Anche quest’anno la FON.CA.NE.SA, organizza il suggestivo concerto di beneficenza che ha lo scopo di raccogliere i fondi per finanziare la ricerca onco-ematologica e sostenere le case di accoglienza “Case Santella” per gli ammalati ed i loro familiari.

L’evento si terrà al Teatro Massimo “Vincenzo Bellini” di Catania domenica 21 Aprile 2013 alle ore 20,30 e sarà dedicato a Giuseppe Verdi. Il maestro Carmen Failla dirigerà l’orchestra Sinfonica Catanese e durante l’evento non mancheranno le celebri sinfonie “La forza del destino”, “Nabucco”, “Rigoletto”, “La Traviata” ed “Il Trovatore”. Saranno presenti interpreti di eccezione come il soprano piemontese Monica Tarone, il Tenore Shalva Mukeria ed il Baritono Simone Piazzola ed il mezzosoprano Nicole Piccolomini.

Per il 17°anno si consegnerà ad un neo-laureato in Medicina e Chirurgia il “Santella Massimino”, riservato alla migliore tesi di laurea sugli aspetti etiopatogenici clinici o terapeutici delle malattie neoplastiche del sangue.

La Fondazione Catanese per lo studio e la cura delle Malattie Neoplastiche del Sangue (Fon.Ca.Ne.Sa.), si costituisce a Catania il 21 maggio 1986, per volere dei genitori di Santella Massimino, che morì giovanissima di leucemia e che oltre alla dura esperienza della malattia ha dovuto affrontare anche il disagio delle cure lontana dalla propria città e dai propri affetti. Il suo desiderio, grazie all’impegno della mamma Rosalba e del papà Ottavio è diventato realtà: dare a Catania la possibilità di poter curare tutte le forme di leucemia.

I coniugi Massimino, oltre a creare case d’accoglienza che portano il nome della figlia, supportano l’Istituto di Ematologia dell’Università di Catania i cui risultati sono stati pubblicati su riviste internazionali.

Il concerto del 21 aprile non è dunque solo un momento ludico e di musica di valore, ma anche la possibilità di aiutare una fondazione che essendo rivolta al prossimo, accoglie nelle proprie case d’accoglienza non solo catanesi ma tutti i leucemici appartenenti a famiglie economicamente disagiate, dando loro e ai familiari assistenza sociale e socio-sanitaria, materiale informativo e supporto psicologico. In tutti questi anni è stata data ospitalità anche a stranieri provenienti dalla Germania, Albania, Spagna,Venezuela, Romania, Belgio, Pakistan ed Isole Mauritius.

Il concerto del Teatro Massimo è sono una delle tante iniziative di beneficenza organizzate dalla FON.CA.NE.SA, che ricordiamo è finanziatrice di borse di studio per l’Italia e l’Estero delle quali fruiscono giovani ematologi e che organizza congressi, meeting, tavole rotonde di carattere scientifico e sociale.

Inoltre, la Fondazione che non ha alcun scopo di lucro, per testimoniare la propria attività, già nel maggio 2011, data dei venticinque anni di vita e, nel 2006, ha omaggiato con una pubblicazione i benefattori e gli interessati al progetto, affinché potessero conoscere le attività svolte durante il quarto di secolo vissuto insieme.

Nel libro, i cui articoli sono consultabili anche nel sito www.foncanesa.it , vi sono le testimonianze, le fotografie, gli eventi, il saluto delle istituzioni e naturalmente la ricerca e la storia della Fondazione.

Il prossimo progetto a cui sta lavorando la FON.CA.NE.SA è la realizzazione all’interno del Policlinico Vittorio Emanuele di Catania della terza casa di accoglienza.

La casa non sarà solo per i pazienti ed i familiari provenienti dall’Ematologia, bensì da tutti i reparti che richiedono prolungati periodo di ricovero.

Tale progetto, presumibilmente attuabile nel 2014, vedrà la sinergia fra il sistema sociale e quello sanitario, in un’ottica di aiuto reale e non solo di assistenzialismo.

Un ulteriore vittoria di Santella, che grazie all’aiuto dei tanti benefattori, attraverso i suoi genitori e alla FON.CA.NE.SA, può portare avanti il suo progetto di vita dignitosa anche per le persone che vivono in malattia, come dal 1999 accade attraverso le già esistenti case d’accoglienza Casa Santella 1 e casa Santella 2, che hanno ospitato oltre 18.000 tra malati e prossimi parenti.

Di seguito il testamento lasciato da Santella Massimino:
Se dovessi morire con questo nodo che mi uccide la gola,
lascio agli amici le mie parole di vento,
a Dio le mie speranze di vetro,
Alla felicità dei miei diciannove anni rapiti
tutto il peso del mio silenzio.
Santella Massimino
Parigi, 6 settembre 1984

A queste parole di amare constatazioni, di fragili speranze e di amore infinito, Santella Massimino non ancora ventenne, ma conscia della fragilità della sua esistenza terrena e dell’imminenza di una inevitabile fine, affidava, il 6/9/1984, quelle che ben sapeva essere le sue ultime volontà, avendo consapevolezza che il male incurabile da cui era affetta l’avrebbe condotta ad una morte che già, “…come parola magica sentiva scorrere dentro di sé, avvolgente ed inafferrabile”. I genitori della ragazza compresero il messaggio della figlia e, il 20/05/1986, costituirono a Catania una Fondazione che aveva come scopo lo studio e la cura delle malattie neoplastiche del sangue. Si volle attribuire al gesto un carattere meramente scientifico, che prescindesse dai valori affettivi che stavano alla base dell’atto di munificenza: quello che importava non era la causa che aveva dato luogo all’iniziativa, ma le finalità che la stessa si proponeva. Dal sito della FON.CA.NE.SA www.foncanesa.it