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A Palazzo Minoriti i partecipanti dei “Giochi senza frontiere”

29 giugno 2010 - Nella vita non serve arrivare primi, l’importante è esserci nel momento giusto”. Con questo motto stampato sulle loro magliette sono giunti a Palazzo Minoriti un centinaio di ragazzini che partecipano alla VI edizione dei “Giochi senza Frontiere”, una manifestazione non agonistica ma di gioioso incontro religioso e culturale che gemella ogni anno nuove comunità.

Il 2010 è all’insegna dell’unione tra la parrocchia di Santa Croce di Catania, il comune trevigiano di Preganziol e la cittadina polacca di Laszki. I ragazzini che partecipano all’iniziativa in quest’ultima settimana si sono incontrati a Catania per vivere assieme quattro giorni e visitare le più interessanti attrattive del catanese con il patrocinio della Provincia regionale di Catania.

Il presidente Giuseppe Castiglione, su iniziativa del consigliere provinciale Carmelo Giuffrida, ha organizzato a Palazzo Minoriti un “Baby consiglio provinciale”, con ordine del giorno l’approvazione del Patto di fratellanza fra le tre comunità.

Presenti in aula anche il presidente ed il vicepresidente del Consiglio, rispettivamente Giovanni Leonardi e Filippo Gagliano, e Carmelo Nicoloso, che in passato è stato promotore di iniziative tra Italia e Polonia. Durante la seduta un traduttore tempestivamente spiegava ai bambini polacchi ciò che le autorità dicevano e, nei momenti di inevitabile brusio, una tromba riportava il silenzio in aula.

“La aree periferiche sono vitali e capaci di dare un contributo alla nostra città. Catania sarebbe più povera se non ci fosse la presenza del volontariato cattolico”. Così ha dichiarato Castiglione ricordando anche le sue recenti visite in Polonia, in veste di presidente della Provincia di Catania, e nel trevigiano, in qualità di presidente dell’Unione Province Italiane.

Un sogno nel cuore per un orizzonte d’amore”. Questa è la frase che ha più volte ripetuto a Palazzo Minoriti il missionario Pio Guidolin, attualmente sacerdote nel Villaggio S. Agata, alla periferia sud di Catania, dove si trova la parrocchia Santa Croce. Padre Guidolin, di chiare origini venete come rivela il suo cognome, dice di essere lieto di vivere a Catania, dove ha trovato gente accogliente e spontanea e, soprattutto, un modo di intendere la fede comunitario e condiviso.

Fonte: CS – Provincia di Catania

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