Se quella di Messina è un’emergenza che dopo la nuova frana sulla condotta di Fiumefreddo rischia di diventare ciclica, la crisi idrica a Gela è una costante. Nella sesta città della Sicilia, secondo quanto segnalano gli autori di un petizione su Change.org, l’acqua viene erogata ogni due/tre giorni, durante le ore notturne.

“I cittadini – si legge sul post –si sono attrezzati predisponendo nelle cantine e nelle terrazze delle proprie abitazioni cisterne di varia capienza, per fronteggiare il problema. Molti devono alzarsi nel cuore della notte, nei giorni di erogazione, per riempire i serbatoi. Il più delle volte tutto questo non è sufficiente, in quanto capita spesso e volentieri che (per qualche recondita ragione!) l’erogazione avvenga soltanto una volta alla settimana, lasciando così interi quartieri a secco per giorni e giorni e costringendo i più fortunati (possessori di una cisterna) a ricorrere all’approvvigionamento attraverso autobotti private che, nemmeno a dirlo, fanno pagare a caro prezzo il prezioso liquido”.

La petizione è rivolta a due siciliani illustri: il capo dello Stato, Sergio Mattarella, ed il presidente della Regione, Rosario Crocetta, (che di Gela è stato sindaco) ed al premier Matteo Renzi affinché risolvano un’emergenza idrica che “è perenne”.

“A fronte della tempestiva e più che legittima mobilitazione per il disagio idrico di Messina – scrivono i primi sottoscrittori della petizione on line – chiediamo agli organi competenti di utilizzare la stessa attenzione e la stessa celerità anche nei confronti di Gela. Urge trovare immediate soluzioni di medio termine, capaci di liberare Gela dall’annoso problema che la attanaglia, assicurando ai cittadini tutti un giornaliero approvvigionamento di acqua potabile e non inquinata al giusto prezzo, come dovrebbe essere in ogni paese che voglia dirsi civile”.