E’ un autunno caldo anche sul fronte delle vertenze sindacali. A Catania sono pochi i settori ad essere risparmiati da tagli e crisi.

Nei giorni scorsi è stato comunicato il licenziamento di 16 impiegati di Antenna Sicilia, la storica emittente televisiva nata a Catania nel 1979, mentre non c’è pace nemmeno per l’Etna Valley a causa dell’ingresso in cassa integrazione per i 2mila dipendenti di StMicroelectronic. Oggi sono scesi in piazza i lavoratori di Acciaierie di Sicilia.

In questo caso sarebbero circa quattrocento posti di lavoro a rischio (fra diretti ed indotto) ed i sindacati contestano “le assenze e i ritardi del governo regionale” che il 25 settembre scorso non ha partecipato alla riunione in Prefettura sulla caso Acciaierie di Sicilia.

Il governo regionale non avrebbe ancora dato risposta alla richiesta del prefetto per la convocazione di una riunione a Palermo sul futuro dell’azienda catanese e del settore in Sicilia. Oggi i lavoratori manifesteranno lungo via Etnea.

Proteste a Misterbianco davanti la sede di Almaviva Contact dove è in programma un presidio sit in dei lavoratori a supporto dell’emendamento inserito nel DDL sugli Appalti art.1 comma 9 di garanzia occupazionale in caso di cambio di appalto per i lavoratori dei call center.

“Per la prima volta il parlamento dovrà ratificare e votare una legge dentro la quale si avranno finalmente le clausole sociali in caso di cambio di appalto per i lavoratori dei call center”, dichiara, Davide Foti segretario generale SLC CGIL Catania.

Il sindacato è critico con Confindustria Asstel e con Almaviva che, “dichiara la sua contrarietà ad una norma di grande valenza democratica anche per i suoi lavoratori”.

Foti auspica l’approvazione dell’emendamento “ perchè, se dovesse accadere il contrario, il sindacato che fino ad oggi ha dato grande segnali di responsabilità, avrà difficoltà a gestire questi tipi di licenziamenti oramai divenuti, per le aziende, fisiologici”.

Venerdì 23 ottobre, invece, sarà di nuovo protesta alla St Microelectronics . La notizia della cassa integrazione per gli oltre duemila lavoratori della St Microelectronics di Catania, è arrivata nei giorni scorsi dopo un faccia a faccia tra i vertici catanesi del sito produttivo della zona industriale e le rsu del sindacato unitario.

La St ha dichiarato un calo produttivo trasversale su svariate tecnologie giustificando così la scelta di ricorrere alla cassa. Il timore dei sindacati è che dietro la decisione si celi un problema industriale molto più grande in grado di far saltare gli investimenti per il Modulo 9.

Nonostante i segnali di ripresa che sembrano arrivare dal resto del Paese, la Sicilia e in particolare Catania – la più produttiva fra le province dell’Isola – appaiano lontane anni luce dall’Italia raccontata dalla politica.