Palermo, proposta di istituzione del nuovo “Parco Francia”

27 dicembre 2009 -  Creato in occasione dei mondiali di calcio del 1990, sorge a ridosso della stazione Francia della cosiddetta “metropolitana di Palermo” un parcheggio di generosissime dimensioni, un quasi-trapezio di puro asfalto dotato delle seguenti dimensioni: le basi 120 e 180 metri rispettivamete, l’altezza di altri 120 metri.

Complessivamente fanno circa 18 mila metri quadrati. Questo parcheggio, è innanzittutto un vero ecomostro (gli “ecomostri” non sono solo i mega-hotel edificati sul mare, sono anche questi mega-tappi di asfalto che occludono la superficie terrestre); nello stesso tempo è anche una perfetta “terra di nessuno”.

Un tempo, alla sera, era ritrovo per coppiette di innamorati e per lo meno aveva dunque una certa utilità sociale (salvo il fatto che la gente maleducata lasciava poi un po’ troppa carta in giro); oggi, essendo di sera illuminato a giorno, è invece ritrovo di gioventù bruciata che ama dilettarsi in gare con auto truccate o a far sfoggio di impianti stereofonici per auto con potenze da discoteca. Le forze dell’ordine fanno quello che possono, intervenendo energicamente ed anche relativamente spesso, ma l’approccio non è strategicamente vincente perché l’unica sarebbe militarizzare in modo permanente il posto. Ma militarizzare una zona essenzialmente priva di utilità sociale non sembra una grande idea.

Come conseguenza di questo essere “terra di nessuno”, la corrispondente stazione della metropolitana è spessissimo oggetto di atti vandalici: vetrate rotte, pensiline sfondate, macchina per i biglietti spesso rotta, obliteratrici spesso rotte, panchine perennemente in stato di dissesto, la telecamera che potrebbe inchiodare gli eventuali vandali è forse rotta essa stessa, etc. Ultimamente –non è chiaro per quali motivi, visto che di nessuna comunicazione in situ si degna la società di gestione-, la macchina per i biglietti è stata fisicamente rimossa e, in compenso, un qualche buon samaritano ha pensato bene di allestirvi nello spazio sottostante un piccolo rifugio per animali sfortunati, con tanto di ciotola d’acqua e sacchetto di plastica apparecchiato con cibo sparso. Chi vuole obliterare (pena salatissime multe da parte degli inflessibili controllori di Trenitalia – inflessibilità applicata solo nell’esigere disciplina da parte della clientela) deve un attimo arrangiarsi in mezzo ai resti del randagio pasto. Ah dimenticavo: di giorno il parcheggio è teatro di esercitazioni per appassionati di modellismo aereo che qui hanno trovato una novella Boccadifalco (e su questo nulla da ridire: anche questa è un’utilità sociale).

Restano pertanto ad oggi solo due utilizzi ufficiali del parcheggio: il martedì mattina come area dedicata al mercatino rionale (inimmaginabile lo scenario che rimane quando il mercatino smonta: un campo di battaglia afgano farebbe meno impressione – solidarietà agli operai dell’AMIA); gli altri giorni come parcheggio per una dozzina di valorosi cittadini che vi parcheggiano l’auto veramente!

Quindi, della superficie complessiva, forse nemmeno l’un per mille viene usato per la sua destinazione, ci potrebbero stare forse anche dieci mila auto ma più di una dozzina alla volta non se ne vedono.

Il Comune ha un’occasione di facili consensi: riconvertire questa “terra di nessuno” in un’area di verde pubblico. Immaginatevi lo scenario: iniziano i lavori (lavoro per tanti operai!) e viene messo su un grande cantiere che inizia a rimuovere tonnellate di asfalto; man mano che l’asfalto va via e lo strato sottostante viene sbancato, terra nuova, fertile e fresca viene immessa; poi inizia il risveglio vero e proprio: creazione di innumerevoli vialetti alberati con panchine sotto le fronde (ci si potrebbero piantare migliaia di alberi), aiuole con fiori e prato (quindi tanto lavoro per i giardinieri!), giochi per bambini, un bar a chiosco, un’edicola per i giornali, un tabacchi, qualche fontana, moltissimi spazi per piccole sculture ed opere d’arte in genere, spazi per piccole installazioni fotovoltaiche, etc..

Insomma, largo alla fantasia degli “architetti urbani” (per favore però, solo quelli di buon senso: gli architetti che progettarono lo ZEN evitiamoli. Io piuttosto farei un referendum tra la gente della strada). La gente, le famiglie in particolare, prenderebbero a frequentare questo nuovo “Parco Francia”, la “terra di nessuno” diventerebbe una “terra di tutti” e si sarebbe anche impiantato un piccolo polmone verde in una zona fortemente cementificata ed asfaltata. Un piccolo polmone che farebbe più ossigeno e meno CO2 e che darebbe un contributo positivo alla non-formazione di “isole di calore” (fenomeno per il quale la temperatura in città è molto più elevata che nella aree extra-urbane: in estate il parcheggio si arroventa e diventa una sorta di fornace solare).

Penso anche che la riappropriazione dello spazio da parte dei cittadini ridurrebbe la probabilità di atti di vandalismo e, in ogni caso, l’istituzione di un piccolo servizio di vigilanza potrebbe anche avere senso a questo punto (da proteggere ci sarebbe qualcosa di prezioso, adesso). Per quanto riguarda il parcheggio, sempre una certa porzione potrebbe essere mantenuta allo scopo, mentre il mercatino potrebbe essere alloggiato tra Viale Francia (come ai vecchi tempi) e via Monti Iblei, rispettivamente nei tratti afferenti alla stazione della metropolitana.

Non sono un esperto in materia e mi rendo conto che l’operazione immaginata non è a costo zero, ma ci vedo anche un grosso ritorno sia in termini di utilità sociale che di ecologia. E di questi tempi, rispetto per l’ambiente significa soldi: più ecologia, meno disastri ambientali, maggior risparmio di risorse economiche. Ma mi rendo anche conto che non si tratta neppure di un’opera faraonica, diciamo che la vedo bene nel contesto di quelle mille “piccole opere” che sono urgenti per iniziare a rilanciare una Palermo –ahimè- moribonda.

8 commenti a "Palermo, proposta di istituzione del nuovo “Parco Francia”"

  • alessandro scrive: dicembre 27, 2009 10:15 am

    Buona idea . Quando si toglie asfalto o cemento e si pianta un albero, e’ sempre positivo .

  • marika scrive: dicembre 27, 2009 10:52 am

    Meravigliosa idea peccato che non se ne farà mai nulla…

  • Francesco scrive: dicembre 27, 2009 12:55 pm

    primo, non si farà nulla come è sempre successo, secondo durante il giorno lasciatelo agli amanti del modellismo, la sera basta tenere due pattuglie e la situazione si risolve.. ma dopotutto siamo in italia.. cerchiamo sempre la soluziona più lunga e costosa

  • Danila scrive: dicembre 27, 2009 1:23 pm

    Ottima idea: il problema è che il nostro Comune è sordo a qualsiasi iniziativa. La nostra città sta subendo una involuzione; ogni giorno che passa è sempre più squallida e priva di vita. Quest’articolo permette anche di fare luce su un aspetto psicologico importante, cioè quello della incapacità di socializzare. Oggi è sempre più difficile scambiare due chiacchere con qualcuno, sia per la vita frenetica che si conduce, sia perchè mancano gli spazi comuni di svago. L’istituzione di parchi rionali a mio parere aiuterebbe in tal senso.

  • Davide Cosentino scrive: dicembre 27, 2009 1:29 pm

    x Francesco:

    a) l’istituzione di un parco non impedirebbe ai modellisti di continuare a giocare;

    b) non capisco perchè impegnare le forze dell’ordine in compiti senza senso, cioè presidiare una distesa di asfalto buona per i teppisti;

    c) sarebbe giusto consentire un po’ a tutti di avere momenti di svago (bambini, ragazzi, etc.) in un ambiente SANO.

  • Davide Cosentino scrive: dicembre 27, 2009 1:32 pm

    PS. le cose belle hanno un costo e richiedono impegno, mentre invece distruggere e massacrare tutto quello che ci circonda è facile e a costo bassissimo.

  • Roberto scrive: dicembre 27, 2009 4:12 pm

    Caro Davide, da residente in viale Francia e da persona, ritengo, di buon senso, non posso che sottoscrivere ogni singola parola contenuta in questo tuo ottimo contributo. Girerò il link a qualche consigliere comunale d’opposizione (quelli della maggioranza mi sembrano al momento troppo impegnati a litigare, mentre Giunta e sindaco, presumibilmente, stanno studiando altri modi per umiliare ancora di più questa città). Il tuo articolo potrebbe costituire un’ottima proposta su cui lavorare.

    Con stima e affetto
    Roberto Rizzuto

  • Davide Cosentino scrive: dicembre 27, 2009 8:02 pm

    x Roberto:
    grazie della tua attenzione cortesissima.

    Sono tanti i palermitani che hanno idee “buone per tutti” e però fin troppo spesso rimangono solo delle “parole al vento” appunto perchè la politica è sorda alle dette istanze.

    Chissà che da questo Blog non possano partire delle iniziative concrete. Speriamo.

    Grazie ancora e ne approfitto per ricambiarti stima e affetto.

    Davide.

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