La sfida è a colpi di comunicati stampa e di inaugurazioni. Il terreno dello scontro, manco a dirlo, è la Sicilia spezzata dopo il cedimento del viadotto Himera sull’autostrada Catania-Palermo. La battaglia a distanza è fra il Governo e soprattutto il M5S che lo scorso 31 luglio ha aperto la ‘scorciatoia’ di Caltavuturo finanziata anche con il taglio delle indennità dei deputati regionali di Beppe Grillo.

Oggi tocca alla Regione che intrupperà giornalisti, fotografi e cameramen fino ai luoghi del cantiere, nel bel mezzo delle Madonie, per la consegna dei lavori da parte di ANAS alle tre imprese appaltatrici per la realizzazione della nuova bretella sulla A19 .

Prima però, a Palazzo d’Orleans, è in programma una riunione per fare il punto sul piano degli interventi emergenziali riguardanti la frana che ha interessato il viadotto “Himera 1”. All’incontro parteciperanno il governatore Rosario Crocetta, il capo del Dipartimento della Protezione civile, Fabrizio Curcio, il Commissario delegato per l’emergenza Himera, Marco Guardabassi ed il direttore della progettazione di Anas, Ugo Dibennardo.

La consegna dei lavori avverrà a mezzogiorno, al Km 58,000 dell’Autostrada A19, nell’area sottostante il viadotto. Oggi, quindi, si conosceranno uomini e tempi di realizzazione dell’intervento che riallaccerà la Sicilia dopo il crack infrastrutturale dell’aprile scorso.

In queste settimane, però, non sono mancate le polemiche. Se il ministro Graziano Delrio ha ribadito che i lavori sarebbero iniziati nella prima decade di agosto, c’è chi ha paventato lo spettro di ulteriori lungaggini. E’ il caso del capogruppo all’Ars, Marco Falcone che nei giorni scorsi ha ipotizza che “fra rilievi topografici, perimetrazione del cantiere e i soliti tempi agostani, passerà altro tempo, così i lavori inizieranno in settembre. Sempre che nessuno, dopo le apertura delle buste, faccia ricorso. Allora…”

Il sospetto che avanza Forza Italia (e non solo) riguarda soprattutto la ricostruzione del Viadotto Himera: “Temiamo – aveva detto alcuni giorni fa Falcone – che dopo la realizzazione della bretella tutto rimanga così per almeno 5-6 anni, riportando la Sicilia indietro nel tempo e consegnandola definitivamente alla recessione”.

Nel frattempo il M5S ha provveduto ad aprire la ‘sua’ bretella ribattezzata via dell’Onestà e non sono mancate le polemiche a distanza con l’amministrazione regionale che ha avanzato sospetti di pericolosità sulla regia trazzera adoperata dai 5stelle per realizzare la scorciatoia di Caltavuturo.

Proprio nel paese delle Madonie, il giorno dopo l’inaugurazione,  i carabinieri  hanno acquisito gli atti relativa alla realizzazione della strada. Mentre la Prefettura di Palermo ha chiesto alla polstrada di verificare le condizioni di sicurezza della bretella grillina ed anche “urgenti accertamenti in ordine all’ente proprietario della predetta strada”.

I 5stelle, dal canto loro, hanno rivendicano quanto è stato fatto e ricordano all’assessore regionale Giovanni Pizzo che “la pericolosissima ‘pista da sci’ volesse farla proprio il suo assessorato. Lo testimonia la lettera inoltrata dall’assessorato Infrastrutture il 20 aprile scorso al Genio civile, affinché le professionalità dell’ufficio destinatario della missiva operassero in sinergia con l’ufficio tecnico del Comune di Caltavaturo “per la progettazione e realizzazione delle conseguenti opere necessarie a tale viabilità temporanea”.