10 gennaio 2010 - Se si ponesse un righello su una mappa d’Europa sul 37° parallelo, si noterebbe che per uno di quei casi della geografia, vi sono almeno tre ben distinte regioni nel bacino del Mediterraneo che a quelle latitudini presentano almeno un centinaio di chilometri di costa rivolta a mezzogiorno, la Costa del Sol in Andalusia, la parte della Riviera Turca attorno ad Antalya in Anatolia e quella parte della costa Siciliana che guarda al Canale di Sicilia.
Se poi si prendesse come cardini di riferimento le città di Malaga, Agrigento ed Antalya, e si facesse una veloce indagine di geografia economica dei 150 chilometri di costa attorno a queste tre città, quindi per quanto riguarda la Sicilia bene o male la Provincia di Agrigento, focalizzandosi nel settore turistico, si noterebbe una stranissima e notevolissima discrepanza: mentre ogni anno la Costa del Sol e la Riviera Turca ricevono milioni di turisti stranieri, questo non avviene per nulla nell’Agrigentino, dove i turisti sono ogni poche centinaia di migliaia, e quelli stranieri una manciata.
Per quantificare, le statistiche ufficiali parlano di 360180 arrivi nel corso del 2008, di cui 140153 stranieri. Speriamo ovviamente che i turisti che nel 2009 siano venuti ad ammirare e godere delle tante bellezze naturali, paesaggistiche e culturali dell’Agrigentino, Siciliani, Italiani o di altri paesi, siano stati di più, ma in attesa delle nuove statistiche ufficiali per l’anno appena conclusosi, considerando anche la tendenza degli anni passati, sarebbe purtroppo già un risultato se almeno si fosse riusciti a riceverne altrettanti.
Ed a Malaga? Ed ad Antalya? Un modo per stimare le dimensioni in gioco è quello di considerare il numero di passeggeri in transito dai rispettivi aeroporti. Dall’aeroporto di Antalya nel 2008 sono transitati quasi 19 milioni di passeggeri, dei quali 16 milioni e 200 mila da e per destinazioni internazionali.
Dato che ogni volta che arriva generalmente lo stesso turista riparte dallo stesso aeroporto, possiamo stimare in circa 8 milioni il numero dei turisti che sono andati a passare le proprie vacanze in zone confortevolmente raggiungibili da quell’aeroporto. Le autorità locali hanno dichiarato che nel 2008 nella zona di Antalya sono arrivati circa 9 milioni di turisti stranieri, per cui sembra di poter affermare con ragionevole certezza che quasi il 90% di questi arriva tramite voli aerei.
La cosa non deve stupire. Antalya, infatti, come Agrigento, è piuttosto periferica rispetto alle zone più densamente popolate d’Europa, e, come Agrigento, è collegata veramente male al resto del mondo. Per arrivare ad Antalya con la corriera ad esempio bisogna farsi almeno 14 ore di viaggio da Istanbul (e se uno è un turista straniero, prima deve averla raggiunta Istanbul!), per non parlare dei trasporti ferroviari, dato che la stazione più vicina ad Antalya è in una località chiamata Isparta, a 130km di distanza. In realtà, dato che la gran parte dei turisti che affollano i 72 grand hotel a 5 stelle di Antalya, come tutte le altre strutture ricettive della zona, sono Russi e Tedeschi, l’unica vera porta di accesso possibile e proponibile è la via aerea.
Discorsi molto simili si potrebbero fare per Malaga, per la quale, pur riconoscendo che negli ultimi anni siano state migliorate moltissimo le infrastrutture di trasporto non aereo, l’aeroporto è la principale porta di ingresso per buona parte dei milioni di turisti che affollano ogni anno la Costa del Sol.
Ed ad Agrigento? Quanti turisti arrivano ogni anno all’aeroporto di Agrigento?
La risposta purtroppo è zero. Nessun turista arriva all’aeroporto di Agrigento, perché Agrigento non ha un aeroporto. I 150 chilometri di costa intorno ad Agrigento, la Valle dei Templi, le bellezze di Sciacca, Licata, Eraclea Minoa e di tutte le altre località, che mi scuso per non poter citare qui tutte, vengono ogni anno visitate da poche decine di migliaia di turisti stranieri, che per arrivarvi devono attraversare le forche caudine delle infrastrutture di trasporto assolutamente inadeguate di una provincia senza un chilometro di autostrade e con collegamenti ferroviari ridotti ai minimi termini.
Se da un lato è pur vero che intorno alla provincia di Agrigento vi sono ben 3 aeroporti internazionali, ed un altro si spera si aggiungerà a breve a Comiso, dall’altro è innegabile che l’esperienza di Malaga o Antalya insegna che territori ad elevata vocazione turistica hanno bisogno di tante cose, ma soprattutto, quando sono, come anche Agrigento, periferici e difficoltosamente collegati ai propri bacini d’utenza potenziale, hanno bisogno come il pane di un aeroporto a due passi, dove possano convergere direttamente rotte internazionali da punto a punto e voli charter.
Uno degli anelli mancanti che non consente alla provincia di Agrigento di riuscire a sviluppare le proprie potenzialità nel settore turistico, probabilmente l’anello mancante determinante, la condicio sine qua non, è la mancanza di un aeroporto.
salve,
se ne parla da anni dell’aeroporto ad agrigento, come del ponte sullo stretto. Per carità, opere coraggiose, utili, ecc… Però mentre si parla di queste opere che potrebbero risollevare la nostra amata regione si ci dimenitica spesso della situazione interna dove la carenza di infrastrutture è disarmante. Purtroppo non sono problemi trascurabili, come ad esempio la mancanza di servizi essenziali come l’acqua, e anche i trasporti. Sono andato a vedere per curiosità questi due posti del mediterraneo e non è che hanno solo l’aeroporto, ma anche gli altri collegamenti sono abbastanza numerosi e in genere c’è un’urbanizzazione che agrigento a confronto scompare. Malaga è evidente e anche la località turca ha una certa organizzazione. faccio notare che gli aeroporti di questi due posti sono dei scali paragonabili a quelli di roma e milano e non all’aeroporto che si intende costruire ad ag. fecendo un ragionamendo diverso, possiamo osservare che i 2 aeroporti siciliani sono distanti supergiù gli stessi Km, circa 170km…nel caso di autostrade in cira un’ora e mezza si arriva all’aeroporto. nel caso di una ferrovia moderna credo che in un’ora si arrivi all’aeroporto. E credo di non dire assurdità considerando i tempi che dalle nostre 2 metropoli roma e milano ci vogliono per raggiungere i loro scali internazionali.
detto ciò l’aeroporto ad agrigento non è la priorità del nostro territorio. un efficiente collegamente ferrioviario e stradale renderebbe la nostra provincia una meta a portata di mano. Sia per il turismo, sia per il commercio, e per tutto la nostra società.
prima di fare il salottino, si pensi a costruire la cucina, la camera da letto, e il bagno….i salotti saranno una conseguenza.
@Salvo:
Metti che mi voglia passare un fine settimana a Sciacca.
Io finisco di lavorare il venerdì alle 5:30PM (mia moglie alle 3:45PM), ed idealmente se vado a farmi un weekend da qualche parte, vorrei partire il venerdì notte. Per Birgi è impossibile, dato che da Londra l’aereo c’è solo il Sabato mattina alle 6AM, non malissimo, ma costringe ad una levataccia.
Arriviamo a Birgi alle 10AM, per le 10:30AM idealmente dovremmo essere fuori dell’aeroporto.
Come la raggiungiamo Sciacca? Mettiamo che io sia un tipo previdente e che abbia la capacità di capire un po d’Italiano, allora magari cerco sul web, e trovo che c’è una linea chiamata Lumia che offre il Birgi-Sciacca. Il primo bus è alle 1:15PM.
Io sinceramente a mia moglie non riuscirei mai a spiegare che dobbiamo aspettare quasi 3 ore per un bus che poi ci porterà vicino alla destinazione in un altra ora e mezza, per cui cancello Sciacca tra le possibili mete, e vedo di trovarne una meglio servita.
Se non ero un tipo previdente, ed arrivavo all’aeroporto convinto di andare a Sciacca, probabilmente andavo a pagare 2-300 Euro di taxi ed a me la Sicilia non mi vedeva più.
Anche da Punta Raisi, da una prima ricerca avevo trovato che c’era soltanto 1 bus disponibile al giorno di un autolinea chiamata Gallo alle 2:55PM (dopo che mi sono lamentato su un forum della cosa, qualcuno mi ha fatto notare che in realtà dovrebbero essere 5, ma io sono un turista, mica un locale, e tra l’altro l’Italiano lo parlo, se non lo parlassi non avrei trovato nemmeno quella singola corsa). Tra l’altro, mi è parso di capire che quell’autolinea non effettua festivi, per cui se ho il ritorno Domenica sera non sarebbe possibile (e se anche tu sapessi come fare, non conta, dev’essere il turista straniero che in 5 minuti si deve poter organizzare il viaggio, non un locale).
Niente weekend a Sciacca.
BTW, rispetto ad Agrigento o a Licata Sciacca è probabilmente favorita.
Tutto quello che tu dici sulle altre infrastrutture va benissimo, ma ci vorranno decenni per averle. L’aeroporto si può fare con briciole rispetto a quello che si deve spendere per fare queste altre infrastrutture, e se vai a guardare la situazione storica di Antalya e Malaga, è proprio quello che è successo, l’aeroporto ha dato la possibilità di fare arrivare milioni di turisti, il che ha generato enormi investimenti che hanno portato alla creazione di sempre migliori strutture ricettive ed al miglioramento delle infrastrutture di trasporto locali.
Tra l’altro infine questa è una strategia che si è dimostrata vincente anche in altri ambiti, non solo in quello turistico, ad esempio in gergo militare viene chiamata del “salto della rana” o del “salto del montone”, ed è stata celebremente utilizzata dall’ammiraglio Nimitz e dal generale MacArthur per strappare il Pacifico ai Giapponesi.
Ovviamente non si può essere certi di avere lo stesso successo di Antalya, Malaga, Nimitz o MacArthur, ma in generale quando si hanno poche risorse a disposizione ed una lunghissima linea di rifornimento (di risorse militari o di turisti o di qualsiasi altra risorsa non disponibile nel teatro di azione), questo approccio strategico è uno dei pochi capaci di offrire una decente probabilità di successo su periodi medio-brevi.
Su facebook ho fondato un gruppo denominato “No all’Aeroporto ad Agrigento” che nasce, quasi per gioco, da un dibattito virtuale che ho intrattenuto con un altro lettore su un sito di notizie locali di Casteltermini commentando un articolo che dava conto della recente manifestazione pro-Aeroporto tenutasi ad Agrigento.
La mia contrarietà alla realizzazione dell’opera, non deriva da un giudizio negativo sull’opera in se, non può essere considerato dannoso per un comprensorio un Aeroporto. Negli anni scorsi, quando la vicenda aeroporto cominciò ad occupare in maniera pesante il dibattito politico provinciale, ed io stesso poco più che ventenne cominciai ad interessarmi alla politica nelle file dei DS, ero anch’io un sostenitore della sua realizzazione. Vedevo nell’aeroporto, così come nel ponte sullo stretto, una fondamentale opportunità di sviluppo per la nostra disastrata terra sempre afflitta da una cronica mancanza di infrastrutture fondamentali per attrarre investimenti e sviluppo.
La mia posizione di oggi non è comunque quella semplicistica di chi dice “prima pensiamo alle strade e poi pensiamo alle altre cose” o giù di lì, quella forse può andare bene per il ponte, l’aeroporto invece merita una valutazione un po’ più sottile. Il vero grosso problema della nostra regione e che, come altre regioni Italiane ed Europee hanno invece già fatto, manca un sistema integrato di trasporti che preveda di privilegiare in ogni area il mezzo di trasporto più opportuno, che comporti meno sprechi e meno inquinamento e che risponda meglio alle esigenze del comprensorio che deve servire. Un sistema che preveda l’intermodalità del trasporto, senza che le diverse offerte entrino in competizione tra loro.
La mia avversione all’aeroporto deriva dalla sua concezione completamente avulsa da tutto ciò, figlia di una politica delle infrastrutture e dei trasporti assolutamente improvvisata e che agisce a compartimenti stagni. L’aeroporto ad Agrigento non è l’unico che cittadini, forze politiche e sociali appoggiano, anche nel comprensorio di Gela tutti questi soggetti ne vorrebbero uno, oltre che alcuni comuni dei Nebrodi che qualche anno fa proposero qualcosa di analogo. Senza considerare che l’aeroporto di Comiso è in fase di conversione ad usi civili diventando così il quarto aeroporto siciliano in esercizio.
Qualcuno pensa che sia una cosa sensata che gli stessi partiti, le stesse forze sociali, e chi più ne ha più ne metta, appoggino a distanza di 50/60 km la realizzazione di un aeroporto? Quando le stesse forse politiche non muovono un dito per lo sviluppo delle infrastrutture esistenti e si accorgono che le casse regionali sono in rosso solo quando devono elargire i contributi per garantire il trasporto ferroviario e stradale alle migliaia di pendolari che quotidianamente vivono situazioni da terzo mondo e sono costretti a riunirsi in comitati per reclamare ciò che gli spetta di diritto.
Io non ho fatto alcuno studio approfondito di flussi, mercato, ecc, come ha fatto qualcun altro come il mio interlocutore di cui parlavo all’inizio, forse perché deve spiegare tesi inconsistenti, ho soltanto osservato tutto ciò come ho osservato il dibattito sviluppatosi attorno all’aeroporto, per altro politicamente ahimè a senso unico, per cui sento di poter dire che la nostra regione NON HA ALCUN BISOGNO DI ALTRI AEROPORTI.
In Italia, in zone molto più ricche della nostra, esistono tante località turistiche (San Giovanni Rotondo su tutti), comprensori industriali e commerciali, che distano dagli aeroporti più vicini all’incirca quanto dista Agrigento da Catania e Palermo. L’unica differenza è che nel resto del mondo civilizzato il tempo necessario a coprire quelle distanze è almeno dimezzato rispetto alla media siciliana.
Non bisogna inoltre dimenticare che la nostra regione, pur essendo tra le più povere, se non la più povera regione Italiana, dispone del più alto numero di aeroporti dei quali solo quello di Catania, forse per la vivacità industriale di quell’area, sta conoscendo un periodo di forte sviluppo. Un altro scalo in aggiunta a quelli esistenti non farebbe altro che trasformarsi in una sorta di aeroporto di serie B che finirebbe solo con il vivere perennemente in rosso, diventando un pozzo senza fondo per le casse pubbliche, e sottrarre traffico a altri aeroporti che possono avere ulteriori margini di sviluppo. Sono molte le esperienze negative di piccoli aeroporti aperti con i migliori auspici nel cuore di comprensori turistici forse molto più fiorenti di Agrigento, un esempio su tutti l’aeroporto di Forlì, da lì è facile raggiungere mille tra i posti più importanti della nostra penisola in particolare tutti i luoghi del litorale adriatico pullulanti di turismo come Rimini, Riccione, ecc. dove si contano presenze turistiche per alcuni milioni all’anno. Bene, quest’anno la società Seaf, che gestisce lo scalo ha perso 6.000.000 di Euro. Ma anche un grosso aeroporto come Malpensa, costruito in una regione dove chiunque potrebbe pensare che si troverebbero passeggeri e merci per riempire qualsiasi aereo, è al centro di un acceso dibattito per la gestione della sua crisi dovuta ad un’allocazione sbagliata, figlia di interessi politici locali, a collegamenti inesistenti con l’hinterland e a una non armonizzata collocazione nell’ambito di una rete europea dei trasporti.
Basterebbe questo a dimostrare l’infondatezza di teorie che vorrebbero gli aeroporti come i volani di sviluppo di intere province e non l’esatto contrario. La realizzazione di un Aeroporto dovrebbe poggiare su basi ben più solide delle solite tesi sull’area di libero scambio del mediterraneo, o sulla Sicilia come porta per i paesi in via di sviluppo in Europa, argomenti ormai triti e ritriti che vengono tirati fuori ogni volta che si vuol propinare al popolo siciliano qualcosa di palesemente inutile e a cui non crede neanche chi li enuncia. E’ un dato di fatto ormai che i paesi del nord Africa hanno già accordi che prevedono Roma come hub di smistamento, la Sicilia inoltre, e non Agrigento, ma la Sicilia intera è stata tagliata fuori dal sistema degli interporti. Il riferimento è Gioia Tauro.
Credo che debba essere chiaro al popolo siciliano che sarà molto più credibile quel politico che, di destra o di sinistra, proponga uno sviluppo armonico delle infrastrutture siciliane, senza proposte vuote che fanno solo quello che io chiamo “marketing politico”. Già mentre noi parliamo si stanno investendo 170 milioni di euro sulla velocizzazione della linea ferroviaria Palermo – Agrigento, e molti di più sul raddoppio dell’asse viario Agrigento – Caltanissetta, opere che miglioreranno i collegamenti tra la nostra provincia ed i tanto agognati aeroporti e daranno una boccata di ossigeno a chi avrà necessità di spostarsi all’interno della Sicilia.
Il mio no all’aeroporto è una sfida lanciata a chi vuole veramente un progetto di sviluppo, perché il vero drammatico problema è che la percorrenza stradale o ferroviaria da Ragusa a Trapani sfiora le 12 ore, che sulle nostre strade si continua a morire quotidianamente, che molte zone ricche (relativamente) della sicilia non sono raggiunte da autostrade a dispongono di collegamenti ferroviari fermi alla fine dell’ottocento, che le nostre strade sono piene di TIR e camion e nessuno inspiegabilmente fa viaggiare le proprie merci su ferro.
Di fronte a questi problemi, che spesso potrebbero trovare soluzioni molto più alla portata e attuabili spesso servendosi dell’esistente, mi pare veramente un’assurdità che ognuno insegua un Aeroporto di fronte casa propria.
Quello che ho detto sarà sicuramente attaccabilissimo dati alla mano da chiunque, ma credo che chi leggerà queste righe con il buon senso si renderà conto che quello che sta accadendo attorno a questo benedetto aeroporto infonde solo tantissima tristezza perché mostra un popolo siciliano che, affamato come un cane abbandonato, è pronto ad attaccarsi con tutte le proprie forze a qualsiasi osso gli venga lanciato contro.
Vi ringrazio per lo spazio concessomi.
Michele Cunetto
Quoto Alessandro Riolo de toto. Anche nella risposta che ha dato. Smettiamola col dire che prima dell’Aeroporto manca questo e quello!
Non esiste una logica prioritaria, intanto si fa l’aeroporto che è stato dimostrato essere una struttura trainante in ogni economia..
Purtroppo precise volontà politiche e scarso interventismo dei nostri onorevoli, hanno lasciato Agrigento senza aeroporto. Solo con una notevole dose di cinismo si può affermare che ad Agrigento non serve questa truttura.
MA anche nella nostra stessa regione troviamo resistenze che cercano di mettere in ridicolo le nostre aspirazioni:
Guardate cosa scrive l’osservatorio siciliano:
http://www.osservatorio-sicilia.it/2009/11/05/aeroporti-in-sicilia-si-abbandona-comiso-e-si-pensa-ad-agrigento/
Dopo il mio commento è seguito tra me e il “giornalista” uno scambio di email;
dal tuo scenario evidenzi comunque una mancanza di infrastrutture e mezzi che collegano i vari punti della nostra terra e quindi a mio parere il problema rimane.
prendendo come esempio sciacca credo che un aeroporto nella zona di licata non cambierebbe molto la situazione.
Infatti come dici te un turista arrivato in sicilia non sa dove andare,perkè ovviamente c’è il nulla. ricordo che la prima volta che andai a palermo, da ragazzo, sono rimasto sconvolto dallo stato confusionale di quella città, e li un aeroporto c’è. Non so quante volte un londinese tornerebbe a palermo a fare le vacanze. é Palermo se fosse curata nel suo centro storico a mio parere sarebbe una delle città d’arte più importanti d’italia come roma, firenze, venezia…ma non lo è nonostante un aeroporto che ha un traffico in termini di numeri di tutto rispetto. Credo che siano di più i siciliani che utilizzano l’aeroporto per andare a lavorare a nord e non il turismo.
per questo aeroporto ho visto manifestare, più che la popolazione, ì politici, sindalisti o presunti tali, amministratori del nostro territorio e il cio purtroppo mi fa pensare che più per necessità l’aeroporto sia un fatto di interessi per la nikkia di persone che ha il potere nella nostra terra. Magari questo mio pensiero può sembrare demagogico, ma per me è obiettivo.
L’Aeroporto ad Ag sarà un piccolo passo per la nostra terra, che farà cambiare poco la nostra situazione.
più che un esempio, io ti racconto una realtà. Sono di raffadali. Stamane mi sveglio. ho volgia di farmi un bel bagno. apro il rubinetto non esce acqua. prendo il bidoncino metto un pò d’acqua in pentola, la riscaldo, e mi sciacquo la faccia. Il colmo? fuori sta diluviando… Mi porteranno l’acqua con un boeing?
se vuoi puoi venire a constatare di persona la situazione di stamane…10 gg senza acqua a gennaio…
ciao
buona domenica
Salvatore
nel mentre stavo scrivendo il mio secondo commento ho notato che si sono aggiunti altri commenti.
Concordo con il parere di michele. Sia chiaro che il mio parere non è dettato da un colore politico, ma è una contestazione da cittadino comune.
Io non volevo fare un discorso semplicistico come dire fare le strade o altro, ma ho preso come esempio questi grandi problemi per marcare la nostra situazione. Non è vero che non è un discorso di priorità…Si parla di servizi che sono il pane quotidiano di una società civilizzata!
Alessandro scrive che per fare ferrovie, strade e altro ci vogliono anni. Ma si è mai inziato a parte qualke piccolezza?
io lavoro a palermo. Percorrendo la statale mi faccio il segno della croce. Strada sporca, le cunette piene di sterpaglie, paracarri con segnalitica rotta, segnalitica orizzontale scadente, orrore all’uscita di aragona. quel bivio fa rabbrividire perkè non si riesce a capire come sia stato possibile concepire un mostro del genere…solo una mente diabolica.
ora ci stanno lavorando, ma l’aborto rimarrà…
più avanti prima di arrivare a campofranco c’è una curva prima di entrare in galleria che è stata allargata…i lavori sono inziati 2 anni fa…ora non c’è più nessuno. il muretto di sostegno del terenno sembra completo, manca il manto strada. non si fa…il perkè non si sa!e ci sono tante altre situazioni. qualcuno direbbe mancanza di soldi. Come fanno a mancare i soldi non si capisce. le teorie che i soldi mancano ci sto 2 secondi a smontarle.
Cmq prima mi addentro in argomentazione più ampie,la mia opinione è che un aeroporto ad agrigento non la vedo come la salvezza della nostra provincia…
@Salvo:
Durante le ferie di Natale sono passato per tratti della Palermo-Sciacca (SS 624) e della Palermo-Agrigento (intesa come la Corleonese Agrigentina, la SS 118, più il tratto della SS 121 da Villabate a Bolognetta), ed ancora oggi nel XXI secolo sono poco più di trazzere asfaltate, le strade provinciali sulle Madonie e nel Belice poi erano perlopiù ridicole ed impresentabili.
Vero che da Punta Raisi o da Birgi per Sciacca si potrebbe prendere la A29, ma come credo di aver sottolineato nel commento precedente, non si può chiedere al turista straniero di perdere mezze giornate in trasferimenti quando magari tutto quello che vuole fare è passare un fine settimana al sole.
Un aeroporto non è certamente l’unica cosa che manca alla provincia di Agrigento, ma è probabilmente la più determinante.
Poi, certo, l’aeroporto bisogna farlo bene, un aeroporto con una pista da 1500m, come si sente e si legge stiano proponendo e progettando ora, serve solo ad una ristretta elite e non ha possibilità di incidere veramente nello sviluppo turistico dell’area, ma questo è un altro discorso (già affrontato altrove, a.e. http://ale.riolo.co.uk/2010/01/che-aeroporto-licata.html, e che probabilmente potrei affrontare nuovamente qui su Blog sicilia in futuro per migliorare la copertura dell’argomento).
@Francesco:
Il problema che fai notare è purtroppo reale, ed è una tragedia per il popolo Siciliano.
Non si fa sistema tutti insieme, non si pensa che in generale è meglio che i nostri vicini abbiano successo, perché questo a sua volta aumenta le nostre possibilità di successo, ma le varie comunità Siciliane si comportano come un branco di cani, quando qualcuno dall’alto butta un osso, i cani più grossi si avventano a straziarlo, e si premurano di tenere a bada ed a distanza i cani più deboli, ai quali non resta che mettere na facci piatusa ed attendere che i cani più forti si sazino, sperando che abbiano lasciato qualche rimasuglio.
Homo homini lupus, lo scriveva già Plautus e lo rimarcava Hobbes, e le comunità Siciliane spesso fanno a gare per riaffermare la validità dell’osservazione.
@Michele:
Da Trapani a Ragusa vi sono in linea d’aria meno di 300km. Al giorno d’oggi in Italia viaggiano treni che raggiungono e superano tranquillamente i 300km/h, come ad esempio i famosi ETR 500 “Frecciarossa”.
Per vari comprensibili motivi accetto che potrebbe non avere mai senso avere un servizio diretto ad alta velocità tra Trapani e Ragusa, ma vedo perché mai dovrebbe essere impensabile andare da Trapani a Ragusa con fermate intermedie ad esempio a Sciacca, Agrigento, Licata e Gela, ad una media di 150km/h, tempi di fermata inclusi.
2 ore da Trapani a Ragusa con fermate intermedie sono un obiettivo completamente fattibile con la tecnologia attualmente a disposizione (con i maglev si potrebbe fare anche meglio). Pensi che vedremo mai un treno del genere nel corso della nostra vita? Onestamente?
No.
A questo punto cosa possiamo fare? Possiamo dire agli Agrigentini di aspettare per sempre?
IMVHO l’aeroporto non è la soluzione, e non è nemmeno una possibile soluzione, ma è una parte necessaria delle possibili soluzioni al problema dello sviluppo turistico ed economico di quell’area.
Come già accennato nella risposta a Salvo, il problema a questo punto non è tanto quello di essere contro all’aeroporto, che per gli Agrigentini ci vuole come il pane, ma nell’impegnarsi perché questo aeroporto sia fatto bene e serva veramente da volano per lo sviluppo turistico dell’area.
quoto interamente la posizione di salvo che inaspettatamente scopro essere mio compaesano ( anche io di raffadali ) allineandomi all’idea che un aeroprorto servirebbe agli agrigentini emigrati al nord e in ogni angolo del mondo, più che ai turisti, questo per il fatto che, in effetti, un aeroporto in zona licata servirebbbe poco o nulla ad uno straniero che decie di fare un week-wnd a sciacca, se poi da licata a sciacca bisogna percorrere due ore di pericolosa e trafficata statale, senza contare il fatto che un turista, a parte sciacca che è forse più bella della stessa agrigento, non avrebbe NULLA da vedere nei paesi della provincia che fanno schifo, dove il senso civico degli abitanti forse non è mai esisito e dove il concetto minimo della legalità e della civiltà ( sia anche per cose minime come andare in moto col casco o non imboccare divieti contromano, o sversare per strada l’acqua sporca con cui le casalinghe lavano i pavimenti di casa e potrei continuare… )manca totalmente. io sono originario di raffadali e da qualche anno vivo ormai al nord. vi assicuro che a raffadali cose di questo genere sono all’ordine del giorno e i tanti turisti del nord che pur arrivano anche senza l’aeroporto, sono basiti e scandalizzati da comportamenti del genere, osservando i vigili urbani che passeggiano tranquilli per il corso infischiandosene di quello che avviene sotto i loro occhi. la verità è che la nostra è una provincia abbandonata a se stessa, a cui non interessa granchè a nessuno, nemmeno quando personalità politiche di spicco erano originarie della suddetta zona, un territorio oltragggiato dall’indifferenza degli amministratori e dei suoi stessi abitanti.
cominciamo ad essere più civili e adottiamo comportamenti legali noi in persona.. e i turisti verranno molto più volentieri, con o senza aeroporto, come avviene già nel ragusano che, nonostante sia carente come agrigento o forse di più, a livello di infrastrutture, ma dove l’ordine pubblico è tenuto molto bene, i turisti arrivano numerosissimi.
@Giancarlo:
Se anche fosse vero che l’aeroporto potrebbe almeno inizialmente “servire” perlopiù gli emigranti Agrigentini (e del Nisseno, dato il sito proposto attualmente), non credo proprio che questo sarebbe un gran male.
Per quanto riguarda Ragusa, ha minori arrivi e presenze di Agrigento (sulle presenze vedi a.e. il grafico a http://ale.riolo.co.uk/2010/01/turismo-sicilia-presenze-1998-2008.html)
@alessandro.
hai ragione. un turista vuole divertirsi non stare mezza giornata in viaggio. ma se deve prendere le trazzere mi sa che sia inevitabile.
un turista arriva alle valle dei templi. sta un giorno nel parco, fa le sue fotografie, gira per il parco soddisfatto dalla bellezza del posto.
secondo giorno ritorna per godersi queste meraviglie che nostri antenati ci hanno lasciato.
terzo giorno si vuole spostare. visitare il teatro a eraclea minoa. non ha mezzi, non si sente di affittare un auto all’estero. verifica treno…dopo ore di attesa allo sportello, quando l’impiegato si sente a comodo cerca faticosamente di dargli informazioni in quanto conosce a fatica solo il dialetto siciliano. il turista appreso dell’inesistenza del treno, decide per autobus….altra odissea…
una domanda
(le mie domande non vogliono essere irriverenti, ma solo ironia per sdrammatizzare la situazione in generale)
Perchè per la mafia, per la giustizia, per la corruzione, per l’acqua, per i rifiuti, per la sanità non si è mai mobilitato nessuno nei vari decenni?
adesso per l’aeroporto sembra che tutti si vogliano incatenare affinche si faccia?
é questo il punto. Ok facciamo, l’aeroporto…
Perkè dopo dovranno arrivare i soldi per fare altro. Sono anni che mandano finanziamenti per la regione sicilia. Forse con l’aeroporto possono mandarci più celermente i finanziamenti ?
Sono un tuo collega e ho scelto di lavorare nella nostra terra. ti lascio immaginare cosa sono costretto ad affrontare ogni giorno!
L’anello mancante della nostra terrà è la civiltà del suo popolo vittima del sistema che la gente stessa vuole mantanere.
torniamo alla situazione di AG:
collegamenti valle dei templi-centro città: un paio di circolari.
parcheggi valle dei templi: poki posti con posteggiatore abusivo.
punti di ristoro nella valle dei templi: inesistenti come nell’età della pietra… d’altronte è un sito archeologico.
collegamenti spiaggia di san leone: le 2 circolari che passano dalla valle dei templi.
potrei continuare con diverse situazioni paradossi ecc…
che dire!!!! non posso altro che sperare che questo aeroporto faccia scendere dio dal paradiso per darci una mano.
è stato un piacere
ciao
Salvo
@Salvo:
Puoi fare tutte le domande che vuoi, ci mancherebbe, anzi, per me tu e chiunque altro potete avere tutte le opinioni che volete, sono uno strenuo sostenitore della libertà di opinione e di espressione alla Statunitense
Io personalmente sui finanziamenti mandati dallo Stato centrale non ci farei tanto affidamento. Vero è che quello che è arrivato spesso è stato sprecato, e vero è che la classe dirigente Siciliana, e chi li ha eletti, ha le sue colpe storiche per questo spreco, ma ciononostante non credo che lo Stato Italiano abbia fatto la sua parte.
Quello che è più probabile sia successo è che l’inefficienza degli investimenti gestiti localmente sia stata usata come scusa per dirottare i finanziamenti necessari (e dovuti, vedi art. 38 dello Statuto) alla Sicilia altrove (in primis Padania e Tavania).
Sui deficit degli enti locali agrigentini, una decina di anni fa lavoravo per una azienda che aveva sviluppato un software per la gestione della contabilità delle aziende pubbliche in Sicilia. Era un applicativo client/server. Non so come, due miei colleghi riuscirono ad ottenere un appuntamento per fare una demo, andarono ad Agrigento, e trovarono che in quell’ufficio (che credo fosse quello che gestisce la Valle dei Templi) non soltanto non avevano una rete, ma non avevano nemmeno un computer capace di far girare l’applicazione come single user. Nello stesso periodo in altri uffici pubblici analoghi in altre province tutti gli impiegati avevano il loro computer ed avevano una o più reti, con server di dominio e servizi condivisi per tutti gli utenti.
Perché ad Agrigento erano così indietro?
La mia opinione è che la colpa non era e non è esclusivamente degli Agrigentini. Il problema è che ad essere sempre considerati gli ultimi, si innesca un circolo vizioso per cui alla fine questo essere ultimi diventa una sorta di profezia che si autoalimenta. Si rimane ultimi perché ci si aspetta di esserlo.
Tutte le cose negative che tu ed altri fate notare qui ed altrove sui vostri concittadini possono essere descrizioni veritiere, ma nulla mi può convincere che il problema degli Agrigentini sia genetico ed irrisolvibile.
La mobilitazione per l’aeroporto è come un grido di aiuto da parte della comunità, che esprime in questo modo il proprio desiderio di non essere più l’ultima ruota del carro del sistema paese, aspirazione credo commendevole e condivisibile.
Quello che rimprovero al resto della comunità Siciliana è l’incapacità di ascoltare questa richiesta di aiuto, ed anzi, in alcuni casi, di mettere proprio i bastoni tra le ruote, quando invece dovrebbero cercare di aiutare la comunità Agrigentina, ad esempio suggerendo quali scelte dovrebbero essere decise sulla per evitare che gli Agrigentini compissero gli stessi errori che sono stati commessi altrove. Nel caso dell’aeroporto, il messaggio dal resto della Sicilia non dovrebbe essere “niente aeroporto ad Agrigento, serve solo per gli emigrati e chi vuole emigrare, andatevi a prendere l’aereo a Punta Raisi-Birgi-Fontarossa-Comiso” ma dovrebbe essere “Dovete fare una pista di 2500m (o al minimo 2200m), costruire una aerostazione spartana, paragonabile al MP2 di Marsiglia costato una decina di milioni di Euro, e dovete tenere i costi di gestione bassissimi, perché per attirare i vettori low cost ci vogliono costi aeroportuali low cost”.
Le divisioni e le stupide lotte intestine tra compatrioti Siciliani sono esattamente i desiderata di chi vuole che i Siciliani tutti, e non solo gli Agrigentini, rimangano l’ultima ruota del carro.
caro Alessandro,
sono totalmente concorde con le tue opinioni.
La Sicilia ha bisogno di aeroporti, non del Ponte sullo Stretto.
Davide.
leggo certi commenti e capisco perchè la nostra terra difficilmente uscirà dal suo stato d’inerzia.
Centinaia di parole per esprimere il proprio disaccordo sulla realizzazione dell’ aeroporto di Agrigento. Argomentazioni che sanno solo di retorica e poco di senso pratico.
Il leitmotiv è sempre lo stesso; nessuno mette in dubbio che servano altre infrastrutture, ma perchè dire no all’aeroporto? Mi sembra assolutamente al di fuori di qualsiasi logica.
Si nota anche un certo campalinismo (sciacca forse più bella di Agrigento; Sciacca è attraente per un verso, Agrigento lo è per altro) che non serve certo alla causa.
Per via della mia attività sono costretto a far arrivare i clienti su Trapani o Palermo, con notevole dispendio di tempo e denaro;
L’ aeroporto di Trapani lo preferisco per molti versi; l’ultima volta sono rimasto piuttosto colpito dalla pubblicità vistosa, molto ben fatta e sicuramente centrata, realizzata con grandi cartelloni che tappezzavano letteralmente tutte le sale ed ovviamente incentrata sulle bellezze della provincia trapanese. I clienti chiedevano notizie sulle saline, Mozia o Scopello colpiti da ciò che vi era pubblicizzato.
Mi chiedevo perchè la provincia di Agrigento non dovrebbe aspirare a qualcosa del genere…
caro alessandro,
a distanza di qualche giorno sento di riscrivere un breve commento su questo articolo per cercare di fare capire ancora una volta il senso dei miei commenti e le ragioni per cui non sono d’accordo con l’esigenza immediata dell’aeroporto. Oggi purtroppo nella nostra provincia è accaduta una disgrazia, il crollo della palazzina a favara con due bambini schiacciati dalle macerie. vittime innocenti dell’incurie dei nostri posti causa dal continuo dissinterese delle autorità perkè impegnati a capire come continuare la loro gordigia di potere che in termini pratici significano crudelmente, semplicemente fare quattrini!! é per queste situazioni che bisogna indignarsi e combattere, con proveddimenti mirati, concreti. i nostri centri oramai sono vecchi, degradati, grigi, spenti, anonimi e nascondo diverse insidie di vario genere che alla fine colpiscono tra l’indiffirenza il povero individuo di turno che onestamente guadagna da vivere, la quale sua dignità a confronto di quella ridicola dei nostri amministratori è degna di ‘chapeau’. Ed è su questi problemi che bisogna inferocirsi e chiedere investimenti,risorse, proporre progetti,ecc affinchè si possà avere un territorio più sano e vivibile…
l’aeroporto pur portando sicuramente vantaggi, non sarò la chiave di ciò che la nostra terra ha bisogno, ma sarà niente altro che un’altra fonte da prosciugare per i potenti di turno nella speranza che la torre di controllo non crolli…
Che sia chiaro che il mio discorso vuole essere assolutamente obiettivo è realistico il quale non vuole appartenere a nessun ideologismo politico. Gli ideali politici da destra, da sinistra o da centro se applicati con coscenza sicuramente porterebbero tutti a punto di equilibrio che gioverebbe qualsiasi società facendo convivere liberalismo, socialismo o qualsiasi altra corrente….
gli ideali politici al giorno d’oggi sono solo un pretesto per ambire alla poltrona…
Ciao Chiara e Marianna
@salvo:
con tutta la buona volontà e la comprensione possibile, non vedo che collegamento ci possa essere tra un investimento infrastrutturale nel settore dei trasporti, come un aeroporto, e l’episodio del crollo di un’abitazione privata ad un centinaio di chilometri dal sito proposto.
il collegamento c’è. invece di combattare per un struttura non del tutto necessaria come l’aeroporto, bisogna che gli amministratori pensano a qualcosa di necessario come può cio che è accaduto a favara…
l’articolo è mancante in diverse parti:
1 antalia e malaga fanno praticamente il doppio degli abitanti di catania, cioè oltre 7 volte e mezzo tanto gli abitanti di ag e paesi limitrofi quindi i movimenti aerei sicuramente non sono tutti turisti,anzi;
2 tutte le regioni e città sopracitate hanno sviluppato e creato delle strategie per “attirare” turisti non per farli scappare, entrambe hanno molti servizi in città che le rendono “a portata di turista”, possiamo dire la stessa cosa per l’agrigentino?direi proprio di no
in ogni caso l’apt avrà una pista piuttosto piccola quindi sarà una struttura per voli charter e sicuramente non potrà accogliere certi flussi ma, eventualmente, poche decine di migliaia di persone.
perchè non viene chiesto ai turisti i problemi che affrontano? il raggiungimento della zona probabilmente non vi sarà neanche elencato.
@alessandro riolo secondo te un apt posto a 100 km (s.s.115)di distanza invece che a 120 (autostrada a29) come palermo o birgi può cambiare il tuo w-e??
evidentemente no, è semplicemente un cane che si morde la coda: mancheranno ancora di più i collegamenti.
se i turisti che arrivano agni anno in provincia rimanessero soddisfatti o ritornerebbero o consiglierebbero la meta ad altri e si creerebbe un circolo positivo; chi viene sicuramente non torna tantomeno consiglia la meta ad altri; forniamo dei servizi talmente pessimi che le bellezze naturali architettoniche archeologiche non riescono a compensare…ed è quanto dire.
ai politicanti: smettiamo di fare inutili e demagogici spot, proviamo a lavorare seriamente una volta tanto
b’giornata a tutti
@il moralizzatore:
un articolo è per forza di cose uno strumento limitato dove non si può sviscerare un argomento da tutti i possibili punti di vista (e men che mai un commento, ovviamente!).
Questo premesso, i movimenti internazionali su Antalya e Malaga sono quasi tutti turistici, anzi, su Antalia sono praticamente tutti turistici.
In entrambi i casi l’aeroporto fa parte delle loro strategie per attirare turisti, anzi, inizialmente (anni 60 per Malaga ed anni 70 per Antalya) era proprio una conditio sine qua non (per Antalya lo è ancora adesso, prova a raggiungerla senza usare l’aereo anche da Istanbul, Ankara o Smirne, senza nemmeno considerare Mosca o Berlino).
Concordo perfettamente che un “aeroporto” con una pista da 1500 metri non ha senso, l’ho scritto più volte negli ultimi mesi, è una presa in giro colossale ed un madornale spreco di risorse.
In definitiva, un vero aeroporto (con una pista dove possano atterrare gli A320/1 e i B737-800) ad Agrigento serve come il pane, perché appunto deve fare parte delle strategie di cui parli per attirare i turisti e farli rimanere il più possibile, è probabilmente una conditio sine qua non, ma non è condizione sufficiente, su questo concordo assolutamente.
premettendo che questo scambio di opinioni mi fa molto piacere e La ringrazio per la celerità della replica Le rispondo.
Poniamo che oggi 23 luglio 2010 esista un apt nella piana di licata (come è previsto dagli ultimi progetti) ma che possa permettere l’atterraggio di A320/1 e di B737-800, secondo lei servirà ad incrementare di molto i flussi turistici permettendo al turista stesso di tornare altre volte o, come in questo momento accade, il turista sdegnato dalla totale assenza di servizi, dalla sporcizia e dai mille problemi che Lei conosce, “scapperà” verso altre mete meno costose e che offrono ben più servizi?
secondo il mio modesto parere l’apt può essere un semplice palliativo, momentaneo e peraltro, che distoglie l’attenzione(ma non di molto e per molto) dai problemi cronici che ci affliggono e che fanno si che non è solo il turismo a crollare ma tutti i settori (non a caso siamo “abbonati” all’ultimo posto di tutte le classifiche sulla qualità della vita, ma non serva leggere inutili classifiche per rendersene conto).
la condizione conditio sine qua non sono solo e soltanto i servizi: rendono migliore la vita del cittadino e hanno ricadute reali e durature in tutti i campi, tra cui il turismo.
non a caso le località più gettonate offrono servizi e più raramente “bellezze”, agrigento solo e soltanto unendo il primo al secondo potrebbe compiere il salto di qualità.
l’atp può aiutare un sistema già forte ma non “crearlo dal nulla”.
scusandomi per essermi dilungato La saluto.
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