L’appuntamento è per oggi pomeriggio alle 18,30 all’auditorium del SS. Salvatore di Via Vittorio Emanuele. Si attendono 600 persone per la presentazione dell’ultimo libro di Julián Carrón, l’erede di don Giussani alla guida di Comunione e Liberazione, dal titolo. “La Bellezza disarmata”.

Il libro giunto alla terza ristampa in meno di un mese dalla pubblicazione mette a tema la crisi della cultura occidentale, con un affondo sui temi di attualità come l’immigrazione, la famiglia, i nuovi diritti, l’Europa, il terrorismo, la politica e l’economia. Palermo è la seconda città in cui il libro viene presentato (l’anteprima si è avuta la settimana scorsa a Milano) e l’attesa è significativa soprattutto per i tanti aderenti a Comunione e Liberazione che verranno da tutte le città della Sicilia.

Nella nostra città sono stati invitati a parlare: Gianfranco Matarazzo SJ, provinciale dei Gesuiti di Italia e Albania e Roberto Lagalla, rettore dell’Università di Palermo. Coordinerà i lavori Salvatore Taormina, responsabile diocesano della Fraternità di Comunione e Liberazione
Il libro è una sorta di percorso, in cui l’autore rimette al centro l’uomo, l’uomo di oggi, quello che – a suo dire – ha smarrito le evidenze più fondamentali, quelle sulle quali ha fino ad oggi costruito le sue certezze e le sue speranze, fino al punto da mettere in crisi la stessa concezione di uomo. Che risposta può dare il cristianesimo a quest’uomo? Carrón riprende la domanda che si pose nel secolo scorso Dostoevskij: “Un uomo colto, un europeo dei nostri giorni può credere, credere proprio, alla Divinità del figlio di Dio, Gesù Cristo?”

La sua risposta parte da una affermazione di don Luigi Giussani nel suo libro più famoso, Il senso religioso: “L’unica condizione per essere sempre e veramente religiosi è vivere sempre e intensamente il reale, senza rinnegare e dimenticare nulla”. Carrón scommette totalmente su questo magistero della realtà che sottopone anche la fede alla verifica dell’esperienza. Solo se l’avvenimento cristiano si dimostra capace di risvegliare l’uomo e di affrontare l’intera esistenza con le sue prove e la sua problematicità, può risultare credibile e suscitare l’interesse dell’uomo contemporaneo.

Da questo punto parte il suo percorso che attraversa le problematiche più urgenti, da quelle della famiglia, di grande attualità proprio in queste settimane in cui è in svolgimento il Sinodo straordinario sulla famiglia, a quelle sull’accoglienza e l’integrazione, con cui non solo l’Italia ma tutta l’Europa è chiamata fare i conti ormai da molti mesi, da quelli dell’emergenza educativa, il tema dei temi che attraversa trasversalmente tutta la società, sia i giovani che gli adulti chiamati, ad educarli in un clima di sempre maggior disinteresse per tutto e per tutti, fino alla politica.

Particolarmente interessante la sua posizione proprio sulla politica. In che modo – si chiede – la vita della Chiesa può contribuire a misurarsi con l’attuale situazione italiana? “Non credo – risponde – intervenendo nell’agone politico come una delle tante parti e delle tante opinioni in competizione. Il contributo della Chiesa è molto più radicale” E poi prosegue: “Se la consistenza di coloro che servono questa grande opera che è la politica è riposta solo nella politica, non c’è molto da sperare. In mancanza di un altro punto d’appoggio, si afferreranno per forza alla politica e al potere personale e, nel caso specifico, punteranno sullo scontro come unica possibilità di sopravvivenza. Ma la politica non basta a se stessa. Mai come in questo momento risulta così evidente con le sue domande e le sue esigenze di verità e di libertà”.

Carrón offre il suo contributo di esperienza di educatore e uomo di Chiesa per affermare che Essa, pur con la sua povertà di realtà piena di limiti, continua a offrire agli uomini, proprio in questi giorni, “l’unico vero contributo, quello per cui essa esiste, – e papa Francesco lo ricorda di continuo -: l’annuncio e l’esperienza di Cristo risorto. È Lui l’unico in grado di rispondere esaurientemente alle attese del cuore dell’uomo, fino al punto di rendere un Papa libero di rinunciare per il bene del suo popolo”.

Ma l’attesa non è solo per i contenuti del libro, ma per il messaggio che Carrón vorrà dai ai ciellini siciliani e a tutti i presenti.