“Un Natale in chiaroscuro quello appena trascorso per i commercianti catanesi. La ripresa economica che tutti attendevano non è ancora completamente avvenuta – spiega il direttore di Confesercenti Catania, Salvo Politino – ma il bilancio finale degli acquisti dei cittadini è senz’altro il più positivo degli ultimi otto anni”.

Bene il settore dell’elettronica, dell’informatica, con il 15 % di incremento di vendite, e dei giocattoli. Soffre ancora l’abbigliamento con i negozianti del centro storico che lamentano atavici problemi. Tra tutti, la mancanza di adeguati controlli e la corretta applicazione dei saldi, da qualche esercente anticipati in maniera irregolare.

Secondo Confesercenti la carenza di parcheggi, inoltre, la legislazione non adeguata, l’abusivismo, l’elevata tassazione, non fanno altro che indebolire le piccole realtà cittadine spingendo gli acquirenti verso i centri commerciali. Il risultato finale è il totale spopolamento del centro storico e il conseguente impoverimento del tessuto economico catanese, composto in prevalenza da micro e piccole imprese.

A fare ancora una volta la parte del leone, in controtendenza rispetto agli altri settori, l’alimentare. Tutto ciò a conferma che al tradizionale cenone in casa i catanesi non intendono rinunciare. La quasi totalità degli imprenditori di settore intervistati conferma un notevole incremento dei consumi.

Anche quest’anno prevale la scelta di prodotti tipici locali e, in particolare, di panettoni e pandoro. Un altro comparto che da qualche mese sorride è quello turistico. Complice l’allerta terrorismo per le principali città europee, i viaggiatori hanno premiato la Sicilia, meta rassicurante, confermando il trend in forte ascesa.

“Analizzando i dati non possiamo non essere contenti per una lieve inversione di tendenza – spiega Politino – Tuttavia la differenza di spesa rispetto al periodo pre-crisi è ancora molto elevata. La speranza è che i prossimi saldi possano dare definitivamente fiato a un settore che da diversi anni vive una fase difficile. Il sostegno legislativo e gli accorgimenti a livello amministrativo – non si stanca di ripetere il direttore di Confesercenti Catania – devono fare il resto”.