Il siracusano Salvatore Cobuzio, manipolatore della rete

di Rolf P.

4 maggio 2010 -  Mi chiamo Salvatore Siciliano e dal momento in cui leggerete questo testamento avrò una sola certezza: quella di non chiamarmi più Salvatore Siciliano.”

Questo è l’inizio di un testamento scritto su Facebook, che ha fatto incuriosire più di 10 milioni di  persone, diventando un caso mediatico.

Vedete lettori, siamo in un’era in cui l’informazione può essere abbondantemente veicolata, trasformata, falsificata, come qualsiasi identità telematica o personaggio fittizio.

I visionari del marketing online sfruttano queste occasioni per creare campagne teaser assolutamente coinvolgenti, che vedono come protagonisti Facebook e Youtube, generando milioni di risultati su Google.

Salvatore Cobuzio o Salvatore Siciliano ha capito bene il potere di diffusione della rete. Ne ha compreso i segreti più intimi quando tempo fa diffuse il suo testamento online.

Alla fine il finto suicida Salvatore Siciliano si chiama Salvatore Cobuzio, un siracusano che vive da diversi anni a Roma, lavorando per diverse agenzie nazionali come marketing manager.

Il siracusano ha manipolato la rete attraverso una campagna virale e finto testamento compreso, per pubblicizzare l’uscita del suo primo libro “ Il testamento di Salvatore Siciliano” di Fazi Editore.

Nel libro, il siciliano racconta come sia facile muovere l’opinione pubblica, contaminare l’informazione, alterare la verità, soprattutto se possiedi determinate caratteristiche economiche e tecniche.

L’esempio porta alla luce in modo evidente come i social network facciano parte interamente della vita di ognuno di noi.

Inutile spiegare cosa siano i social network o se sia giusto o sbagliato usarli, purtroppo o per fortuna, ci sarà sempre su internet un luogo di aggregazione spontanea, che prima sarà di nicchia e poi di massa.

Come scrive sul book trailer l’autore in modo ironico “Se non sei su facebook non esisti”.

4 commenti a "Il siracusano Salvatore Cobuzio, manipolatore della rete"

  • di.traverso scrive: maggio 4, 2010 2:38 pm

    Ma non si tratta dello stesso personaggio che ha cambiato i gruppi dei terremotati abruzzesi e quelli di sostegno al “lanciatore di duomo” trasformandoli in gruppi sostenitori del premier? In questo caso apprezzo l’abilità ma molto meno il fine

  • luigi scrive: maggio 4, 2010 3:47 pm

    Se è per questo su Repubblica si vanta anche di avere “abbattuto” dei siti solo “sfruttando programmazione informatica” niente di illegale dice lui… Poi spiega che ha dirottato centinaia di migiaia di visite sui server bersagio per farli cadere. Quest’attività è un reato internazionale! Niente di illegale dice lui…

  • salvatore scrive: maggio 4, 2010 9:21 pm

    …mi sorprende sempre di più vedere come reagisce la gente di fronte a certe notizie.
    Si punta il dito troppo facilmente contro le persone sbagliate, o meglio, contro le persone che sembra più facile indicare.
    Che c’è di strano nel cambiare il nome ad un gruppo??
    Stiamo giocando o dicendo sul serio??
    Nessun gruppo è stato cambiato a FAVORE DI TARTAGLIA !!! anzi…
    Proviamo a fare un passo indietro:
    il gruppo era ormai morto e non aveva più ragione di esistere in quanto troppe persone mettevano post pubblicitari e spam in un modo facendo diventare impossibile da parte degli amministratori la ripulitura.
    Il ruolo che ha avuto quel gruppo nel momento del bisogno è stato apprezzato e da supporto per molti che hanno capito il gesto e postato le comunicazioni che di volta in volta si mettevano a sostemo del popolo abruzzese. Con il passare dei mesi però, il gruppo è diventato, purtroppo, mira dicentinaia di spammatori che hanno costretto gli amministratori ad abbandonare il gruppo e lasciarlo in balia di quest’ultimi.
    Fatta questa premessa, forse, la cosa migliore è stata proprio quella di cambiare nome, di sollevare un polverone che facilmente i media hanno riportato e trasformato in chiave politica.
    Dimostrare e denunciare un atto di violenza contro un “vecchietto”, questo era l’intento..sicuramente non a favore del premier.
    Adesso sembra facile puntare il dito per il cambio di una pagina che il 99 per cento delle persone iscritte non è più andata a vedere…
    Boh, forse ci prendiamo troppo sul serio, o forse invece di lottare per le cose più importanti, puntiamo il dito e dimostriamo indignazione per il cambio di un nome al gruppo…credo che non dovrebbe essere questo il “focus”.. io invece, mi farei altre domande:
    - ma perchè si parla sempre di facebook, di puttanate e non si approfondiscono certe tematiche che riguardano, ad esempio, i nostri politici e le loro leggi nascoste.
    - perhè non ci dicono mai per esempio che fine hanno fatto i 98 milioni di euro di multa che…ecc ecc?
    - perchè non vi fate voi, altre domande??

    basterebbe stare attenti e non farsi troppo condizionare per capire che in fondo, non c’è nessun tipo di manipolazione per il popolo più democratico del mondo: il popolo di internet…

    grazie
    S.

  • [...] Salvatore Cobuzio (esperto di marketing e autore del libro Il testamento di Salvatore Siciliano) [...]

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