Bisognerà attendere ancora una settimana per sapere come andrà a finire la querelle della decadenza della I Commissione Affari istituzionali dell’Ars.

Proprio mentre si lavora alla pace (armata) fra il pd ed il Presidente della Regione, ad agitare gli animi è ancora la commissione presieduta da Forzese. Il soccorso fornito ieri ai deputati del Pdl non è servito a Forzese per riprendere in mano le redini della commissione affari istituzionali. sono stati i due deputati del Pd, Alloro e Rinaldi a dimettersi per bloccare nuovamente la stessa commissione.

Appreso di questo nuovo stop il presidente dell’Ars Ardizzone ha convocato la conferenza dei capigruppo ma il presidente del gruppo Pd, Baldo Gucciardi, è caduto dalle nuvole. troppo impegnato a ricucire con Crocetta per occuparsi dei suoi due dissidenti in Commissione.

Così ad Ardizzone non è rimasto che assegnare una settimana di tempo per risolvere la querelle. Anche perché non è il solo pd a vivere qualche momento di mal di pancia. in piena seduta d’aula l’intervento dell’ex Presidente dell’Ars Francesco Cascio ha chiaramente fatto comprendere come in casa Pdlil soccorso a Forzese non sia stato gradito dai più .

D’altronde già ieri lo stesso Milazzo, indicato dal capogruppo D’Asero come rientrante in commissione insieme a lui, non aveva gradito la scelta del Presidente del suo stesso gruppo.

E proprio Forzese decide di intervenire ancora una volta e rilanciare il suo appello “L’esigenza – dice – è quella di salvaguardare le istituzioni. Lancio un appello: serve un sussulto di responsabilità. Mettiamo da parte le beghe politiche. Non ci sono precedenti come questo, rischiamo di aprire una maglia pericolosa – aggiunge – In commissione Attivita’ produttive abbiamo quattro esponenti Articolo 4, che se si dimettessero determinerebbero una situazione analoga. La commissione è ferma dal 26 settembre, ogni giorno in più di stop è un danno per la Sicilia”.

Acque agitate, dunque, in I Commissione come all’interno dei gruppi proprio mentre si cerca la pacificazione. E se Pd e Pdl, litigano al proprio interno, ciascuno per versi e motivi diversi, le formazioni minori della maggioranza, invece, sembrano andare sempre più d’amore e d’accordo.

Sembrano andare spediti verso la fusione o quantomeno la nascita di una sorta di intergruppo Megafono, Articolo 4 e Democratici Riformisti che firmano insieme un comunicato di sostegno a Crocetta e che plaude alla (quasi) pace col pd. Con l’occasione esce allo scoperto anche Michele Cimino che, sotto l’acronomico di Voce siciliana, si dichiara uomo di maggiorana nonostante ancora aderente al gruppo Pid Grande Sud. Tutti insieme rappresentano una ventina di deputati e dichiarano “soddisfazione per la ritrovata unità d’intenti all’interno della maggioranza che sostiene il governo Crocetta”. “Il rasserenamento odierno fra il partito del Presidente Crocetta, ovvero il Pd che è anche il principale componente della coalizione, e lo stesso Presidente, permette a tutti noi di concentrarci, adesso, sulla tante cose da fare. Si può tornare – dicono Luca Sammartino (Articolo 4), Giovanni Di Giacinto (Megafono); Giuseppe Picciolo (Drs)  e Michele Cimino (Voce siciliana) -a lavorare per le riforme, lo sviluppo, il lavoro e tutte le altre priorità della Sicilia che devono essere al centro di ogni nostra attività”.