Una mozione firmata da ben 50 parlamentari di tutti i gruppi e proposta da Toti Lombardo del Partito dei Siciliani MpA è stata presentata oggi all’ARS, per impegnare il governo regionale ad affrontare con urgenza la gravissima crisi del settore agrumicolo.

Nell’atto di indirizzo, i parlamentari, di maggioranza e opposizione, sottolineano come in Sicilia si assiste ad una sempre maggiore riduzione della superficie destinata alle coltivazioni agricole e come questo corrisponda ad un calo della produzione, che contrasta con l’aumento avvenuto nell’ultimo decennio nell’area del Mediterraneo.

I firmatari ricordano inoltre come “il prezzo pagato ai produttori oscilla oggi tra gli 0,05 ed i 0,10 Euro al Kg in base alla diversa tipologia e qualità delle arance” e sottolineano come “la crisi del settore agrumicolo ha raggiunto un livello di gravità estrema che non ha precedenti nella storia siciliana per la concomitanza di diversi fattori negativi, primo tra tutti il crollo del prezzo pagato ai produttori a fronte di costi di produzione in continuo aumento; a ciò si aggiunga che, da circa due anni, il problema della pezzatura medio – piccola delle arance che, ancorché ininfluente sulla qualità finale, agisce da deterrente del mercato.”

Da queste considerazioni nasce un pacchetto di proposte che i 50 parlamentari hanno formalizzato per impegnare il Governo. “E’ indispensabile – afferma Toti Lombardo, primo firmatario – che il Governo si faccia subito promotore di un tavolo tecnico per la promozione degli accordi di filiera previsti dall’art. 82 della legge 11/2010 affinché la Regione sia garante, anche attraverso aiuti ed interventi concreti, di un accordo fra le Organizzazione dei produttori e i rappresentanti dell’industria della trasformazione agroalimentare sul prezzo delle arance di piccola pezzatura, sostenendo sia il reddito dei produttori che la distribuzione e promozione del prodotto finito”.

L’altra proposta formalizzata nella mozione è quella di verificare se non ricorrano le condizioni per chiedere lo stato di calamità che permetterebbe la sospensione della riscossione dei tributi per un anno, “perché – ha detto Lombardo – in questo momento non è pensabile esigere dai produttori ridotti ormai allo stremo per gli altissimi costi di gestione il pagamento delle tasse su redditi che non hanno.” Infine la proposta di ripetere quanto già fatto dalla Regione nel 2010 “quando la crisi aveva dimensioni ridotte rispetto a quella attuale”, con un “ritiro straordinario del prodotto da destinare a “aiuti umanitari ed interventi caritatevoli, che sia anche rispettoso della normativa comunitaria sull’aiuto di Stato.”

“Anche se siamo certi che il Governo farà proprie le nostre proposte – ha dichiarato Lombardo – non possiamo non preannunciare azioni di protesta clamorose, insieme agli agricoltori, se da parte dell’Assessorato non verranno in tempi brevi dei segnali e delle risposte concrete.”

“Auspichiamo – ha detto Lombardo – che il Presidente si faccia parte attiva nel riconoscere le irrinunciabili ed irrimandabili necessità del settore, convocando una seduta ad-hoc dell’Assemblea su un tema che riguarda ormai in modo drammatico migliaia di famiglie”.