1 marzo 2010 - L’Academy of Motion Picture Arts and Sciences è nata il 27 gennaio 1927 dall’idea di Louis B. Mayer in rappresentanza di tutte le categorie dell’industria cinematografica, considerato che con l’avvento del sonoro si stava sviluppando un gran ritorno economico intorno alla celluloide.
Aderirono i grandi nomi del cinema di allora, da Gloria Swanson a Erich Von Stroheim, pagando cento dollari di quota. Un anno dopo venne fatta modellare una statuetta, oggi a noi tanto nota, da usare come premio: il cavaliere crociato nudo che conficca uno spadone in una bobina di pellicola. Alta 30 centimetri e pesante 4 chili, realizzata in semplice peltro, venne poi ricoperta di rame e nichel, placcata in oro 24 carati.
Circa l’attribuzione del nome numerose le leggende, tra cui quella su Bette Davis che riconobbe nella statuetta il marito che di secondo nome faceva, appunto, Oscar e quella più accreditata su una bibliotecaria dell’Academy che aveva riscontrato una spiccata somiglianza con lo zio Oscar.
Nel 1929 vennero assegnate le prime statuette a: Ali come miglior film, Emil Jennings come miglior attore, Janet Gaynor come migliore attrice, Frank Borzage come miglior regista drammatico e Lewis Milestone per la miglior commedia.
La Depressione svuotava le sale cinematografiche, poi la ripresa: i grandi kolossal, Via col vento e Clark Gable, i film italiani di Rossellini e De Sica, Marlon Brando, Marilyn, John Wayne, Dustin Hoffman, Spielberg, Coppola, Tornatore, Benigni e tantissimi altri fino ai nostri giorni.
Inizialmente non esisteva un tetto al numero di candidature per ogni categoria, cosa che avvenne solo negli anni Cinquanta, stabilizzando a cinque il numero delle nomination e così fino all’anno scorso.
Giunti agli Oscar 2010 un cambio di regole: dieci le pellicole candidate come Miglior Film per evitare delusioni a prestigiosi esclusi (ad es. Gran Torino di Clint Eastwood), per mettere fine al costante declino di share ma anche per rendere la gara più interessante e meno d’élite; infatti, gli attuali aspiranti alla statuetta sono eterogenei: da Bastardi senza gloria di Quentin Tarantino ad Avatar di James Cameron, dal fanta-horror District 9 al cartone animato Up (seconda volta nella storia degli Oscar dopo La Bella e la Bestia).
Il record di 11 statuette vinte da un film spetta fino ad oggi a Ben Hur (1960) e a Titanic (1997).
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Non hanno avuto, invece, mai l’Oscar anche se universalmente riconosciuti di grandissimo merito artistico: Charlie Chaplin, Greta Garbo, Stanley Kubrick (nel 2001 vinse solo per gli effetti speciali), Marlene Dietrich, Alfred Hitchcock.
Dunque, questi “un po’ di numeri” sulla storia di uno dei premi, se non il premio più importante del cinema mondiale.
non c’è paragone tra Ben Hur e Titanic, come storia, fotografia, effetti, emozioni e sensazioni che provoca la visione di Ben Hur è di gran lunga superiore
ha ragione alessio, anche se cmq… per me la versione in assoluto migliore di Ben hur rimane sempre quella doppiata in palermitano-siciliano da Sasà & company.
@Alessio: sicuramente tra i due non c’è paragone ma Titanic ha fatto la storia di James Cameron…sarà una conferma quest’anno anche se le statuette sono nove?
@giorgis: non la conosco….uhm. Devo rimediare
Troppo americani però belli. Sempre coinvolgente l’attesa. Aspetto di leggere con attenzione le candidature non appena Ele le posterà ma già voto Up
Ma a Ben-Hur e Titanic non va aggiunto il signore degli anelli il ritorno del re che da solo ha vinto 11 statuette?
@PCMaster: hai ragione e la trilogia in totale ne ha conquistate 17.
Comunque, la trilogia insieme non fa “statistica” per gli oscar, perché si trattano pur sempre di 3 film separati nell’ottica dell’Academy.
@walter: è così, ma fa capire la rilevanza della trilogia negli anni. Quello che ci interessa è “Il signore degli anelli: il ritorno del re” che da solo ha vinto 11 Oscar.