Ai Rom un appartamento confiscato alla mafia ma i vicini non li vogliono

28 aprile 2010 - 

Riceviamo e pubblichiamo un Comunicato Stampa del Partito di Rifondazione Comunista di Palermo

Il Comune ha assegnato a una famiglia avente diritto un appartamento confiscato alla mafia.

L’appartamento è ubicato in un palazzo abitato da famiglie della media borghesia che hanno vibratamente protestato contro il provvedimento del Comune, temendo una perdita di valore della loro proprietà in conseguenza dell’ingresso nel condominio dei nuovi inquilini.

In passato, come si è detto, l’appartamento era in potere di soggetti in odore di mafia e per questa ragione è stato sequestrato. È  spontaneo chiedere se i condomini di quel palazzo abbiano mai protestato per quell’incomoda presenza.

La famiglia assegnataria è di etnia ROM. I condomini del palazzo respingono l’accusa di razzismo e ritengono di avere buone ragioni per opporsi all’ingresso della famiglia ROM.

Ma al di là di delle motivazioni accampate dai proprietari esiste il dato inconfutabile di un comportamento discriminatorio nei confronti di soggetti considerati non integrabili nella comunità in quanto irrimediabilmente “diversi”. Il principio di uguaglianza è scritto a lettere chiarissime nella Costituzione ed è un principio universalmente riconosciuto.

È doloroso constatare che ancora oggi gli “zingari” - già nel passato sottoposti a spietate persecuzioni come gli ebreisiano posti ai margini della civile convivenza a causa di pregiudizi e di diffidenze che dovrebbero essere tristi memorie di un tempo ormai per sempre tramontato.

Il Comune deve provvedere a offrire a tutti i nomadi condizioni civili di esistenza. I campi in cui molti di loro sono costretti a vivere sono in scandaloso abbandono, privi di servizi e senza i più elementari presidi igienici. Spesso – come è avvenuto a Roma – si preferisce nascondere la loro presenza ai cittadini con sgomberi forzati che li costringono a cercare rifugi ancora più precari.

Occorre un’azione di informazione e di promozione culturale rivolta a tutta la cittadinanza per sgombrare le menti da pregiudizi e intolleranze di carattere medioevale.

I ROM sono esseri umani e cittadini come chiunque altro e quindi se sono senza casa, se sono iscritti nelle liste comunali e hanno maturato il diritto alla assegnazione devono essere trattati come tutti gli altri assegnatari e non come cittadini di serie Zeta.

Mario Guarino (portavoce federazione della sinistra – Palermo)

5 commenti a "Ai Rom un appartamento confiscato alla mafia ma i vicini non li vogliono"

  • bennj scrive: aprile 28, 2010 9:35 pm

    non sono razzista ma sono un artigiano vittima della mafia che ha perso tutto e quando ho chiesto o una casa o un locale per ricominciare a lavorare propio di quelli confiscati alla mafia mi hanno risposto che questi beni per legge possono essere dati a associazioni parrocchie o cooperative ecc…no a privati ,questa famiglia rom allora è una societa ……..e io

  • Piero Fullone scrive: aprile 29, 2010 1:35 am

    Poi ci lamentiamo che vince la lega… Be al nord non sarebbe successo o quantomeno sarebbe successo dopo aver sistemato prima tutti i nostri concittadini senza casa.
    E poi non sono nomadi? Che girovaghino quindi non ha senso nomadi stanziali.

  • lucia scrive: aprile 29, 2010 9:41 am

    desiderei sapere se le famiglie che abitavano nei container di via messina marine sono acnora lì o se hanno finalmente un tetto decente sulla testa…

  • Annibale scrive: aprile 30, 2010 3:11 am

    Se vince la Lega è perché il popolo italiano vive in un taciuto livello d’intelletto molto basso. Sono 20 anni che la Lega prende per i fondelli gli stessi padani restando attaccata alla mammella capitolina.

  • cinzia scrive: aprile 30, 2010 9:33 am

    Che fatti di questo genere evochino il razzismo leghista è innegabile ma quello di cui parla il post è tutta roba nostra, palermitana, a più di mille chilometri dalla padania. Un minimo di autocritica non guasterebbe

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