Un no razionale al Ponte di Messina e una ipotesi alternativa

26 dicembre 2009 - 

Pubblichiamo il post ricevuto da Davide Cosentino.

Nel momento in cui scrivo, il tempo di percorrenza atteso per la tratta ferroviaria Roma-Palermo va dalle 12 alle 15 ore, per come risulta dal sito web di Trenitalia.

La distanza autostradale tra Roma e Palermo è approssimativamente di 930 km, ciò implicando che la velocità media del treno è di circa 83km/h sulla tratta in questione. Volendo fare un confronto impietoso, il Roma-Milano (distanza autostradale di circa 580 km) col nuovissimo “Frecciarossa” impiega un tempo sorprendentemente breve di appena 3 ore, il che significa una media oraria di 193 km/h.

Gli amanti del genere “fantascienza” sappiano che con quella stessa media oraria il Roma-Palermo dovrebbe impiegarci meno di 5 ore! In passato, quando ancora treno e aereo avevano prezzi confrontabili (oggi: 60 euro senza cuccetta in seconda classe contro 15 euro in low cost), mi è capitato qualche volta di prendere la famigerata “Freccia del Sud” –mai ironia nella scelta di un nome fu più sferzante- e, se la memoria non mi inganna, il tempo di attraversamento dello Stretto era (e rimane) dell’ordine di un paio di ore: una ragazzina milazzese di 11 anni ci ha impiegato a nuoto 40 minuti quest’estate.

Un tempo di tali bibliche proporzioni per la traversata deriva dalle dolorose operazioni richieste: scomposizione del treno in sottotreni di vagoni, imbarco dei sottotreni sul traghetto, traghettata vera e propria (dell’ordine di 20 minuti), sbarco dei sottotreni e ricomposizione del treno intero prima di poter riprendere la marcia.

Da queste semplicissime considerazioni, si deduce con chiarezza che anche riducendo virtualmente a zero il tempo di percorrenza dello Stretto, sempre di 10-13 ore di percorrenza staremmo parlando, con una velocità media di (al massimo) 93km/h: comunque offensivamente bassa. E questa deduzione si erge già da sola – quindi a prescindere da tutte le ben note perplessità circa la sismicità della zona, il devastante impatto sul territorio, etc.- come un’indiscutibile stroncatura al Ponte: e razionalmente ben posta.

Ma andiamo oltre, giusto per non apparentarmi alla schiera dei “professionisti del no”. Dunque con il Ponte il tempo di attraversamento potrebbe essere ridotto drasticamente, presumibilmente ad una manciata di minuti. E la ragione per la quale questo accadrebbe è elementare: verrebbero infatti eliminati tutti i tempi morti di scompozione e ricomposizione del treno, l’imbarco e lo sbarco del medesimo; infine, su un Ponte la velocità di crociera verrebbe ad essere maggiore che quella del traghetto in acqua. Ma facendo mente locale, ad oggi il grosso del tempo della traversata se ne va proprio nell’operazione di scomposizione/ricomposizione del treno: un avanti/indietro assordante di vagoni che non finisce mai, a mia memoria un’esperienza che oltretutto tramortirebbe l’entusiasmo del più ottimista dei viaggiatori.

Ora, facciamo conto che un vagone sia lungo 20 metri e facciamo conto che un treno “grosso” possa consistere di 20 vagoni. Complessivamente fanno una lunghezza totale di 400 metri. Come eliminare le famigerate operazioni di scomposizione/ricomposizione? Elementare Watson: mettendo in acqua un traghetto lungo almeno 400 metri (facciamo 450 metri?), dentro cui anche il suddetto treno entrerebbe in totale comodità. La spinta di Archimede (gratis e infinita) fa il resto.

Faccio notare che la più grande nave da crociera del mondo è lunga circa 350 metri: ma qui non stiamo parlando di una nave da crociera (la cui complessità costruttiva è intuitivamente mostruosa), bensì di un semplice battello la cui unica funzione sarebbe quella caricarsi un treno e di fargli fare 3 km. Inoltre, da qualche piccola ricerca fatta su Internet, mi risulta che la nave più lunga del mondo sia la Knock Nevis, una petroliera norvegese lunga 458 metri (o forse 485), costruita intorno al 1980 –cioè 30 anni fa-.

Il che significa, tenuto conto che una petroliera è per giunta un tipo di nave costruttivamente più difficile di un semplice battello, che il nostro ipotetico traghetto da 450 metri sarebbe un manufatto sicuramente realizzabile. Del Ponte non sappiamo, invece.

I vantaggi sarebbero numerossisimi, ecco quelli subito evidenti: • riduzione del tempo di percorrenza dello Stretto a mezz’ora scarsa (navigazione più imbarco/sbarco del treno); • nessun problema col rischio sismico; • nessuna necessità di devastare la terraferma per impiantare i piloni del Ponte (la violenza e la distruttività che caratterizzano quest’idea già da sole fanno rabbrividire); • una commessa interessantissima per il fortunato cantiere navale –quello di Palermo?- cui la progettazione e costruzione del traghetto verrebbero affidate (per gli amanti del Guinness: ci sarebbe persino la possibilità di costruire il battello più lungo del mondo!) • Un traghetto così lungo dovrebbe anche ad essere adeguatamente “largo”, quindi complessivamente dotato di “grande capacità” e cioè di possibilità di caricare non solo un treno intero ma anche molta altra roba, inclusi containers, etc. • Un natante così grosso potrebbe fornire una occasione enorme per sperimentare sistemi di propulsione alternativi (largo alla fantasia degli ingegneri del terzo millennio) • un traghetto è pur sempre un traghetto e, in quanto tale, non è necessariamente legato allo Stretto di Messina, quindi: riutilizzabilità e trasportabilità del manufatto.

In conclusione, abbiamo fin troppe buone ragioni per non imbarcarci in quest’opera assurdamente colossale chiamata “Il Ponte sullo Stretto”, inclusa un’ipotetica alternativa tecnicamente appetibile per ridurre drasticamente i tempi di percorrenza dello Stretto.

La “verità vera” è tuttavia che, fintantochè non saranno accorciati i tempi di percorrenza sulla terraferma (Roma-Reggio C. e Messina-Palermo), il problema dello Stretto rimane allo stato un problema del tutto secondario che possiamo benissimo concederci il lusso di non indirizzare e per il quale la realizzazione di un Ponte sembra essere una scelta completamente sproporzionata e, in definitiva, irrazionale.

Davide Cosentino

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25 commenti a "Un no razionale al Ponte di Messina e una ipotesi alternativa"

  • ingegnere trasporti scrive: dicembre 26, 2009 10:50 am

    ma perché, chi prende il treno a Palermo deve per forza scendere a Roma? E Napoli, e la Calabria? Soprattutto per raggiungere questi posti sarebbe utile il ponte.

  • Matteo scrive: dicembre 26, 2009 10:50 am

    Ciao Davide,

    complimenti per l’articolo che e’ ben scritto e documentato. L’ipotesi di un traghetto sufficientemente lungo da ridurre i tempi per le operazioni di imbarco dei treni e’ molto interessante e non e’ mai stata avanzata nel dibattito sul ponte. Sicuramente meriterebbe qualche approfondimento almeno dal lato tecnico per capire se una imbarcazione di queste dimensioni possa agevolmente entrare nei porti di imbarco e sbarco. Se questo fosse possibile potrebbe mettere d’accordo parecchie persone. D’altronde fai bene ad osservare che i tempi di percorrenza totali dipendono molto dai tratti continentali. Spero che qualcuno colga questa proposta e la porti nel dibattito. Ciao

  • Francesco scrive: dicembre 26, 2009 10:52 am

    Ma non è solo una questione di ferrovia o di Palermo – Roma. Il ponte di Messina riguarda anche il trasporto automobilistico.

  • Davide Cosentino scrive: dicembre 26, 2009 11:05 am

    x ingegnere: ho parlato di Roma perchè trattasi del maggior polo lavorativo salendo per lo stivale.

    x Matteo: grazie delle osservazioni. Si potrebbe eventualmente pensare di allargare i porti: sempre meno traumatico che impiantare piloni.

    x Francesco: come indicato nell’articolo, per le auto la traversata è sbrigativa. Nota bene: nel caso di Ponte le auto dovrebbero pagare il casello e possiamo stare 100% sicuri che si formerebbero file enormi come accade a tutte le barriere di ingresso/uscita delle grandi città. Il sistema telepass non può infatti essere imposto obbligatoriamente!

  • Enzo scrive: dicembre 26, 2009 12:06 pm

    sicuramente il rapporto costi-benefici sarà di gran lunga a favore dei costi, costi che nel tempo lieviteranno.
    Quindi anche e soprattutto favore di chi su questi costi ci guadagnerà moltissimo, col rischio anche della infiltrazione dei mafiosi se non sono già dentro.

  • Andrea scrive: dicembre 26, 2009 12:14 pm

    Parlo da ignorante in materia, quindi prendere il tutto con beneficio di inventario.
    Credo che la difficoltà correlata a un traghetto così lungo sia dovuta alle correnti che sono presenti nello stretto, e che costringono i traghetti a tenere una sorta di rotta a parabola da Messina a Villa San Giovanni, rotta che è agevole per piccoli battelli, molto più complicata per una nave di tali dimensioni.
    @ingegnere trasporti: mi auguro che il tuo sia solo un nick e non abbia relazioni col tuo lavoro, perchè ignorare la situazione autostradale siciliana, l’ignobile Salerno-Reggio Calabria e la mancanza di un raccordo autostradale fra questa e la A14, ti dovrebbe indurre a riflettere su quanto sia adatto quel mestiere per te….

  • Armando scrive: dicembre 26, 2009 12:14 pm

    Ciao Davide
    complimenti per l’articolo,ma in pratica prova a mettere dei traghetti lunghi 450 metri che attraversano lo stretto in continuazione, tanto vale interrare lo stretto e chiuderlo, operazione più semplice del ponte o del mega traghetto.

  • gio scrive: dicembre 26, 2009 12:29 pm

    immaginiamo due traghetti da 500 metri nello stretto.. uhm la vedo brutta..anzi forse catastrofica!

  • Davide Cosentino scrive: dicembre 26, 2009 12:36 pm

    x Armando:
    grazie dell’osservazione: forse ne basterebbero 2 o 3 che fanno avanti/indietro con opportuno sincronismo, garantendo una traversata ogni venti minuti circa.
    Una domanda aperta è anche questa: quanta capacità di trasporto serve realmente?

    x Andrea:
    sul discorso correnti: interessante punto, questo potrebbe rappresentare una piccola sfida x gli ingegneri navali del terzo millennio.
    Circa l’interramento: immagino sia una provocazione ma non la vedo fattibile sia perchè non so dove potresti prendere la terra necessaria allo scopo sia perchè bloccare quelle correnti non la vedo come un’idea esente da conseguenze strane.

  • Emanuele C. scrive: dicembre 26, 2009 12:43 pm

    @davide,
    egregio signore, letto il suo articolo mi viene da sorridere pensando che il palermo-caltagirone (cfr 200km ca) impiega in media 8 dico OTTO ore, e nei festivi arriva a quasi 20 VENTI (19:51 come recita il sito di trenitalia -provate a consultarlo oggi). Il ponte mi sa di classico “acqua dentro e rubinetto fuori” tamponerebbe dei problemi, ma non risolverebbe l’annoso problema della non mobilita’ interna di una regione, la sicilia, che necessita di queste attenzioni per decollare e offrire posti e lavoro a tutti. infatti pensi allo sviluppo turistico che potrebbe avere la nostra terra se ci fossero dei collegamenti interni piu’ snelli e veloci, pensi a come sarebbe invogliato il turista a visitare la nostra terra potendosi muovere piu’ agilmente e non dedicare meta’ del suo tempo sopra un treno per percorrere pochi miseri chilometri. quindi sostengo no al ponte e suoi derivati ma via a piccoli interventi che possano migliorare la mobilita’ interna. -IMHO-

  • Annibale scrive: dicembre 26, 2009 12:44 pm

    Mentre voi discutete sul ponte, io continuerò a prendere l’aereo che con 40/50 euro, andata e ritorno, mi porta a Roma in un’ora e viceversa. Quanto tempo e denaro sprecato.

  • Francesco scrive: dicembre 26, 2009 12:45 pm

    Annibale, però è evidente che non tutto può essere trasportato con l’aereo.

  • cristiano scrive: dicembre 26, 2009 12:57 pm

    Ciao Davide,
    la tua idea è sicuramente alternativa, ma nella tua tesi non viene considerato il fatto che il numero di treni e passeggeri che attraversano lo stretto va diminuendo di anno in anno.
    La Sicilia è una zona ovviamente periferica rispetto al resto di Italia. Questa perifericità ( se si può dire così) potrebbe essere diminuita se si facesse ricorso ad investimenti maggiori sul trasporto aereo (nuovi aeroporti e nuove tratte).
    Si sa, infatti, che l’uso dei voli fa percepire più vicini quei posti che vicini non sono (1000 km Palermo – Roma si percorrono in un’ora e mezza).

    Io resto sfavorevole al Ponte…

  • Duilio scrive: dicembre 26, 2009 1:01 pm

    Esagerato un traghetto così lungo… i tempi di manovra sarebbero immensi per una nave del genere, irrealistica proposta… e poi per fargli fare 3-4 km? No, facciamo “stu ponte” e godiamoci i suoi benefici di breve (lavoro di costruzione) a medio e lungo termine (“turismo del ponte”, servizi (turistici)legati al ponte, prestigio per il paese… con conseguenze economiche favorevoli)..
    Ricordando che i soldi/finanziamenti pubblici per la costruzione del ponte sono SOLO per il ponte e non verrebbere impiegati altrove. Contemporaneamente si migliorano le autostrade dal centro al sud…più forma prenderà il ponte più attorno di esso si migliorerà l’infrastruttura. E così anche il progetto (ferroviario) Berlino-Palermo finalmente si completerà. Ricordiamoci pure che le ferrovie sono IL mezzo ambientalista per eccellenza ed avere tale tratta compiuta farebbe bene a tutti noi, dandoci la possibilità di viaggiare veloce e senza inquinare eccessivamente.

  • Terranostra scrive: dicembre 26, 2009 2:35 pm

    Caro Duilio, mi spiace vedere che le persone favorevoli al ponte non siano una leggenda metropolitana…
    Il ponte verrà costruito obbligatoriamente perchè la penale che si pagherebbe ammonterebbe ad una cifra ancora più alta di quella del ponte stesso. L’unico motivo per cui il mostro verrà costruito è questo (conosci il detto meglio perdere che straperdere?). Ahimè non ci sarà tutto lo sviluppo economico che favoleggi tu…immaginati un operaio del ponte che farà affidamento sul proprio stipendio (a tempo determinato e molto presto cassaintegrato)… a proposito l’Italia da dove prenderà tutti questi soldini (materiali di costruzione, ingegneri, operai, ditte appaltatrici – più o meno “pulite” – etc…).
    Prima di fare il ponte bisognerebbe pensare a strade e ferrovie che fanno concorrenza al terzo mondo – viaggiare per credere -, soltanto in questo caso – FORSE- il ponte avrebbe un senso.
    Infine mi sembra anche che la sovranità popolare non abbia un briciolo di peso dato che sia siciliani che calabresi rifiutano il ponte ma questo si farà e di conseguenza continueremo ad essere SERVI IN CASA NOSTRA.
    Ovviamente niente di personale ma ti invito a rifletterci su

  • Davide Cosentino scrive: dicembre 26, 2009 3:03 pm

    x Cristiano:
    sono d’accordo con te.
    Si dovrebbe procedere in 3 direzioni:

    a) ampliare e rendere + efficienti gli aeroporti di PA e CT
    b) attivare una volta x tutte Comiso
    c) aprire nuovi piccoli scali sulla base dell’esempio eccellente di TP (es.: fare uno scalo al centro, uno sulla costa nord (es.: Termini Imerese) e uno al sud-est (es.: Siracusa).

  • Davide Cosentino scrive: dicembre 26, 2009 3:10 pm

    x Duilio:
    noto che parecchie persone si sono completamente convinte delle opportunità turistiche legate al ponte…come se il ponte non fosse anzitutto un mezzo di comunicazione!

    Ma allora ti propongo: e se dicessimo in giro che lo Stretto viene percorso dal battello più grande del mondo?
    Pensi che questo non sarebbe un’attrattiva?

    Inoltre ripeto: x fare un “supertraghetto” ci vuole un cantiere che lo progetti/costruisca/manutenga (=lavoro x tante persone); inoltre richiederebbe investimenti sulla flotta per l’esercizio; e probabilmente sarebbe necessario allargare i porti di imbarco sbarco.

    Infine: nota che un manufatto del genere darebbe lavoro ad un cantiere navale (es.: quello di Palermo) mentre per il ponte il grosso dei soldi lo prendono imprese di fuori.

    Ti sembra un ragionamento anti-siciliano?

  • Davide Cosentino scrive: dicembre 26, 2009 3:35 pm

    x gio e x duilio:

    lo Stretto è lungo 3km, quindi lo spazio per 2-3 traghetti lunghi 450m c’è in abbondanza.

    Tempi di manovra immensi???
    il traghetto è da pensare come un’imbarcazione simmetrica, cioè può attraccare sia da prua che da poppa. Non gli serve “fare manovra”. Quindi non colgo questa obiezione.

  • Annibale scrive: dicembre 27, 2009 12:57 pm

    Ma se proprio devo prendere il treno, cosa volete che me ne freghi se perdo 1 ora e mezza/2 sullo stretto, quando da Mazara a Messina ce ne metto 7 e potrei, con una buona rotaia, faro lo stesso percorso in 3/3,5 ore

  • Davide Cosentino scrive: dicembre 27, 2009 3:35 pm

    x Annibale:
    hai totalmente ragione. Anche se per attraversare lo Stretto ci volessero 10 secondi, allo stato attuale non ci si avrebbe nessun reale guadagno.
    Ecco perchè al momento questo Ponte appare come una cattedrale nel deserto.

  • GIUSEPPE scrive: dicembre 28, 2009 6:44 pm

    Ciao Davide, bel articolo ma il problema più grande è quando le condizione del mare non ti permettono di navigare, infatti mi fratello è rimasto più di mezza giornata fermo fino a quando le condizionei del mare non sarebbero migliorate, quindi mi dispiace per te, io sono per il ponte!a presto ciao

  • Fabio Calabrese scrive: dicembre 29, 2009 5:47 pm

    Bravo Davide e bravi tutti, un dibattito molto interessante e pacato.
    Vorrei solo dire che non vedo come cruciale la questione dei 450m, l’idea mi sembra che con traghetti più lunghi (compatibilmente con i problemi tecnici sollevati) diminuirebbero i tempi: OK.
    Una questione che non è stata sollevata qui, e che è in relazione con quanto detto dall’ingegnere all’inizio, è che neanche per i pendolari Reggio-Messina il ponte risulta conveniente perché dovrebbero percorrere una cinquantina di km in tutto. Cfr. ad es. http://www.facebook.com/video/video.php?v=1240936907721
    video interessante anche se dai toni non abbastanza pacati.

  • Davide Cosentino scrive: dicembre 29, 2009 11:10 pm

    grazie Fabio,
    il tuo appunto è interessantissimo e fornisce ulteriore valore all’ipotesi alternativa.

    x Giuseppe: se il mare è impraticabile, probabilmente anche la percorrenza del ponte potrebbe essere messa in forse. Infatti una delle principali perplessità tecniche consiste nel fatto che in caso di vento forte il traffico sul ponte potrebbe essere inibito.
    Pensa per es. ai mezzi pesanti e/o con telone, sarebbe fortemente esposti.

  • Cristiano scrive: gennaio 6, 2010 11:51 am

    Sono tornato sul blog diversi giorni dopo il mio commento, alla ricerca di altri articoli sul tema “ponte di Messina”, un tema che mi interessa tantissimo anche se “emigrato” all’estero.

    Il video segnalato da Fabio Calabrese lo conoscevo (http://www.facebook.com/video/video.php?v=1240936907721), ma non ho capito cosa Fabio intendesse per “toni non abbastanza pacati”. Mi sembra piu’ che altro che sia una analisi logica alla luce dei fatti.

    Da quello che ho letto dai post e dagli altri commenti (rileggendo anche il mio), mi e’ sembrato che ci sia una vena di ignoranza in ognuno di essi: si parla di lavoro, di ferrovie, di aeroporti, di strade ecc… ma non si parla di numeri e di serie proiezioni. Capisco che questo non sia il “luogo” adatto per presentare tabelle e grafici, ma cio’ che penso e’ che comunque tutti i coinvolti (cittadini Siciliani , Calabresi e non) esprimano al riguardo solo delle opinioni strettamente personali e scaturite da ragionamenti altrettanto personali senza alcuna base logica o reale. Insomma siamo tutti ignoranti perche’ nessuno ci informa a dovere ed in maniera approfondita.

  • Davide Cosentino scrive: maggio 22, 2010 5:11 pm

    x Cristiano
    scusa se te lo dico terra terra, ma per capire che il ponte è proprio un’idea fuori luogo non ci vuole la laurea in statistica e/o economia&commercio…

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