“Alle scuole siciliane, tra il 2014 e il 2020, arriveranno grazie al Pon circa 600 milioni di euro (3 miliardi lo stanziamento a livello nazionale). Un investimento importante con un unico obiettivo: mettere al centro gli studenti”. Lo ha reso noto il sottosegretario all’Istruzione, Davide Faraone, oggi a Palermo per un convegno dedicato alla presentazione dei Fondi Pon Scuola per il settennio 2014/2020.

“I fondi – ha spiegato Faraone – saranno utilizzati per contrastare la dispersione scolastica, per migliorare la didattica e sviluppare le competenze digitali della comunità scolastica, per potenziare l’alternanza scuola-lavoro, per rendere più sicuri e più decorosi gli ambienti scolastici, per permettere agli istituti di restare aperti anche oltre l’orario curriculare. E sono solo alcuni esempi di quello che queste risorse consentiranno di fare alle scuole”.

“Risorse aggiuntive – ha continuato – che si sommano allo straordinario stanziamento che questo governo ha fatto con la legge 107/2015 e che continua a fare attraverso altri investimenti. Finora l’azione del Pon – meritoria – è stata un’azione circoscritta. Ma adesso, finalmente, possiamo dire basta ad azioni coriandolo, basta a interventi spot. Per la prima volta abbiamo una strategia unica che si fonda su un’idea concreta di futuro. Una strategia che stiamo mettendo in atto con tutte le risorse – economiche ed economiche – a disposizione”.

“Strumenti come il Pon hanno dimostrato di essere fondamentali – ha affermato il Sottosegretario – nel ridurre la dispersione scolastica (ridotta dal 28 al 20%) soprattutto in contesti difficili. E molto di più si potrà fare agendo a tutto tondo, aprendo le scuole al territorio in orario extrascolastico, intercettando e orientando i giovani prima che si perdano in scelte sbagliate, offrendo possibilità che la didattica tradizionale finora aveva precluso”.

“Continuiamo a lavorare – ha concluso Faraone – per garantire agli studenti una scuola al passo con i tempi, all’altezza delle loro aspettative e capace, non solo di formarli con una didattica di qualità, ma anche di prepararli alle sfide del futuro”.