Che l’eredità politica di Lino Leanza, scomparso il 30 maggio scorso, fosse un fardello difficile da gestire lo si era compreso da subito, ma a quasi 50 giorni dalla morte del fondatore di Sicilia Democratica per il movimento è tempo di bilanci e chissà anche di un possibile rilancio.

Nei giorni scorsi il segretario provinciale di Catania, Carlo Caputo, ha rimesso l’incarico, ma sembrerebbe che qualche malumore, legato soprattutto al post dimissioni di Nino Caleca da assessore regionale,  abbia lasciato il segno fra i fedelissimi di Leanza.

Pare che l’area catanese, lo zoccolo duro del movimento, sia stata piuttosto critica con le scelte politiche da adottare alla Regione dopo la raffica di dimissioni dalla giunta Crocetta e non sarebbero mancati momenti di duro confronto con i cugini palermitani.

Nel capoluogo, e nello specifico all’Ars, è Totò Lentini ad avere assunto le redini del gruppo, ma fanno sentire il loro peso Giacomo Scala e l’ex assessore regionale Paolo Ezechia Reale.

Intanto il direttivo regionale di Sicilia Democratica ha nominato  Giuseppe Siciliano, quale commissario provinciale per Catania. Si tratta di un proseguo del mandato, visto che Leanza lo aveva indicato come presidente provinciale del movimento.

Il neo commissario – si legge in una nota  – dovrà riorganizzare le presenze politiche del territorio in vista del Congresso che, nel prossimo mese di settembre, porterà all’elezione dei vertici cittadini e provinciali del Partito”.

Il compito che spetta a Siciliano non è semplice: occorre riannodare le file del movimento,  evitare ulteriori malumori ed immaginare il primo vero percorso del post Leanza.

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