Palermo ed i siciliani non lo hanno dimenticato. Ricorre oggi il 22° anniversario dell’omicidio di Pino Puglisi, il parroco di Brancaccio ucciso il 15 settembre 1993, nel giorno del suo compleanno. Fitto il programma della commemorazione alla quale partecipano anche i fratelli del Beato.

Al sacerdote il riconoscimento anche della Presidenza della Repubblica: il 24 settembre i fratelli Puglisi, Francesco e Gaetano, ritireranno al Quirinale la Medaglia d’oro al valor civile conferita a Pino Puglisi dal capo dello Stato Sergio Mattarella.

Per l’omicidio di Pino Puglisi, sono stati condannati in quanto mandanti i fratelli Graviano, boss di Brancaccio e l’esecutore materiale Salvatore Grigoli, convertito da quel sorriso che gli ha riservato padre Puglisi mentre veniva ucciso, e oggi collaboratore di giustizia.

“No, non mi sento di perdonare chi ha ucciso mio fratello”, ha detto Gaetano Puglisi, 84 anni, intervenuto alla trasmissione “Voci del mattino”, di Radio 1 Rai.
“Avrei preferito fosse ancora vivo, in mezzo a noi, piuttosto che Beato, che e’ naturalmente una cosa piacevole – ha aggiunto – Io pagavo la retta dei suoi studi in seminario, visto che la nostra era una famiglia povera: mio padre faceva il calzolaio, mia madre la sarta, era un periodo triste. Il mio matrimonio fu il primo celebrato da Don Pino e quel giorno ci mettemmo a piangere tutti. Ricordo un episodio che mi colpi’ molto – ha detto Gaetano Puglisi – lo andai a trovare in chiesa mentre lui officiava la messa. Al termine gli chiesi perché, contrariamente alla procedura normale nella quale le offerte si raccoglievano durante la messa, quella volta venne messo un vassoio davanti la porta. E lui mi disse che chi voleva metteva i soldi e chi li voleva prendere li prendeva. Questo mi disse Pino e la cosa mi impressionò molto”.

Leitmotiv della commemorazione è il monito che Padre Puglisi ripeteva incessantemente a bambini ed adulti:
“Se ognuno fa qualcosa, allora si puo’ fare molto”.

“Le nostre iniziative e quelle dei volontari – diceva il sacerdote beatificato il 25 maggio di due anni fa – devono essere un segno per fornire altri modelli, soprattuto ai giovani, e cercare di smuovere le acque. In questa prospettiva ha senso anche premere sulle autorita’ amministrative perche’ facciano il loro dovere, tentare di coinvolgere il maggior numero di persone in una protesta per i diritti civili. Noi vogliamo rimboccarci le maniche e costruire qualcosa”.

Nel programma delle manifestazioni promosso dal centro Padre Nostro, e’ stata riportata una delle frasi di 3P, alla quale gli organizzatori si sono ispirati per realizzare pieghevole e manifesto: “Pensiamo a quel ritratto di Gesu’ raffigurato nel Duomo di Monreale. Ciascuno di noi come le tessere di questo grande mosaico. Quindi tutti quanti dobbiamo capire qual e’ il nostro e aiutare gli altri a capire qual e’ il proprio, perche’ si formi l’unico volto di Cristo”.

Il volto di Puglisi, infatti, e’ composto dal mosaico di fotografie di volontari, operatori, famiglie e utenti che in questi 22 anni hanno avuto rapporti con il Centro di accoglienza Padre Nostro da lui fondato.
Incontri, mostre, dibattiti sono in corso da giovedi’.

Oggi, presso l’aula consiliare della circoscrizione incontro-dibattito su “Brancaccio 2.0”.

Tra le iniziative in programma anche un murales che nel pomeriggio sara’ inaugurato nel Palermitano, a Pioppo. La cerimonia si terra’ alle 17 all’interno di uno spazio denominato #ORARUNE, (Baglio dove si trova la chiesa di Sant’Anna) alla presenza del sindaco di Monreale Piero Capizzi, della Giunta comunale e dell’arcivescovo Michele Pennisi.

Non è stato certo semplice – e lo sanno bene volontari e associazioni – ma a Brancaccio, negli ultimi anni, qualcosa è cambiato. E il sogno di Padre Puglisi di avere servizi didattici, educativi e modelli virtuosi per tutti i bambini sta lentamente prendendo piede.

Un aumento degli studenti iscritti del 20% e oltre 50 bambini di Brancaccio in lista d’attesa.
“Fino a qualche anno fa i bambini accedevano non prima di 4-5 anni direttamente alla scuola primaria che e’ obbligatoria – spiega Palma Sicuro, preside della scuola di infanzia Orestano che si trova accanto alla parrocchia San Gaetano di padre Puglisi – adesso i genitori portano i bambini a scuola gia’ a 3 anni, e questo per il quartiere e’ un successo”.

In occasione dell’anniversario della morte di padre Puglisi, alla Orestano e’ arrivato il sottosegretario all’Istruzione, Davide Faraone, che ha inaugurato l’inizio dell’anno scolastico insieme a docenti e alunni che hanno messo in scena uno spettacolo di poesie, canti e balli.

“Questa scuola e’ un gioiello – ha detto Faraone – la Buona scuola esiste gia’ a prescindere da Renzi e dal sottoscritto, abbiamo delle risorse al ministero per cui siamo contenti di potervi dare una mano alla realizzazione del teatro”.

Tra i presenti, il sindaco Leoluca Orlando che si e’ impegnato a dare una mano a realizzare il teatro; l’assessore comunale Barbara Evola, il fratello del beato Puglisi, Francesco, la consigliera comunale Nadia Spallitta, il questore Carmelo Longo, il sacerdote della parrocchia di San Gaetano, padre Francoforte.

In tutto sono 640 gli scolari, dai 3 ai 10 anni, distribuiti nei 4 plessi della Orestano. La scuola media, sogno di padre Puglisi, e’ stata realizzata solo nel 2000. Tra le maestre che hanno conosciuto padre “3P”, come era soprannominato, Silvana Farina lo ricorda come una persona “mite e accogliente che ha aperto le porte agli ultimi – dice – e che puntualmente seguiva i bambini che non frequentavano la parrocchia. Quando abbiamo saputo del suo assassinio eravamo riuniti in collegio docenti, ricordo il silenzio, eravamo attoniti. Ora padre Puglisi non c’e’ piu’, ma le sue idee ci ispirano nella didattica quotidiana“.