Catania oggi pomeriggio ha reso l’addio a Manlio Sgalambro nella chiesa del Crocifisso dei Miracoli, un omaggio composto al filosofo che ha raccontato, tra i tanti temi, anche quello della legge dell’appartenenza del popolo siciliano alla sua terra.

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C’erano i figli, i nipoti, e ovviamente l’amico di una vita, Franco Battiato, con il quale ha condiviso momenti intensi regalando delle autentiche perla alla musica contemporanea, opere che saranno la testimonianza di un uomo apparentemente schivo, ma straordinariamente geniale.

Padre Gianni Notari, nella sua omelia, pur sottolineando che “in questi momenti il silenzio è più eloquente delle parole” non ha mancato di ricordare l’estro di Manlio Sgalambro definendolo straordinario, mai scontato, sempre originale.  “Manlio – ha detto ancora il sacerdote – ha denunciato con coraggio il quotidiano degrado portandoci però verso la speranza. Ed i suoi testi sono anche poesia che testimoniano il nostro essere”.

Sgalambro se ne va in punta di piedi, anche a lui la storia è passata accanto “con i suoi odiosi rumori, ma dietro il tumulto dell’apparenza si cela una quiete profonda” (da la teoria della Sicilia) .