22 luglio 2009 -
L’Assemblea Regionale Siciliana ha dunque dato il via alla legge per il sostegno alle imprese.
Ed è già questa un’impresa: pochi avrebbero scommesso il classico soldo bucato sul fatto che i nostri litigiosi deputati isolani siano riusciti a mettersi d’accordo su un argomento così importante.
Che siano improvvisamente rinsaviti? Che una doccia fredda collettiva li abbia riportati alla ragione? è davvero importante che la Sicilia possa finalmente accedere ai cosiddetti fondi europei 2007-2013: si tratta di intercettare 15 miliardi che altrimenti finirebbero in Irlanda, o in Bretagna o al limite nella foresta nera.
Qual è stato il colpo d’ingegno, la chiave di volta?
Dalle parti palermitane scherzano sulla settimana di pausa dell’assemblea dovuta al festino di Santa Rosalia, che avrebbe concesso la grazia.
Ma più profanamente e concretamente le trattative innescate proprio in occasione del Festino hanno partorito l’intesa: e se più banalmente si fossero detti: “e che siamo scemi a perdere tutti questi piccioli?“.
A ben vedere, scemi siamo stati già: ben due anni sono stati scialaquati all’insegna dei veti contrapposti. Ora che il tempo massimo stabilito stava per scadere, ecco il quasi miracolo, o la “grazia”.
Così nell’aula il disegno di legge è stato approvato con 50 voti favorevoli e sedici astenuti, i pidiini che pure tanta parte hanno avuto nell’elaborazione della legge. Hanno votato assieme appassionatamente gli ex separati in casa del MPA con l’intero Pdl e perfino con gli uddiccini appena cacciati dal governo.
Miracolo a Palazzo dei Normanni!
E ora però attenzione: per far piovere questo flusso di denaro occorrerà che vengano ben approntati i canali dei bandi, settore per settore. Chessò: turismo, tecnologia, ecologia, beni culturali perfino.
Ma se a Palermo ogni tanto si ride, a Roma si piagnucola. La litigiosità permanente si trasferisce alla Camera dei Deputati, dove la pur sparuta pattuglia dei deputati autonomisti ha annunziato che voterà contro il decreto anticrisi del governo. Ritrovandosi accanto a pidiini, dipietrini e uddiccini.
Misteri della politica o politica dei misteri?
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