“Avevamo dato credito al governatore Rosario Crocetta ed agli impegni che aveva preso sui precari ma dobbiamo prendere atto che nulla è cambiato a distanza di un anno”.

A rimarcare la dose sull’allarme ‘precari’ è il segretario generale della Uil Sicilia Claudio Barone  che ci tiene a segnare la differenza fra il suo sindacato e le scelte degli altri confederali. Sono 20 mila le persone che rischiano il loro posto di lavoro, fondamentali anche per il funzionamento delle amministrazioni locali siciliane, e delle quali nessuno sembra curarsi.

“Ben un anno fa – ricorda Barone – fummo durissimi con il governo nazionale in particolare contro Graziano Delrio ed i provvedimenti che di fatto cancellavano i precari siciliani. Oggi abbiamo evitato quell’epilogo ma a distanza di un anno non si sono fatti dei passi concreti”.

In quella occasione la Sicilia ottenne una proroga e di fatto due anni di tempo per il censimento dei precari ed i piani di stabilizzazione. Sono andati via quasi 17 mesi ma non c’è traccia di avvio dell’opera di ‘sistemazione’ dei precari.

“Più tempo passa più la situazione diventa complessa. A Roma non capiscono queste proroghe e non si rendono conto del perché non procediamo con le stabilizzazioni. Tutto questo viene visto come una anomalia. ed in effetti non ci si può sempre ridurre sotto le feste di Natale per ricordarsi che bisogna fare qualcosa”.

“Non siamo morbidi – ribadisce Barone (rispondendo ad una frase di un articolo di BlogSicilia)- allora ce la siamo presa col governo nazionale ora ce la prendiamo col governo regionale e con i comuni siciliani. Sono scelte che facciamo non perché legati a simpatie politiche con questa o quella amministrazione ma in base all’andamento delle vertenze ed al comportamento della controparte”.

Insomma è indispensabile fare qualcosa o si arriverà alla fine dell’estate con un problema nuovamente divenuto una emergenza “Non pensiamo che si possano stabilizzare tutti da ora a fine anno, quando scadranno i termini – conclude Barone – ma se non avviano il processo non avremo nulla di concreto da dire a Roma quando verrà il momento. e’ necessario agire adesso senza frapporre ulteriore indugio”