbi le rassicurazioni da parte dell’assessore Lino Leanza il 2 ottobre scorso. Al telefono, infatti, mi disse:

La seconda serie di Agrodolce si farà. Entro dieci giorni al massimo si risolverà il problema“.

Naturalmente parole al vento. Ecco cos’ha dichiarato l’attore Ernesto Maria Ponte a Maria Di Peri:

“Continuiamo ad essere in balia delle notizie, l’unica certezza che abbiamo è che se i soldi della Regione non arrivano, Agrodolce non ricomincia. Abbiamo finito di girare la prima serie a gennaio 2009. Da febbraio aspettiamo che vengano stanziati i fondi per girare la seconda serie subito dopo Pasqua, era stato proprio l’allora assessore Antinoro a dichiarare che erano stati trovati  i fondi per la fiction. Poi siamo stati trasportati nuovamente in questo calvario, che va avanti di mese in mese. A luglio la produzione aveva riaperto i battenti, gli autori avevano ricominciato a scrivere i nuovi episodi…. Da due settimane si è fermato di nuovo tutto. Noi siamo ’soltanto’ dei precari dello spettacolo, ma temiamo la morte di qualcosa che avrebbe potuto dare ampio respiro culturale a tutto il territorio”.

Ormai manca poco: la Rai sarà costretta presto a cancellare Agrodolce dai palinsesti. Un fallimento che colpisce direttamente tutti coloro che ruotavano attorno alla soap opera e indirettamente tutti gli altri che hanno il sogno di essere attori nella propria terra.

Chissà se il “Cu nesci, arrinesci” un giorno smetterà di rinsecchire la Sicilia.

18 commenti a "La morte di Agrodolce"

  • Giuseppe scrive: novembre 26, 2009 8:30 am

    Sono molto dispiaciuto, dalla notizia che apprendo anche perche mi piceva molto agrodolce penso che sia la stessa cosa per molti altri.Il problema mi sembra di notare che in sicilia ci sono moltissime persone buone che nn appena sono in condizioni di riuscire ad ottenere qualcosa, qualcuno li reprime. La mafia a fatto molto male alla Sicilia, continua a farlo direttamente o indiretamente fregandosene del popolo Siciliano. L’importante per loro che vengano destinati soldi per il ponte di Messina, che poi nn capisco chi lo deve attraversare, se nn abbiamo la possibilità di mostrare quello che siamo già in Sicilia stesso!!!!!!!!!! mi auguro che il Presidente Lombardo trovi assieme L’assessore i soldi per far rivivere Agrodolce, ne vale pure del loro orgoglio. Un saluto a tutti

  • lucia scrive: novembre 26, 2009 9:23 am

    peccato, era anche un ottimo modo per promuovere il turismo in Sicilia!!!! so di persone che lo guardavano anche per vedere scorci della Sicilia e poi invogliati dalle immagini sono venuti a vederla!

  • mattia scrive: novembre 26, 2009 10:11 am

    Mi dispiace proprio di apprendere questa notizia…Agrodolce mi piaceva proprio e non solo e non tanto perchè sono siciliana, ma soprattutto perchè mi sembrava un buon prodotto della RAI e un’ottima occasione per quanti speravo di realizzare il loro sogno, diventando un giorno attori professionisti.
    Aspettavo proprio di vedere le nuove puntate della serie, ma a questo punto credo che dovrò rassegnarmi, visto che la seconda serie non ci sarà…..

  • Rosalba scrive: novembre 26, 2009 10:26 am

    Schifo …schifo…schifo è il solo commento possibile a tutto questo. Regione di merda …stato di merda …se si fosse girata a Milano si sarebbero trovati tutti i soldi e subito.Il meridione è solo un peso per questo stato di schifo …anche se poi i voti li hanno avuto soprattutto qui.La regione stanzia altresì soldi per la Sicilfiat che chiuderà comunque lasciando a casa senza lavoro tanti dipendenti siciliani.
    Poco lungimiranti non capiscono che Agrodolce è servito anche come pubblicità ad un turismo più ampio…facendo conoscere posti belli che solo noi possiamo avere!!!Resta solo il disgusto per chi vorrebbe che il nostro medioevo non finisse mai!!!

  • Emanuele scrive: novembre 26, 2009 10:37 am

    Era un appuntamento che ci teneva compagnia la sera . Peccato che debba finir così.

  • vincenzo di manchester scrive: novembre 26, 2009 11:53 am

    Boh…certo dispiace che 400 persone perdano il lavoro, ma se Agrodolce e’ il massimo che la nostra creativita’ puo’ esprimere…Se fosse stata veramente bella non avrebbe avuto necessita “dei soldi della Regione” per essere finaziata.Il mercato e’ la misura di tutto.

  • sergio albergoni scrive: novembre 26, 2009 12:48 pm

    E dire che poteva essere uno di quei progetti che poteva farcela! Nella sua presentazione a Rai Educational, Giovanni Minoli non aveva bluffato ma semplicemente motivato la sua scelta con la storia vera del cinema in Sicilia. Una storia importante da recuperare e rilanciare. Un bel progetto arricchito da un intelligente piano di formazione dedicato ai mestieri del cinema, dove i docenti altro non erano che i grandi esperti di Cinecittà: riconosciuti e premiati in tutto il mondo. Un progetto pulito, semplice ed in grado di attrarre attenzione e capitali in questa terra affaticata. E’ sufficiente farsi un lungo giro in questo fazzoletto di terra, la Sicilia, per scoprire quali e quanti suggerimenti possano intrigare soggettisti, sceneggiatori e registi. Dal paesaggio carsico dei Monti Iblei a quello alpino della Valguarnera, dalla riviera dei Ciclopi, dove ti attendi da un momento all’altro l’arrivo di Ulisse, alle saline trapanesi riarse e tragiche come una pagina di letteratura verista. Un mondo intero in questi 25.000 chilometri quadrati di monti, mare, antichità uniche, paesini improbabili, città così disperatamente vere da sembrare location di film di serie B e un popolo che spesso assomiglia a quello delle immagini di qualche guerra fa.
    Tutto morto e… avanti con i pozzi petroliferi scavati in Val di Noto che danno lavoro a qualche decina di siciliani e utili enormi ad un paio di multinazionali.
    Tutto morto perchè qualcuno (Lombardo?) ha giudicato “Agrodolce” una soap che riproponeva un cliché siculo fuori dalla storia, troppo stereotipato, reticente sulla modernità della società siciliana.
    OK, questa critica ci può stare ma, anzichè far morire un progetto, non si poteva proporre una revisione del soggetto, a partire dalla seconda serie? Non si poteva chiedere di mettere in campo autori siciliani nuovi giovani e veri, pescati, ad esempio, nella folta schiera dei bravissimi “giallisti” isolani, in realtà autori a tutto tondo, o chiedendo il contributo di scrittori quali Roberto Alajmo e Silvana Grasso? Ma forse è un’ipotesi troppo intelligente per quelli dello SCU!

  • Paolo scrive: novembre 26, 2009 1:17 pm

    Certo un peccato far perdere questa opportunità alla gente di Palermo o meglio ancora a quella Siciliana, visto che in molti seguivano questa soap da semplici telespettatori o da chi cercava di tranne benefici (turistici/economici o altro).
    Speriamo che non si perda questa occasione per la gente Siciliana.

  • Nicola B. scrive: novembre 26, 2009 3:40 pm

    Non è un po’ azzardato parlare di “morte” di AGRODOLCE??? Dall’articolo non si evince quale sia la fonte di questa notizia, se non lo sconforto comprensibilissimo degli attori.

  • Walter Giannò scrive: novembre 26, 2009 5:03 pm

    #Nicola B. L’azzardo fa parte dell’idea espressa nel post e dalla lettura delle fonti di riferimento (La Stampa, ad esempio), nonché dalle dichiarazioni recenti di Ernesto Maria Ponte. C’è anche una parentesi sui miracoli…

  • daniela crivello scrive: novembre 26, 2009 10:29 pm

    hei si e vero esistono i miracoli e si dice anche dove c’è luce c’è speranza

  • davide scrive: novembre 27, 2009 2:24 pm

    è un fatto assurdo.

  • Valentina scrive: novembre 29, 2009 9:18 pm

    Siamo un gruppo di ascolto milanese e siamo molto dispiaciuti che la seconda serie forse non si farà. Quest’estate visto che eravamo in vacanza in Sicilia abbiamo fatto una gita di 450 km pur di vedere Porticello, la casa della Prof. Cutò, la villa degli Altavilla, il Fico d’India ecc. ecc. Crediamo che le parole del Sig. Minoli espresse spesso dai Prof. Cutò e Felice non debbano essere perse, i Sicliani non devono essere sconfitti ma reagire a tutti gli atteggiamenti indirettamente mafiosi.
    Spero che la Regione Siclia non sprechi questa occasione di slancio del turismo e della profonda cultura.
    Saluti.

  • v.mussi scrive: dicembre 8, 2009 2:58 pm

    Io sono umbro. Agrodolce era, anzi è ancora, la mia soap preferita. Possibile che gli ascolti non contino nulla?

  • peter panovideo scrive: gennaio 22, 2010 12:14 pm

    Era un bel progetto, ben fatto (come si vede anche da “Le storie di Agrodolce”). Non posso credere che sia finita: i personaggi sono indimenticabili, aegno che il casting (scelta degli attori) è stato fatto alla perfezione e con cognizione di causa. Ottima anche la sceneggiatura che include diversi episodi riguardanti la tara della mafia. Sarà stato forse per quest’ultimo motivo che la serie è stata soppressa? La trama antimafiosa ha dato fastidio a qualcuno?

  • Agenore Stecchini scrive: gennaio 26, 2010 8:43 pm

    Era uno schifo inguardabile, ma sia lodato il cielo, da qualche giorno non c’è più.

  • Maria scrive: febbraio 19, 2010 8:43 pm

    Forse la storia non era delle migliori, come tutte le soap. Mi riferisco a chi ha criticato “Agrodolce”. Se vanno avanti da decenni soap come “Beautiful”, “Un posto al sole” e simili, non vedo perchè non doveva andare avanti “Agrodolce”. Semplice, perchè siamo in Sicilia. Non amo molto le soap, preferisco di gran lunga i film. Ma non trovo giusto il fatto che non lo facciano più.

  • Alessandra scrive: marzo 1, 2010 12:49 pm

    Spero che qualcuno rimetta in moto la macchina burocratica e, soprattutto, quella cinematografica! E’ veramente un peccato che a farne le spese siano sempre le cose più belle: un appuntamento educativo, istruttivo e fatto molto bene, lasciarlo spegnere così è proprio un delitto! Confido nel buon senso di qualcuno che vorrà considerare anche gli ascolti. Grazie.

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