26 febbraio 2010 - La Procura della Repubblica di Catania ha aperto una indagine per omicidio colposo per accertare le cause della morte di Francesco Andrea Capuano, il ventunenne studente morto ieri nel reparto di Rianimazione dell’ospedale “Garibaldi” a seguito del trauma riportato nell’incidente del 10 febbraio scorso in via Etnea di fronte all’Orto Botanico.
Il fascicolo è stato aperto stamattina dal sostituto procuratore Lucio Setola, che ha immediatamente disposto i primi rilievi sul luogo dell’incidente e disposto ulteriori accertamento sul corpo del ragazzo.
Formalmente il procedimento della magistratura è indirizzato contro ignoti, ma non è escluso che vengano accertate immediatamente delle responsabilità all’interno del Comune o fra gli addetti alla pulizia delle strade dalla cera in quelle giornate che seguirono il bagno di folla della festa di Sant’Agata.
Già, la cera: è quanto dovranno soprattutto accertare i periti che il sostituto procuratore nominerà per verificare quanto abbia inciso su quel tragico incidente.
Ricostruiamo: alle 13,55 di mercoledì 10, Francesco Capuano saliva su via Etnea a bordo del proprio scooter “SH HONDA 125” probabilmente per recarsi a casa: abitava in via Renato Imbriani 210, da quelle parti insomma. Non andava pianissimo. Nonostante le raccomandazioni delle autorità di non usare per quelle giornate auto e soprattutto motocicli – peraltro regolarmente ignorate dai catanesi- , procedeva a velocità discreta, in uno dei tratti più pericolosi e viscidi dopo il pienone del Borgo di quattro sere prima. Mettiamo 40 o 50.
Proprio di fronte all’Orto botanico, per motivi ancora ovviamente sconosciuti, lo scooter ha subito una brusca impennata verso sinistra, la corsia degli autobus e dei mezzi di soccorso. Disgraziatamente, scendeva una vettura regolarmente autorizzata condotta da un disabile. E c’è stato l’impatto, terribile e violento: Capuano è scivolato dalla moto ed è andato a sbattere la testa e il petto contro lo spigolo sinistro della vettura, all’altezza del faro. Uno scontro devastante, a nulla è servito il casco che il giovane indossava: la forza d’inerzia lo ha catapultato indifeso contro la macchina senza che riuscisse a proteggersi in qualche modo con le mani. Questo risulta dagli accertamenti effettuati dalla squadra infortunistica della Polizia municipale.
Da quel tragico mercoledì è cominciata l’agonia. Trasportato al Reparto Rianimazione dell’ospedale “Garibaldi”, il giovane, nato il sei ottobre del 1988, non ha mai più ripreso conoscenza. Come ci racconta il primario di Rianimazione, il dottor Sergio Pintaudi, è stato operato due volte da neurochirurghi che hanno tentato di ridurre le lesioni alla calotta cranica, ma le sue condizioni sono andate peggiorando fino alla morte cerebrale certificata ieri alle 9. Con l’autorizzazione dei genitori e secondo le procedure di legge, le macchine che lo tenevano in vita artificialmente sono state staccate, ed alle 15 Francesco Capuano è morto.
Su indicazione del sostituto procuratore, il medico legale Carlo Rossitto ha eseguito nell’obitorio del “Garibaldi” una visita esterna. Non si è resa necessaria l’autopsia.
La “causa mortis”, per usare il rigido linguaggio protocollare, è fin troppo chiara.
basta con queste pratiche medievali…le processioni avevano un senso una volta ….oggi non solo infastidiscono ma addirittura causano pericoli.
Io ero li davanti quando è successo tutto.. solo epr la cera vedere un ragazzo poco più grande di me sull’asfalto ridotto come era… solo perchè il comune non ha fatto un’adeguata pulizia..