Inchiesta su Sanità e Malattie oncologiche a Trapani

27 dicembre 2009 -  Ricerca-denuncia sulle istituzioni e ruolo indispensabile della famiglia e delle associazioni.

«Le istituzioni, malgrado alcuni esempi luminosi di professionisti votati all’esercizio del loro “mestiere”, non sembrano aver fornito soluzioni appropriate per l’assistenza alle famiglie, delegando all’associazionismo il compito di provvedere ai pazienti e ai loro familiari, soprattutto dal punto di vista socio-psico-relazionale, generando nei fruitori forti incertezze tra ciò che è compreso nei livelli essenziali di assistenza e ciò che è lasciato all’azione del no-profit.

Sostenere e coadiuvare l’attività svolta dalle famiglie quando le risorse psico-fisiche tendono ad esautorarsi è un dovere morale oltre che un traguardo di civiltà per questa provincia».

È quanto ha rilevato la professoressa Bartholini, a conclusione di una ricerca condotta con la dottoressa Caterina Rondello, volta ad analizzare lo “stato di salute” della sanità nella città di Trapani.

Eppure la Regione Siciliana, con la Legge n. 5 del 2009, “Norme per il riordino del Servizio sanitario regionale”, ribadendo quanto stabilito dalla Legge 328/2000 e dalla Riforma del Titolo V della Costituzione, recepito nei Piani Sanitari Nazionali, aveva recentemente fatto fronte a una riorganizzazione della sanità, ponendosi l’obiettivo principale di garantire l’erogazione uniforme dei “Livelli essenziali di assistenza” sul territorio, stabilendo di fatto una forma di garanzia per i cittadini in termini di qualità e quantità delle prestazioni e dando l’avvio ad una nuova fase di tutela sanitaria.

A tutt’oggi, però, “I Patti per la salute”, divenuta una pratica fondamentale del Nord, sono una modalità di lavoro non molto utilizzata nella nostra realtà. «Ci troviamo in una fase cruciale – afferma la sociologa – che potrebbe dare un indirizzo nuovo alla sanità locale, se la recente riorganizzazione sanitaria si coniugasse con un’effettiva messa in atto di ciò che i Patti per la salute prevedono. Essi possono essere descritti come un modello di politiche concertato dal basso che agisce non solo a livello strutturale ma, soprattutto, a livello culturale, e si identifica nella presa di coscienza e in una partecipazione attiva del cittadino che diventa finalmente parte integrante della comunità».

L’attenta valutazione della realtà sanitaria locale ha portato le ricercatrici a verificare la congruenza con l’ultimo Piano sanitario, che mira a garantire l’uniforme erogazione dei livelli essenziali di assistenza secondo condizioni di appropriatezza, adeguato livello qualitativo ed efficienza, nei limiti delle risorse programmate per il finanziamento del SSN.

La ricerca ha inteso indagare, così, come la nostra realtà territoriale supporti i suoi membri più fragili attraverso i servizi e le forme di assistenza ai malati oncologici presenti. L’inchiesta, svolta attraverso un’indagine di fondo, si è basata sull’osservazione partecipante e su un novero di intervista semi-strutturata; si è rivolta soprattutto ai professionisti del territorio (al dott. Zerilli e al dott. Messina, direttori dei reparti dell’ospedale Sant’Antonio Abate di oncologia medica il primo e di anatomia patologica e citodiagnostica il secondo, al dott. Anselmo, direttore del reparto di oncologia della clinica privata Villa dei Gerani, alle psico-oncologhe Sacco, Culcasi, Marrone e Messina dell’associazione Antigone, alla dottoressa Cangemi, presidente dell’associazione ‘Mondo Donna’, e infine alle dott.sse Pizzardi, medico specialista in oncologia, Accardo, medico di base, Brindisi, psico-oncologa, Scibetta, assisteste sociale, che svolgono, secondo le loro competenze, assistenza domiciliare con il consorzio SISIFO)

Dalle interviste sono stati individuati otto quadri concettuali omogenei, relativi alla salute e alla malattia e ai punti di forza e di debolezza che il contesto trapanese presenta, in relazione alle politiche di welfare e ai suoi modelli organizzativi, riguardanti il rapporto medico-paziente e la fiducia nella medicina ufficiale, il contesto socio-culturale, la percezione sociale della salute e il diritto alla salute, le etichette sociali, la condizione psicologica del malato, le reti formali di riferimento, il capitale sociale che accompagna il paziente nelle varie fasi della malattia, il supporto psicologico e sociale al malato e alla sua famiglia.

Da quanto rilevato spicca che, «in presenza di una malattia grave, il paziente trapanese senta come fondamentale la correttezza delle informazioni sull’evoluzione della malattia e riterrebbe opportuno un sostegno oltre che medico, psicologico, per sé e la famiglia che lo assiste. Inoltre, rispetto al passato è maturata una maggiore consapevolezza dei diritti da parte dei pazienti nel pretendere chiarimenti e nel partecipare attivamente alle modalità di cura, nonché si sottolinea l’opportunità di una cultura improntata alla prevenzione e alla promozione della salute nella prevenzione delle patologie croniche e rendendo il cittadino soggetto attivo per la tutela della propria salute e di quella collettiva.

Si evidenziano tuttavia – affermano le studiose - ancora limiti culturali e strutturali relativi a logiche di favoritismo e tornaconto personale, e che influiscono negativamente sullo sviluppo dei servizi nel territorio e sulle modalità di approccio del cittadino al comparto sanitario. I servizi e le strutture presenti nel territorio trapanese per i malati oncologici risultano, infatti, ancora carenti rispetto alla domanda socio-sanitaria ed ancora scarsamente predisposti al lavoro di rete».

Emerge un valore significativo che, a giudizio della Bartholini, «costituisce il vero capitale sociale che accompagna il paziente nelle varie fasi della malattia e va considerato come una risorsa fondamentale di supporto pratico e morale» e questo è la famiglia che, a causa della carenza di servizi e strutture sul territorio e della loro disomogenea collocazione, segue prioritariamente il malato.

Un ruolo fondamentale, fra gli elementi di forza, può essere considerato il ruolo di assistenza fornito dalle Associazioni, in particolare dalla Antigone, che svolge consulenze psicologiche al paziente, ai suoi familiari, nonché all’equipe medica coinvolta nel processo di cura, e dal consorzio SISIFO, che eroga assistenza domiciliare e su cui ricadono tutte le funzioni di cura, assistenza e supporto psicologico e sociale per il paziente terminale e il caregiver. Sono stati individuati punti di debolezza, tra questi meritano una segnalazione agli organi istituzionali: l’esiguità dei servizi di fatto operanti per i malati oncologici e la loro effettiva dislocazione a macchia di leopardo, così come disomogenea è a tutt’oggi la sistemazione delle oncologie sul territorio.

«Ne consegue che – come scrive la Bartholini in uno dei suoi volumi recenti “Trapani, l’ultima provincia?” (Franco Angeli 2008) – rispondere ai bisogni delle “localitè”, significa adottare strategie di governance capaci di coniugare politiche di sviluppo e di welfare a certi vincoli territoriali».

1 commento a "Inchiesta su Sanità e Malattie oncologiche a Trapani"

  • Pino Ciampolillo scrive: dicembre 27, 2009 7:22 pm

    “Sindaco” Portobello La bugia è una mezza verità

    Dicevasi che……… Nel paese della bugia, la verità è una malattia (Il Sindaco)

    Signor “Sindaco” Professore Gaspare Portobello, Buongiorno, Buon pomeriggio oppure Buona sera, ciò dipende da quando Lei mi concede il piacere di leggermi. Comunque un consiglio per Lei, la lettura mai a ridosso dei pasti.
    Prima di entrare in argomento Signor “Sindaco” mi permetta di congratularmi con Lei per la capacità a dimenticare alcune scomode VERITA’ che Lei garbatamente tende spesso e volentieri ad “omettere”, ma soprattutto le mie congratulazioni per la Sua capacità di cambiare posizione repentinamente e senza nemmeno avvertire il Suo Assessore all’Ambiente dr. Marcello Cutino. Mi creda Signor “Sindaco” mi vedevo già Lei sotto i riflettori delle telecamere e assediato dai flash dei fotografi mentre Lei con cazzuola e cemento posava la prima pietra della costruzione, a Isola delle Femmine, del traliccio per l’installazione dell’antenna Radar atta a rilevare il Wind Shear , così come leggiamo da una Sua missiva, che Lei responsabilmente ha FIRMATO, alla Società Marisicilia protocollo 1423 del 27 gennaio 2006.
    Per carità Signor “Sindaco” mi creda non voglio certamente tornare di nuovo sulla Sua affidabilità o sulla Sua coeerenza e neanche sulla Sua credibilità, mi preme invece attirare la Sua attenzione sui rischi politici giuridici ed istituzionali che Le possono derivare e le conseguenze di un sicuro e lento disfacimento della Sua maggioranza, l’esperienza Le dice che l’attuale Assessore geologo Marcello Cutino nella scorsa legislatura aveva rassegnato le sue dimissioni per contrasti con la sua maggiorana sulla diversa visione delle tematiche ambientali e su atti e decisioni concordate a sua insaputa.
    Si ricorda Signor “Sindaco” Gaspare Portobello? Stiamo parlando dell’ASSESSORE Cutino Marcello anche in riferimento alla richiesta di dimissioni avanzate dal gruppo Rinascita Isolana perché risulta essere parente acquisito di un nostro Concittadino che Lei in una seduta di Consiglio ha definito essere mafioso.
    Scusi la digressione Signor “Sindaco” e andiamo avanti dunque………
    Veda Signor “Sindaco” Professore Gaspare Portobello, Lei ha un grosso problema, come ho avuto il modo di dirLe in diverse occasioni in cui ho avuto il piacere di intrattenerLa: Lei si preoccupa TROPPO in chi io SIGNOR Pino Ciampolillo ripongo la mia fiducia, la mia credibilità, la mia disponibilità, la mia INTELLIGENZA, il mio estro, la mia fantasia. Io penso che questo non frega niente a nessuno, ma soprattutto, cosa non da poco mi creda Signor “Sindaco” Professore Gaspare Portobello, non incide minimamente sulla tenuta della legalità, della democrazia e della Trasparenza dell’Istituzione Comune che Lei dovrebbe rappresentare.
    I Cittadini sono invece molto interessati al fatto che sulle elezioni amministrative di Isola, anche a seguito di quanto da Lei dichiarato in Consiglio Comunale, è aperta un’indagine della magistratura sul possibile intervento della mafia nelle ultime elezioni, sulla mercificazione delle elezioni amministrative, sulle consulenze, sulle concessioni edilizie rilasciate in prossimità delle elezioni e subito dopo, sull’operato dell’Ufficio Tecnico Comunale e sull’affidabilità di un pubblico dipendente, insomma su tutti gli atti che ha prodotto la Sua amministrazione. La Cittadinanza è invece preoccupata sulla richiesta fatta alle Autorità competenti di istituire una Commissione di Accesso per verificare l’eventuale e non auspicabile scioglimento del Consiglio Comunale di Isola delle Femmine. La caserma dei Carabinieri di Isola è ormai un continuo viavai di persone che denunciano fanno mettere a verbale quanto dichiarano di aver vissuto e subito in termini di legalità, malaffare e di poca trasparenza nell’operato della Pubblica Amministrazione di Isola. Purtroppo le ultime notizie di stampa sono un ulteriore conferma di questo stato di degrado. I Cittadini di Isola delle Femmine sono preoccupati delle indagini che la magistratura ha aperto sui fatti e misfatti di Isola delle Femmine. Grazie a Lei, al Suo gruppo politico, alla sua maggioranza la Sua definizione di Isola delle Femmine come “Isola felice” sta diventando disgraziatamente “l’isola dei famosi”, e quelle che venivano considerate “beghe di paese” si stanno rivelando delle lacerazioni del tessuto socio-economico-istituzionale di Isola delle Femmine.
    Signor Sindaco Professore Gaspare Portobello la smetta di preoccuparsi della MIA PERSONA e valuti attentamente cosa io e i CITTADINI sani di questo PAESE abbiamo da dirLe. Spalanchi le orecchie, la mente ma soprattutto il cuore, si renda disponibile al confronto civile democratico e RISPETTOSO dell’interlocutore
    Inizi per esempio a non autoincensarsi della Sua educazione rispetto ai Cittadini di Isola delle Femmine, mi segua Signor “Sindaco” Professore Gaspare Portobello i cittadini hanno la capacità e l’intelligenza per apprezzare la Sua buona educazione.
    Veda l’esempio della Signora che Lei altezzosamente ha redarguito fino a farla star male, oppure il fratello di un consigliere che si sente dire dei rischi in cui può incorrere il fratello se…, oppure gli interventi rabbiosi ed insultanti contro il MIO AMICO e concittadino Nino Rubino. Naturalmente e sono solo alcuni esempi.
    Signor “Sindaco” Professore Gaspare Portobello, mi tolga una curiosità, come vive le accuse (ad onor del vero sono tutte accuse che andrebbero provate, e non bastano certamente le schede elettorali segnalate, oppure la facile licenza edilizia, o alcuni professionisti amministratori che firmano progetti costruttivi o dei sequestri di beni a parenti di dipendenti comunali, come non basta citare il caso denunciato da alcuni elettori cittadini che oltre alla promessa del solito posto di lavoro, hanno ricevuto un contributo economico per aver sponsorizzato la lista Progetto Isola del “Sindaco” Portobello e tutti gli altri casi denunciati alle Autorità Giudiziarie, come non bastano certamente le delazioni di alcuni mezzi di comunicazione Stampa Riviste Giornali e televisioni, fatte circolare in paese di probabili beneficenze della Calliope s.r.l. ad alcuni figli di amministratori consistenti in appartamenti) accuse di “mafiosità” che continuamente rivolgono a Lei oltre che a componenti della Sua giunta sino a coinvolgere alcuni componenti del suo gruppo politico. E’ pur vero che a queste “fastidiose” ed imbarazzanti presenze si contrappongono i baluardi della legalità rappresentati dal Presidente della Commissione bilancio il Consigliere Guttadauro, il baluardo della legalità rappresentato dal Vicepresidente del Consiglio geom Dionisi Vincenzo. SI! lo stesso consigliere che negli anni passati, CONTRO la sua parte politica, ha promosso alcune interrogazioni parlamentari contro la presenza mafiosa nell’amministrazione di cui già allora aveva in Lei la massima rappresentanza. La vedo sorridere le persone messe sotto accusa allora, continuano OGGI a presidiare il Comune. A fronte di questa situazione Signor “Sindaco” Professore Gaspare Portobello, mi creda, non Le conviene stare più con due piedi in una scarpa anche perchè comunque le scarpe si vendono sempre a paia. Si è lo stesso geometra Dionisi che va dicendo in giro “ …. fuss pi mia scurerei questo sito di isola pulita…” non rendendosi probabilmente conto, il Signor geometra Dionisi Vincenzo che oscurare un sito, chiudere un giornale, impedire di parlare, significa togliere spazi di democrazia di dibattito di discussione e di crescita umana sociale e spirituale di una comunità. Lungi da me strumentalizzare il pensiero dell’onorevole Gianfranco Fini, sulla libertà di espressione, probabilmente il geometra Dionisi Vincenzo ha fatto abiura del suo trascorso politico, rinnegando così le sue provenienze politiche, le sue battaglie contro il malaffare, contro la corruzione, le sue battaglie contro l’inquinamento mafioso della cosa pubblica. Il nostro comune amico geometra Dionisi Vincenzo, forse il paese che lui voleva servire (prima di essere eletto) si è numericamente rimpicciolito.
    n.b. Signor “Sindaco” Professore Gaspare Portobello l’onorevole promotore della interrogazione parlamentare (di allora) è lo stesso onorevole OGGI relatore di maggioranza sul caso della richiesta di arresto dell’onorevole Cosentino. Pensi! Signor “Sindaco” che Lei, nei giorni scorsi, ha avuto il piacere di un convivio cullinario in un ristorante del nostro paese. Immagino, sia stato bello, riparlare degli stessi problemi dopo tanti anni. Si è pur vero che ha dovuto faticare con l’interlocutore per fargli comprendere che quelli che ieri erano suoi avversari o quantomeno tali li considerava, OGGI sono i suoi più fidati SPONSOR. Grande il dilemma rimasto all’onorevole: Ma a Isola delle Femmine cosa cambia il tempo o le persone? L’onorevole ancora oggi è alla ricerca di uno straccio di risposta.
    Complimenti Signor “Sindaco” Professore Gaspare Portobello è riuscito a spiegare bene al Suo interlocutore questo doppiopesismo o come dicono gli esperti cerchiobottismo.
    Infine Signor “Sindaco” in prossimità delle feste natalizie, il mio augurio che Babbo Natale Le porti in dono la Riscoperta del Suo senso dell’ UDITO per ASCOLTARE la ricchezza delle Idee, Proposte Suggerimenti dei Suoi interlocutori, un altro dono vorrei Le fosse recapitato la Riscoperta del Suo senso della VISTA per avere Lei la grande opportunità di ammirare l’immenso Amore, la grande Umanità che sta oltre il Suo “giardinetto” e che con i Suoi “paraocchi”oggi non riesce a vedere.
    Con Stima e simpatia anche se non ricambiata il nano malefico
    per gli AMICI Pino Ciampolillo

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