L’agricoltura è sempre più nel mirino delle mafia e della delinquenza con furti di prodotti, mezzi agricoli e abigeato. Un sistema che le denunce e l’incremento dei controlli possono contribuire a smantellare. E’ il commento di Coldiretti Sicilia dopo gli arresti avvenuti a Vittoria (Rg) dove al mercato ortofrutticolo agli agricoltori venivano imposte cassette e prodotti per l’imballaggio.

“L’agromafia – sottolineano il presidente e il direttore, Alessandro Chiarelli e Prisco Lucio Sorbo – investe i proventi in larga parte in attività agricole, nel settore della trasformazione alimentare, commerciale e nella grande distribuzione con il reinvestimento di somme derivate da illeciti che ha come corollario il condizionamento della libera iniziativa economica e la concorrenza sleale. Un’ attività che spesso avviene anche attraverso frodi con la vendita di prodotti importati e di bassa qualità come made in Italy”.

Contrastare il fenomeno nel settore economico più importante dell’Isola, significa riattivare tutti i comparti con una spinta propulsiva verso lo sviluppo e la crescita. “Basti pensare – proseguono – che nel 2014 il business mafioso a livello nazionale ha superato i 15,4 miliardi di euro incrementando la percentuale siciliana che va oltre i 5 miliardi di euro anche a causa della posizione di approdo che rende l’Isola destinataria di importazioni che diventano “siciliane” una volta toccate le coste. Affidarsi ai produttori, acquistare da chi dimostra la tracciabilità di ciò che vende – concludono il presidente e il direttore – sono comportamenti che garantiscono prima di tutto la salute.