Nelle scuole di Enna proibito togliere i crocifissi

17 novembre 2009 -  Il sindaco di Enna, Rino Agnello, ha emanato un’ordinanza che senza dubbio farà discutere.

Il primo cittadino, infatti, sostenendo che “mantenere il crocifisso nelle aule delle scuole del comune di Enna” è “espressione dei fondamentali valori civili e culturali del Paese“, ha vietato che il simbolo del Cristianesimo si tolga dalle pareti degli istituti.

Per i trasgressori Agnello ha previsto una multa da 500 euro, sottolineando che “il crocifisso nelle aule non è un’imposizione religiosa ma un simbolo”.

Nell’ordinanza, infine, il sindaco ha affermato che “l’esposizione del crocifisso in una sede non religiosa, quale l’aula scolastica, non assume significato discriminatorio sotto il profilo religioso, poiché rappresenta valori civilmente rilevanti che ispirano il nostro ordine costituzionale“.

Fonte: Agi.

7 commenti a "Nelle scuole di Enna proibito togliere i crocifissi"

  • Michele scrive: novembre 18, 2009 10:37 am

    Io sono d’accordo con il signore Rino Agnello,sindaco di Enna,di mantenere il Crocifisso nelle aule delle scuole.Perche L’Italia e una nazione Cristiana,se ce qualcuno che no ci piace che si facciano la valigia e ritornino al loro paese d’origine,noi a casa nostra facciamo a modo nostro.Sono loro che si devono integrare alla nostra cultura e rispettare la nostra religione.Speriamo che tutti i comuni d’Italia adottino lo stesso del sindaco di Enna Rino Agnello -il Crocifisso no si tocca.

  • Marco Chiarenza scrive: novembre 18, 2009 1:52 pm

    Perfetto!!! finalmente…una persona con le palle…Sono d’accordissimo, con il sindaco di Enna, senza nessunissima riserva…aggiungere altro mi pare superfluo.

  • francesca scrive: novembre 18, 2009 2:10 pm

    tutti i sindaci d’italia dovrebbero essere come lui e appogiarLo. NOI SIAMO CRISTIANI

  • Stella scrive: novembre 19, 2009 9:36 am

    Veramente l’Italia è uno Stato LAICO, in cui NON ESISTE una religione di stato. E questo, è scritto pure sulla nostra Carta Costituzionale. Sinceramente credo che potrebbe anche configurarsi un’ipotesi di violazione dei nostri principi costituzionali..ma a prescindere da ciò, ritengo questo divieto un’ulteriore dimostrazione di ignoranza, di intolleranza e di discriminazione. D’altra parte, siamo in Italia, dove permettiamo a personaggi come Berlusconi di governare e di fare i suoi porci comodi…
    Sinceramente spero nell’intervento della Corte Europea…siamo ridicoli noi italiani.

  • Emanuele scrive: novembre 20, 2009 9:56 pm

    Certo, ci voleva proprio una legge per costringere chi la pensa diversamente ad odiare i cristiani un pò di più. Ma del resto cristiani e tolleranza non vanno daccordo. E’ sempre stato così.
    Per Michele: guarda che io sono ennese quanto te, e non me ne posso tornare nel mio paese di origine, perchè ci sono già.
    Non rispetto una religione che non rispetta gli altri. E io non mi sento rispettato da un crocifisso messo per legge.
    Se pensate che non offenda nessuno, appendete anche una croce di david accanto. E anche i simboli di tutte le altre religioni.
    Se pensate che sia una questione di tradizioni italiani, appendiamo la bandiera italiana, non il crocifisso. O anche la pizza, che fa parte della tradizione.

  • Giuseppe Russo scrive: novembre 20, 2009 10:08 pm

    Finalmente una Persona che pensa con la propria testa e che ha il coraggio di dirlo. Complimenti. Spero che tanti altri lo imitino e non temano quello che certi “bempensanti” possano dire.

  • Andrea scrive: novembre 26, 2009 12:14 pm

    Io abito in Sardegna, spero che il mio sindaco prenda esempio da quello di Enna, e così tutti i cristiani, prendano esempio da un piccolo uomo che ha deciso di aiutare Gesù a tenere sollevata la Croce. I miei complimenti al sindaco di Enna.

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