25 luglio 2010 - Altofonte, ore 14.30 di sabato 24 luglio. “Il giorno più bello della vita” di una coppia.
Calogero Scimeca, 45enne di Ciminna, è colui che deve conservare il ricordo del matrimonio nel “filmino“. Sta sostituendo un collega che ha avuto un incidente e gli ha chiesto la cortesia di prendere il suo posto.
Si decide una ripresa particolare: i due sposi armati col fucile.
Ma parte accidentalmente un colpo da una carabina calibro 22 che uccide l’operatore, centrandolo in testa.
L’arma era stata regolarmente denunciata ed era custodita nell’abitazione dei genitori dello sposo, Ignazio Licodia, indagati adesso per cooperazione in omicidio colposo.
La dinamica della tragedia, comunque, non è ancora chiara (tutti i testimoni si sono avvalsi della facoltà di non rispondere) e stanno indagando i carabinieri di Monreale e la sezione investigazioni scientifiche del Comando provinciale, coordinati dal pm Giuseppe Fici.
no guarda, non c’è più cosa sentire, questa è il massimo dei massimi..
l’inquinamento,la diossina, sono la causa,della pazzia della gente,ogni giorno si sentono tragedie,la pazzia è in agguato.
…la pazzia, si è giusto e avete ragione!, però a questo forse sarebbe giusto pensarci domani, oggi dovremmo solo piangere un padre di famiglia, di soli 45 anni, che ha perso la vita mentre lavorava e per di più, facendo una cortesia a un collega!!! domani, no fra cento anni, punire severamente il responsabile di una simile tragedia, a che non abbia più a verificarsi!!!!!
penso anche che non sia normale che una coppia di sposi si faccia fotografare per l’album delle nozze con i fucili in mano, accipicchia cominciano bene!