3 febbraio 2010 - Una piccola rivoluzione nel settore sanitario è stata approvata ieri sera all’unanimità – 54 presenti, un buon numero – dall’Assemblea regionale siciliana. Si tratta del disegno di legge, primo firmatario l’uddiccino Nino Dina – che istituisce le “Unità operative delle professioni sanitarie”.
In pratica, le varie funzioni del personale non medico delle aziende sanitarie, dagli infermieri ai tecnici ai tecnici radiologi- si troveranno ad operare nella medesima struttura: un tentativo di evitare le dispersioni, gli accavallamenti, la confusione, il triplicarsi di ordini che regnano sovrani nell’universo sanitario siciliano, ma non solo.
Questa riorganizzazione dovrebbe ridare efficienza ad unità che procedono parallele ed in contrapposizione: un intento sulla carta positivo che è stato raccolto da tutti i gruppi parlamentari. E davvero se dovesse funzionare sarebbe una svolta notevole.
Perché non solo di medici sono fatti gli ospedali, anzi.
I settori individuati sono cinque: Ostetricia e servizi infermieristici; Tecnici delle professioni sanitarie, e cioè laboratori, radiologie, neurofisiopatologie fino ad igiene dentale e dentisti; Professioni sanitarie riabilitative, che comprendono podologi, fisioterapisti di vari campi, riabilitatori veri e propri fino ai rieducatori; Vigilanza (veterinari e vigili sanitari); Servizio sociale professionale nelle Asp, che unificherà infermieri, tecnici sanitari, della prevenzione e della riabilitazione.
La nascita delle Unità operative darà luogo all’assunzione di 68 nuovi dirigenti da selezionare attraverso concorsi pubblici. Vedremo presto insomma una inedita figura di dirigente parallelo ai primari medici: toccherà ai direttori sanitari coordinarli.
È approdato ieri a sala d’Ercole anche il cosiddetto “Piano casa”, che prevede interventi per la riqualificazione urbanistica ed il rilancio del settore edilizio, comparto in grave crisi dove nell’ultimo anno si sono persi ben trentamila posti di lavoro.
Relatrice Marianna Caronia del “Gruppo Sicilia” di Miccichè. Subito scintille in aula su una questione così importante. E rinvio ad oggi per gli emendamenti ed a martedì per la discussione finale e la votazione. La sensazione è che l’interesse di tutti i gruppi parlamentari- dai pidiellini ai pidiini agli uddiccini – sia di snellire ed approvare. Poi magari ognun se ne prenderà merito, ma la Sicilia sarebbe la prima Regione a recepire le indicazioni del Piano casa nazionale.
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