Hossein Derakshan e Omid Reza Mir Sayafi. Due nomi che ai più non dicono nulla. Due iraniani, che un giorno decisero di aprirsi un blog e di usarlo per informare.

Il primo, addirittura, è il padre del blogging persiano. Si trova in galera. Non si sa dove. Del secondo, invece, si conosce di più: è morto in una cella.

Essi hanno “stuprato”la notizia. Sì, proprio così. Perché “voi blogger siete uno stupro del mondo dell’informazione“.

Badate bene, non è una frase che ha scritto un provocatore, uno a caccia di repliche per colmare il suo desiderio di solitudine; ma un giornalista di Repubblica. Già, proprio di quel quotidiano che oggi si erge a baluardo della libertà, annotando quasi ogni giorno ciò che va storto in Italia, prendendosela molto a cuore, soprattutto quando c’è da scrivere contro la “censura” o “le limitazioni” che questo governo apporrebbe ai giornalisti.

Un controsenso che sono certo non piacerà a moltissimi dei suoi colleghi, di cui Vassily Sortino (ecco il suo nome) si sente orgogliosamente parte, perché ha il “tesserino“, difendendolo a spada tratta da chi non lo ha, da chi fa il “truffaldino“, da chi ha la presunzione di volere fare informazione attraverso lo strumento del blog. Perché in Italia è illegale, perché questa è una mansione esclusiva di chi è iscritto all’Ordine. Tutti gli altri devono tacere, ma solo leggere.

D’accordo, da noi è così. Ci sono le leggi e bisogna rispettarle. Ma i blogger non stuprano l’informazione. La esaltano, la riempiono e la selezionano. Perché non è affatto detto che tutto ciò che il lettore vuole sapere si trova su Repubblica, il Corriere della Sera, La Stampa, ecc. Ed il moltiplicarsi dei blog (coi giornali che cominciano a copiare la loro struttura) testimonia che l’informazione propinata comincia ad essere non bastevole a soddisfare l’esigenza di chi ha sete di conoscere ciò che gli capita attorno, partecipando.

Ecco la funzione del blog. Ma per Vassily Sortino, giornalista di Repubblica, è uno stupro. “L’Ordine deve occuparsi del caso“; a lui “fa schifo” che il blogger voglia anche informare.

Bisogna chiedersi perché un giornalista, uno giovane, ce l’abbia così a morte con i blogger. Se potesse, magari, farebbe chiudere molti di questi blog che informano, che negli Stati Uniti d’America ormai sono entrati a far parte delle redazioni dei più grandi giornali.

Forse Vassily Sortino ha paura dei blogger. Forse perché stanno portando innovazione e sono individuazioni concrete della crisi contemporanea dei quotidiani legati alla tradizione.

O forse perché è solo un arrogante, uno che si sente un “cavolo e mezzo” (lo so, la parola da utilizzare era un’altra). Ed in questo caso io avrei perso solo del tempo…