Meno risorse, meno assi di intervento, ma maggiore contribuzione per ogni singola azione ed una programmazione che parta dal basso. E’ la strategia della Regione siciliana in vista della nuova programmazione comunitaria 2014 – 2020 in agricoltura. Una sfida nuova dopo le tante difficoltà mostrate dalla Sicilia nell’impiego delle risorse dei passati programmi compreso quello in corso. Difficoltà, in realtà, mostrare meno in agricoltura che in altri settori, ma comunque esistenti. L’allarme è quello della riduzione delle contribuzioni comunitarie, un trend generale che in agricoltura non sembrano temere. La sfida, però, è fondamentale per il futuro del settore alimentare nell’isola. Per questo dall’assessorato hanno avviato già adesso le consultazioni per giungere ad una programmazione condivisa quando ancora bisogna spendere le risorse del programma in corso. La scelta è quella di consultare il territorio con una serie di incontri previsti da oggi fino al 26 marzo. Si inizia da Messina, poi si continua con Caltanissetta ed Enna insieme, quindi Trapani, Agrigento, Siracusa, Catania il 19 marzo, Palermo il 21 per concludere a Ragusa il 26.

Le risorse saranno adeguate anche se inferiori al passato – dice Rosaria Barresi, dirigente generale del Dipartimento interventi Infrastrutturali per l’Agricoltura – abbiamo già segnali in questo senso anche se ancora non è stata conclusa, a livello comunicario, la programmazione regionale. La sfida è quella di fare meglio con risorse inferiori. Non è la quantità che serve ma la qualità degli interventi. Anc he per questo non metteremo in campo 33 linee di intervento come avvenuto nella programmazione attualmente in corso. Ci saranno meno linee ma maggiori contributi sulle singole azioni”.

Occorre sottoscrivere veri e propri contratti con il territorio – dice Dario Cartabellotta assessore regionale alle risorse agricole ed alimentari – bisogna ascoltare che sta sul territorio. Governare bene significa saper identificare tutte le specialità dell’agricoltura siciliana e sostenerle. Al territorio bisogna dare ciò che serve che poi si concretizza in tre azioni fondamentali: infrastrutture, credito e mercati”

Su tutto un dato appare, comunque, certo. Le risorse saranno più contenute ed usarle bene sarà un imperativo, se possibile, ancora più pressante che in passato.