L’avviso pubblico per la presentazione dei progetti di formazione professionale in Sicilia a valere sulle risorse del Fondo Sociale Europeo è ormai prossimo alla scadenza prevista per il giorno 16 del mese di dicembre.

Ma come avevamo dato conto anche nelle pagine di questo giornale (leggi qui) lo sblocco dell’iter burocratico, più o meno in concomitanza con la nomina di un nuovo assessore, questa volta politico, non ha prodotto alcun freno all’orientamento generale di settore. Fioccano gli avvisi di licenziamento, le riduzioni orarie e le sospensioni volontarie dal servizio nei diversi enti di formazione sparsi su tutto il territorio regionale siciliano.

Il comparto è ormai decimato, con buona pace di coloro che hanno sempre sostenuto che questo fosse un settore di parassiti e raccomandati posti a carico della Regione come accade già per i forestali e non solo, ma quei pochi enti di formazione che riescono ancora oggi ad essere in regola con i versamenti contributivi e che hanno provato ad operare azioni di ristrutturazione aziendale, di ridimensionamento e di formazione permanente e riqualificazione  interna, adesso rischiano più degli altri perché hanno nutrito fino ad oggi la speranza di ricevere somme a saldo di servizi resi negli anni precedenti e finanziati dai fondi europei.

Si riteneva infatti, probabilmente sbagliando, che il termine ultimo per la spesa dei fondi europei realitivi alla programmazione 2007 – 2013 fosse il 31 dicembre dell’anno che sta per finire. Era il caso del “famoso” avviso 20 prima annualità; dell’avviso 6, antichi mestieri e quant’altro.

In realtà pare che questo termine non verrà rispettato dalla Regione – Dipartimento Istruzione e Formazione Professionale – dove  carenze di personale interno (carenze?) e deficit di  assistenza tecnica (poca assistenza tecnica in questi anni?) insieme ad una probabile mancanza di liquidità nelle casse regionali rischiano di non fare rispettare nemmeno il tanto strombazzato obiettivo di spesa dichiarato più e più volte dal governatore siciliano Crocetta come elemento di discontonuità, forse l’unico, con le gestioni che lo hanno preceduto alla guida della Regione Siciliana.

Ma stavolta siamo sul serio al game over. Ne sono probabilmente convinti anche dirigenti e funzionari che hanno interrotto qualsiasi attività di comunicazione verso gli utenti dei servizi e verso gli enti di formazione. Sospeso il tradizionale giorno di ricevimento al pubblico (il mercoledì)  proprio per favorire il perseguimento degli obiettivi di chiusura del programma 2007 – 2013 l’amministrazione non risponde in nessun modo agli utenti che dovrebbero, e lo fanno, attendere di essere contattati, eventualmente, dai funzionari di rifermento per comunicazioni.

Ad aggravare la questione, e l’ansia da prestazione che infuria in questi giorni di grandissima incertezza e confusione, la circolare che impone agli enti che non hanno ricevuto i saldi per attività erogate di anticipare tali somme in luogo dell’amministrazione nel caso in cui quest’ultima non riesca ad adempiere a quanto dovuto.

Trascuriamo le reazioni e le considerazioni anche troppo colorite da parte di chi opera e lavora in strutture nelle quali non si riesce più a pagare correntemente gli stipendi, nemmeno in quelle che hanno goduto di gestioni amministrative più accorte.

Lo avevamo detto e lo confermiamo anche oggi: siamo al game over! Una via d’uscita la offre Renzi ai lavoratori licenziati. E’ la Naspi: fino a 2 anni di indennità di disoccupazione pagate dallo Stato Italiano ai lavoratori licenziati.

E nel frattempo si va avanti con il solito andazzo all’interno della burocrazia regionale: ci sono i figli e i figliastri. I primi riescono ad ottenere sempre qualcosa. I secondi devono attendere che qualcosa succeda magari con l’idea che ad un certo punto l’autorità giudiziaria possa intervenire facendo cessare privilegi e favoritismi che sembrano restare sempre vivi anche in questo momento di forte crisi.