“Il pasticcio dell’ Imu agricola aggrava le difficoltà di un settore già allo stremo, specialmente in Sicilia”. Lo dichiara Michela Giuffrida, europarlamentare del PD e componente della Commissione agricoltura e sviluppo rurale del Parlamento Europeo.

“Si tratta di un provvedimento – continua l’eurodeputato – fortemente in contrasto  con le politiche comunitarie tese ad incentivare lo sviluppo di una economia che in Sicilia costituisce quasi la metà del Pil, e a far si che i giovani siano i protagonisti dell’agricoltura del futuro. Aggiungere una tassa sui terreni, spesso improduttivi o a bassa redditività, significa invece portare alla chiusura aziende che già oggi faticano a sopravvivere”. 

“L’applicazione ai fabbricati rurali ad uso strumentale dell’imu, specie  in Sicilia e in Sardegna, produrrà effetti nefasti. Se il provvedimento non verrà modificato, assisteremo ad un processo di dismissione del settore agricolo, soprattutto nelle aree svantaggiate”.

“Nel giorno in cui si mobilitano gli agricoltori – conclude Giuffrida – e le loro organizzazioni – conclude l’europarlamentare del Pd- sono al loro fianco per chiedere di abrogare l’Imu agricola, tassa iniqua e ingiusta. Le difficoltà economiche delle casse pubbliche non si risolvono gravando di tasse chi già soffre una crisi senza precedenti”.

Forza Italia chiede la cancellazione della tassa – “Esentare i terreni agricoli dal pagamento dell’Imu è condizione indispensabile per salvare il mondo dell’agricoltura – dice Vincenzo Gibiino – già particolarmente provato da una tassazione insostenibile e da un mercato che vede l’assalto di forti competitor stranieri, capaci di imporre sempre più i propri prodotti sui banchi della distribuzione italiana ed europea. Il coordinamento regionale di Forza Italia ha aderito con convinzione alla mobilitazione odierna di Agrinsieme nelle piazze siciliane, per dare un segnale forte a Palazzo Chigi, chiedendo al governo di non scegliere la via dell’eutanasia per il settore agricolo nazionale”.

“Il nostro movimento, con due emendamenti a firma D’Alì – Gibiino, presentati nei giorni scorsi al DL 4/2015, chiede che a decorrere proprio dal 2015 i terreni agricoli siano esentati dal pagamento dell’imposta municipale. Una battaglia di giustizia alla quale la politica per bene, la politica della concretezza, non può esimersi”.

Anche i deputati del Pd Luisa Albanella e Concetta Raia, e l’assessore comunale Angelo Villari al fianco degli agricoltori che hanno protestatoa Catania, davanti la prefettura.

“Il governo nazionale riveda i criteri che definiscono il pagamento dell’Imu sui terreni agricoli per  una più equa imposizione fiscale, esentando tutte le aree, non solo quelle montane individuate dall’elenco ISTAT, ma anche quelle in cui l’attività agricola rappresenta un comparto fondamentale per la tenuta sociale, economica e idrogeologica”.

Il parlamentare Ars Raia ha già presentato una interrogazione, mentre il parlamentare Albanella oltre a numerose risoluzioni ed emedamenti,  ha sottoscritto l’appello al Ministro all’Agricoltura Maurizio Martina, raccogliendo le istanze rappresentate da agricoltori e amministratori della provincia etnea.

“Dopo il primo importante passo compiuto con il decreto del 23 gennaio scorso che ha esteso l’esenzione ai comuni riconosciuti come completamente montani, resta un’altra questione che riguarda i territori classificati come totalmente e parzialmente svantaggiati – spiegano – Parliamo delle cosiddette aree svantaggiate, al cui sviluppo sono stati destinati negli anni aiuti in primis comunitari, e misure volte a sostenere l’agricoltura come elemento di salvaguardia legato alla qualità ambientale e presidio della vita delle comunità. I criteri adottati per i territori assoggettabili ad Imu non tengono conto di tutto ciò con un effetto penalizzante per queste aree”.