Fra quindici giorni il Comune di Cefalù non sarà più in grado di pagare nessuno. fermerà tutte le operazioni di casa. sia in entrata che in uscita. Non per crisi finanziaria, ma perchè dal 1 gennaio non ci sarà più un solo dipendente in grado di gestire le operazioni di ragioneria.

E’ il primo devastante effetto della legge D’Alia sul sistema Sicilia, quella legge che vieta la stabilizzazione dei precari nei Comuni in dissesto o pre dissesto finanziario, applicata nella norma nazionale che da il via libera (salutato come un successo) alla proroga dei precari degli Enti locali siciliani per un solo anno (2016) e solo nei comuni non in dissesto.

Di fatto quella norma manda a casa, senza dirlo, settemila persone. e non si tratta di forestali o di altre figure stagionali. Si tratta di chi regge i servizi comunali di 108 città siciliane. Si perché ci sono comuni dove sono i precari gli unici o quasi) dipendenti.

Cefalù è il primo caso eclatante. Si era parlato di 89 licenziamenti, in realtà il sindaco ci fa sapere che sono 28. E fra questi ci sono i 5 dipendenti della ragioneria ovvero l’intero ufficio ragioneria che fra 15 giorni sarà totalmente scoperto.

“La prosecuzione del rapporto di lavoro con questi lavoratori è una esigenza irrinunciabile per l’Ente – scrive il sindaco Rosario Lapunzina in una nota diffusa dopo la mezzanotte di ieri -, che non può fare a meno di professionalità fondamentali senza piombare nella totale paralisi amministrativa. Basta pensare che nell’Ufficio di Ragioneria tutti i cinque dipendenti in forza sono precari con scadenza di contratto a fine anno”

“La proroga di un anno per i contratti dei precari degli enti locali, nel testo licenziato dalla Commissione Bilancio della Camera dei Deputati, è un provvedimento deludente – aggiunge con prudenza Lapunzina – rispetto alle ventilate ipotesi di stabilizzazione, ed inaccettabile, giacché taglia fuori i dipendenti dei comuni in dissesto o in predissesto finanziario, ossia anche quelli con piano di riequilibrio approvato”.

Per il sindaco non tutto è perduto “Abbiamo avuto rassicurazioni che la norma necessaria a consentire la proroga dei contratti in scadenza al 31/12/2015 verrà inserita dal Governo nel Decreto Milleproroghe ma questo non ci fa abbassare la guardia”.

Ma la preoccupazione è tanta “Faremo sentire la nostra voce, accanto a quella delle Organizzazioni sindacali e dei lavoratori, sino al conseguimento di questo sia pur minimo risultato”.