Le piccole e medie imprese, anche quelle non quotate, potranno debuttare sui mercati esteri. Uno scenario impensabile sinora per realtà produttive che sebbene importanti per il tessuto economico italiano hanno dovuto combattere la crisi con pochi armi a disposizione. L’opportunità è data da strumenti alternativi di finanziamento, introdotti dal Decreto Crescita 2.0, convertito poi in legge, nella fattispecie le cambiali finanziarie e i minibond. Di questo si è discusso stamane nella sede di Confindustria Palermo, in un incontro con imprenditori e professionisti promosso dal Comitato Piccola Industria di Palermo in collaborazione con Unicasim, Irfis Sicilia e KPMG.

Come spiega Marco D’Agostino, vicepresidente di Confindustria Palermo e presidente del Comitato Piccola Industria della città “si tratta di strumenti che permettono alle aziende di non rimanere ingolfate nelle mani delle banche e accedere più facilmente al credito necessario per realizzare gli investimenti”.

Fondamentale è il ruolo di un mediatore finanziario, come Unicasim. Il mediatore ha il compito di reperire le risorse non presso le banche bensì nei mercati finanziari internazionali. Come chiarisce ancora D’Agostino: “I grandi gruppi aziendali italiani come Fiat e Barilla sono stati in grado di andare all’estero da soli. Le aziende più piccole invece hanno bisogno che qualcuno lo faccia per loro”.

I tassi di interesse per le aziende italiane che hanno chiesto credito alle banche sono ancora alti. Lo sottolinea Leonardo Frigiolini, presidente e amministratore delegato di Unicasim: “La buona notizia, che può cambiare tutto per le nostre aziende, è la possibilità, data loro da una serie di interventi normativi, di emettere obbligazioni. Ci aspettiamo che molte imprese, soprattutto quelle guidate da giovani, sinora costretti a realizzare le loro idee emigrando all’estero, vogliano sperimentarsi in questo senso. Questi strumenti possono anche essere coperti da garanzia, quindi presto avremo piccole e medie imprese siciliane che vengono sottoscritte da una grande banca internazionale che potrà essere garantita sino all’80%”.

Una sfida certamente interessante che gli imprenditori cercheranno di non lasciarsi sfuggire.