Il governo della Regione e la maggioranza vanno sotto in aula e l’opposizione fa approvare un emendamento soppressivo dell’articolo 1 della riforma delle province, in pratica l’ossatura della norma che istituisce i liberi Consorzi.

E’ accaduto oggi pomeriggio all’Ars dove il governo è stato battuto, per l’ennesima volta in questa legislatura. Con la soppressione dell’articolo 1 la legge deve necessariamente tornare in Commissione per essere riformulata.

Il Governo è caduto sulla richiesta di voto segreto. liberati dal peso dei vincoli di coalizione i deputati hanno votato sì all’emendamento soppressivo dell’articolo 1 con 36 sì e 22 no.

Di fatto tramonta la riforma delle province che adesso non potrà essere affrontata se non dopo il bilancio che deve andare in aula obbligatoriamente in questi giorni.

Intanto sono scaduti ieri i termini di proroga dei Commissari straordinari e dunque le Province sono attualmente senza guida. Sarà necessario approvare urgentemente una norma transitoria o un provvedimento presidenziale che nomini nuovo commissari o prolunghi il mandato di quelli esistenti.

Il caos regna sovrano alla Regione ed anche nelle ex province ed il segretario regionale del Pd, Fausto Raciti chiede la convocazione di un vertice di maggioranza.

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“Il voto dell’Ars sulla riforma delle Province lascia un segno in questa legislatura – dice – bisogna aprire una riflessione molto seria. A questo punto serve un vertice di maggioranza alla presenza del presidente Crocetta: ci si deve guardare negli occhi, ognuno si deve assumere le proprie responsabilità”. 

“Governo allo sbando: la bocciatura dell’articolo 1 mette a nudo la non esistenza di una maggioranza” lo dice il coordinatore Ncd, Giuseppe Castiglione, dopo l’esito del voto.

“E al presidente dell’Ars – conclude – voglio suggerire che, in un momento tanto importante che dovrà definire il futuro di una parte essenziale delle istituzioni isolane, non si proceda a strappi ma ci si affidi a una seria pausa di riflessione. Torniamo in commissione, così come prevede il regolamento interno dell’Assemblea”.

Dello stesso avviso anche Forza Italia che attraverso il capogruppo all’Ars, Marco Falcone ricorda che “la maggioranza PD e l’esecutivo, che hanno tentato di fare passare una legge che null’altro è se non il frutto di un pasticcio, nonostante gli inviti dell’opposizione a dare priorità al Bilancio regionale, sono stati puniti”.

Il deputato di Sel, Erasmo Palazzotto ha chiesto le dimissioni dell’esecutivo e in una nota aggiunge: “L’esito del voto sul DDL Province certifica che il Governo non ha più maggioranza. Crocetta e il PD stanno portando la Sicilia verso il baratro, è ora di staccare la spina e di voltare pagina.Questo Governo è, oramai, senza idee e senza i numeri”.

“Il nostro emendamento che oggi ha visto 7 franchi tiratori tra le fila della maggioranza ed ha portato alla bocciatura del DDL sulle Provincie, dimostra che il PD è oggi una “Forza assente”, come quei militari che essendo sempre in malattia venivano di fatto considerati inutili ai fini delle operazioni sul campo pur essendo formalmente arruolati.” Lo ha dichiarato il capogruppo del PdS-MpA Roberto Di Mauro, che con il collega di partito Giovanni Greco ha presentato l’emendamento soppressivo.

E con tweet interviene anche il democratico Fabrizio Ferrandelli che proprio stamani aveva parlato di dimissioni di massa per causare lo scioglimento del parlamento regionale.”La Sicilia è senza bussola e la bocciatura del ddl sulla riforme delle Province è la prova provata che navighiamo a vista e brancoliamo nel buio. Lo ripeto, siamo ai titoli di coda, alla fine dell’esperienza di questo governo regionale“, twitta il giovane deputato regionale del Pd,  a proposito del voto dell’Ars sul ddl di riforma delle Province.

“La dimostrazione che sui temi che contano quest’aula ha una vera opposizione e non una maggioranza. Ora ci aspettiamo che chi ha messo la faccia in questo ddl tragga le dovute conseguenze e si dimetta”, commenta invece il Movimento 5 stelle all’Ars e ribadisce “la reale portata di un governo e di una maggioranza Brancaleone che possono solo arrecare danni alla Sicilia”.

“Prendiamo atto del voto di oggi all’Ars che stoppa il disegno di legge di riforma delle province in Sicilia. E’ evidente che esiste un grave problema politico all’interno della maggioranza. Ribadiamo il nostro totale appoggio all’assessore alla Funzione pubblica Ettore Leotta, il quale sta svolgendo un ottimo lavoro”. Così, in una nota, il gruppo Udc all’Assemblea regionale siciliana dopo lo stop del ddl a Sala d’Ercole.

“Quella che si voleva varare poteva diventare una legge spot con troppe questioni e contraddizioni interne ed esterne espresse in 1000 emendamenti. Auspichiamo che i tanti lavoratori abbiamo pronte risposte migliorative e non peggiorative come qualcuno in aula sperava”, dicono i segretari Michele Palazzotto (Fp Cgil), Luigi Caracausi (Cisl Fp) e Enzo Tango (Uil Fpl). I sindacati, mentre era in corso la votazione, hanno inscenato un sit in davanti a Palazzo dei Normanni.

 “La dimostrazione che sui temi che contano quest’aula ha una vera opposizione e non una maggioranza – commentano i 5 stelle –. Ora ci aspettiamo che chi ha messo la faccia in questo ddl tragga le dovute conseguenze e si dimetta. si tratta di un governo e di una maggioranza Brancaleone che possono solo arrecare danni alla Sicilia”.

“Noi del Movimento 5 Stelle – dice il capogruppo Salvatore Siragusa– abbiamo creduto fino all’ultimo ad un epilogo del genere, tant’è che abbiamo spinto per rimanere in aula e votare. La maggioranza ora cercherà di mettere assieme i suoi cocci, ma è sempre più evidente la Sicilia in questo modo non ha altre prospettive che non siano le urne”.

Convoca il partito per domani pomeriggio il segretario dell’Udc Giovanni Pistorio “Prendiamo atto del voto di oggi all’Ars che stoppa il disegno di legge di riforma delle province in Sicilia. E’ evidente che esiste un grave problema politico all’interno della maggioranza. Ribadiamo il nostro totale appoggio all’assessore alla Funzione pubblica Ettore Leotta, il quale sta svolgendo un ottimo lavoro”.

E gli strali piovono anche dall’esterno di Sala d’Ercole “Il voto dell’Ars sul ddl sulle province regionali costituisce l’ennesima riprova che il Governo Crocetta e la sua maggioranza sono allo sbando. Un sistema ormai incapace di decidere, imbrigliato da veti incrociati ed interessi contrapposti – scrive in una nota il movimento Sicilia nazione -. A pagare il costo dell’inettitudine sono solo i siciliani. Lo denunciamo da tempo ed ecco perché abbiamo lanciato la campagna “Fermiamo Crocetta ed il suo governo”.

“Una pseudo-riforma annunciata trionfalmente due anni fa – precisa Gaetano Armao Presidente di Sicilia Nazione – ma priva di contenuti effettivi, varata tra errori e contraddizioni, buona a far nominare commissari è adesso naufragata nell’inconsistenza della politica degli annunci. Il penoso Commissariamento romano sul bilancio dopo la sottrazione di ingenti risorse alla Sicilia rende ormai insostenibile questa agonia”.

“Crocetta, se ne è ancora dotato – conclude – abbia un rigurgito di dignità e rassegni le dimissioni lasciando i siciliani liberi di ridisegnare il proprio futuro”.