“Siamo tutti pedoni”, più o meno. Catania aderisce alla campagna nazionale dedicata alla sensibilizzazione dei cittadini sulla figura del pedone. Ma cosa significa spostarsi e attraversare alcune zone della città a piedi?

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Abbiamo provato a muoverci, prendendo come punto di riferimento una zona frequentata da pedoni, in prossimità di scuole e università. Percorrendo a piedi via Osservatorio, antistante il Liceo Classico Spedalieri, abbiamo poi proseguito fino al Monastero dei Benedettini.

Si tratta difatti di vie percorse tutti i giorni da liceali e da moltissimi universitari, che frequentano il Dipartimento di Scienze umanistiche. Purtroppo però abbiamo incontrato notevoli difficoltà: la viabilità sui marciapiedi non era per nulla scorrevole, il più delle volte anzi vi erano sempre e solo auto che ostacolavano il passaggio e, ogni tanto, anche qualche rifiuto che ci ha costretto a deviare il percorso.

Nonostante sia proprio l’inciviltà la causa principale del parcheggio selvaggio e della sporcizia delle strade, si sa,  questa è una zona abbastanza delicata, presidiata da molti parcheggiatori abusivi, tanto che solo qualche giorno fa gli studenti dell’Università di Catania si sono ribellati e hanno lanciato la campagna #monasteroabusivo per cercare di risolvere il problema.

Tuttavia, l’iniziativa “Siamo tutti pedoni”, inizialmente prevista per il 25 novembre, è stata rimandata al 30 novembre a causa del maltempo. Dalle 7.00 alle 14.00 la chiusura di piazza e via Umberto, nel tratto tra le vie Aloi e Musumeci, e la partecipazione degli studenti delle scuole catanesi. Un modo come un altro per cercare di far capire che, quando ci si sposta in auto, occorre pensare anche agli utenti che vanno a piedi.

Catania è l’unica città siciliana ad aver aderito alla campagna nazionale e, forse, una di quelle che ha più bisogno di lavorare sul tema, ma la chiusura di una sola piazza basterà a cambiare la situazione anche nelle altre aree?