Le uniche attività redditizie che oggi aprono a Catania sono centri scommesse e casinò virtuali. Mentre usura e gioco d’azzardo in città sono fenomeni solo apparentemente distanti tra loro ma in realtà uniti da un unico comune denominatore: la spasmodica ricerca di denaro facile e immediato.

È l’amara realtà descritta nella giornata di studio dal titolo “Usura e gioco d’azzardo: vittime due volte”, che si è tenuta oggi presso l’Auditorium del Monastero Benedettini di Catania. L’incontro è stato organizzato dal ‘Centro per i Diritti del Cittadino’ e dalla Associazione Antiracket e Antiusura ‘Obiettivo Legalità”, in collaborazione con il Dipartimento di Scienze Umanistiche dell’Università di Catania.

I lavori sono stati moderati e coordinati da Manfredi Zammataro, segretario regionale del Centro per i Diritti del Cittadino e portavoce di ‘Obiettivo Legalità’ che ha fornito alcuni dati raccolti dai centri di ascolto dell’associazione presenti sul territorio siciliano.

Il 66 per cento dei giocatori patologici – sottolinea Zammataro – appartengono alle fasce sociali più deboli. Condizione che spinge le vittime a giocare sempre di più inseguendo una vincita che non solo non arriverà mai ma che, alla lunga, finirà per accompagnarli dentro la ragnatela di strozzini senza scrupoli”.

“Purtroppo – denuncia Zammataro – ciò conferma che in tale ricerca di facile denaro lo Stato è un complice che, in questi anni, ha svolto il ruolo di biscazziere stimolando la popolazione a ‘tentare la fortuna’ con il gioco d’azzardo”.

“Un altro dato inquietante – continua il portavoce di ‘Obiettivo Legalità’ – è che dalle segnalazioni pervenute alla nostra associazione possiamo affermare che l’usura, in questi anni, ha subito un vero e proprio cambiamento che l’ha portata a diventare ancora più pericolosa. L’usuraio infatti non è più il ‘cravattaro’ di una volta con la coppola e la lupara, l’usuraio moderno è un ‘colletto bianco’, è ben inserito nella società e intrattiene rapporti con persone di spicco, sfruttando al meglio la sua rete di contatti ed è quindi facilmente nascosto tra le persone apparentemente per bene”.

“Per tutte queste ragioni – conclude Zammataro – è necessario investire sulla ‘cultura della legalità’ che passa anche dalla battaglia giornaliera al gioco d’azzardo patologico e all’usura”.

All’incontro, sono intervenuti Maria Guia Federico, prefetto di Catania, il funzionario di Polizia Nicola Spampinato in rappresentanza del Questore di Catania, il Comandante Provinciale dei Carabinieri Colonnello Casarsa; Pasquale Pacifico, sostituto procuratore della DDA Etnea; il vicesindaco di Catania Marco Consoli.

A dare il benvenuto ai partecipanti sono stati Giacomo Pignataro, rettore dell’Università di Catania, e Giancarlo Magnano di San Lio, direttore del Dipartimento di Scienze Umanistiche.

Durante il convegno si sono confrontati relatori esperti del settore, tra cui Nello Musumeci, presidente della Commissione Regionale Antimafia, che ha sottolineato l’importanza di queste iniziative per supportare il lavoro delle istituzioni nella lotta alla mafia e al malaffare in quanto c’è ancora troppa paura a denunciare da parte dei cittadini.

Successivamente, i professori Salvatore Castorina e Giuseppina Mendorla del Dipartimento di Scienze Umanistiche e di Giorgio Serio, psicoanalista SPI e direttore del Dipartimento di Salute Mentale, Dipendenze Patologiche e Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza dell’ASP Palermo, hanno tracciato il profilo del giocatore patologico e gli interventi necessari da porre in essere per consentire alle vittime di uscire dal tunnel; la psichiatra Francesca Picone, responsabile del Sert Montelepre, ha invece trattato il tema dei percorsi psicoterapeutici nel Gap.

Come giuristi, erano presenti gli avvocati Enrico Trantino, presidente della Camera Penale ‘Serafino Famà’ di Catania, e Tommaso Rafaraci, ordinario di Diritto Processuale Penale, che hanno posto l’accento sugli aspetti della tutela penale della vittima di usura.

Il segretario nazionale del Centro per i Diritti del Cittadino, Ivano Giacomelli, e Giovanni Utano, referente in Sicilia per l’Associazione “Vinciamo il Gioco”, hanno invece evidenziato le insidie che si nascondono dietro al gioco d’azzardo legale.

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